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Arriva l'Arte del Piano B di Gianfranco Franchi

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In concomitanza anche con la rubrica di Ernest che prende spunto dal libro che uscirà il 24 ottobre in libreria, pubblichiamo un estratto in anteprima del nuovo lavoro del nostro Gianfranco Franchi, L’ARTE DEL PIANO B. UN LIBRO STRATEGICO (Piano B Edizioni).

Buona lettura!

La redazione libri

 

Estratto del libro

 

L’uomo del Piano B sta bene. Il concetto è molto semplice: è proprio uno che sta bene. Stare bene, nel momento in cui si sta attuando il Piano B, significa resistere alla tentazione

di abbandonarsi all’euforia. Significa sapersi controllare.

Significa restare lucidi e non commettere leggerezze. Significa dimenticare le proprie debolezze. Significa restare fedeli al proprio programma, passo dopo passo, ricordandosi che

l’improvvisazione non può che essere ridotta al minimo.

Il mood del Piano B è una ragionata, seducente freddezza.

L’uomo del Piano B ha avuto la capacità di tenere i nervi saldi sino al momento necessario, e adesso si sta godendo la realizzazione del suo disegno e in un certo senso si sta limitando

a lasciare che sia: a lasciare che le cose succedano: a osservare le cose che succedono. È come se fossero parte di un ingranaggio perfetto. È come se stessero succedendo perché era scritto: per pura, autentica e incontrovertibile predestinazione. L’uomo del Piano B sa benissimo che lui stesso è il suo destino.

L’uomo del Piano B tiene a mente, da una vita, un’antica massima di Appio Claudio Cieco, riferita da Sallustio. Faber est suae quisque fortunae: vale a dire “ciascuno è artefice del

suo destino”. È una massima che l’uomo del Piano B ha come impressa a fuoco nel suo dna. Ci sono stati uomini del Piano B che hanno deciso di stampare il loro ex libris con quel motto.

Ci sono stati uomini del Piano B che hanno domandato a vecchi artigiani di creare lo stemma della loro famiglia: e hanno preteso che alla base dello stemma fosse stampato quel motto.

Ci sono stati figli di uomini del Piano B che hanno inciso quelle sacre parole sulla corona funebre dei loro padri, consapevoli che erano le parole giuste per accompagnarli nell’aldilà. Ci

sono stati interi Piani B che sono stati ispirati, nel momento determinante, solo ed esclusivamente da quel motto. Individui che non avevano ancora deciso da che parte stare e cosa essere davvero nel mondo, uomini irrisolti e non ancora uomini del Piano B, hanno capito che potevano plasmare e forgiare qualcosa di diverso pensando all’antico adagio di Appio Claudio Cieco.

Quell’adagio dà corpo alla fiducia in sé stessi: quell’adagio fonda un mood basilare. Bestiale.

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 23 Ottobre 2011 12:59 )  

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