Devo purtroppo ammettere che il mio, per quanto ricco, non è l'unico Grimorio esistente. Molti sono i libri arcani che hanno svelato prodigiosi segreti a coloro che si sono mostrati degni di comprenderli: non dobbiamo stupirci del fatto che gli spiriti, all'occorrenza, possano abitare tra le pagine ingiallite di un tomo dimenticato. Se il silenzio di questa incantata libreria non vi spaventa, umettate il vostro indice e sfogliate con me la prima pagina del mistero...
Una manciata di parole ben adagiata su un foglio di carta ha spesso cambiato la sorte del mondo. La parola ha infatti un potere immenso e, nell'accezione in cui l'affronteremo noi, possiamo dire addirittura sovraumano. Ma le parole, si sa, spesso si perdono come gli ombrelli o gli accendini. Ed è per questo che i saggi ed i dotti di tutti i tempi hanno sempre avuto l'accortezza di riunire le parole più importanti all'interno di frasi, di paragrafi, di testi, fino a raggiungere la forma del libro. Se questo è accaduto per filosofi e romanzieri, per storici e politici, perchè maghi ed evocatori dovrebbero averne fatto a meno?
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Così nacquero i libri magici, con lo scopo fondamentale di trasmettere e conservare il potere scoperto dai loro curatori o, il più delle volte, per insegnare la tecniche necessarie al praticantato magico ed evocatorio. Abbiamo attinto molte volte dal mio Grimorio per approfondire le tematiche esotriche più curiose ed attuali, e spesso abbiamo accennato ai colleghi del passato e del presente da cui trarre ispirazione e dottrina.
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Se la polvere non vi spaventa e, soprattutto, se non vi spaventa il Mistero, diamo uno sguardo da vicino ai tomi più famosi che hanno parlato di spiriti, incantesimi e di tutto ciò che non può essere probabilmente visto ma che, senza dubbio, può essere letto.
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Magie di carta
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Nella biblioteca dell'occulto si è soliti dare il benvenuto impostando un chiarimento preliminare. Ci sono due termini con cui principalmente vengono indicati i tomi magici: il primo, largamente conosciuto almeno per induzione (mea culpa), è appunto "grimorio", la cui origine è da ritrovarsi nel francese grammaires ("grammatiche"); l'altro termine è invece "clavicola", che discende dal latino con il significato di "chiave". In un senso, quindi, il libro magico ha il compito di erudire ed insegnare le regole del magico mestiere mentre sotto l'altro aspetto il tomo in questione tenderà a fornire le vere e proprie tecniche per aprire quei cancelli misteriosi che si spalancano sul mistico ignoto. Come diremmo oggi: prassi o teoria? Ma i termini, in realtà , hanno ormai perlopiù valore di sinonimi e la distinzione, già alle origini sottile, è oggi sfumata del tutto.
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Caratteristica peculiare dei libri magici in genere sembra essere quella dell'incomprensibilità riscontrata dai comuni lettori. Non solo: questi libri risultano spesso incomprensibili anche per i più esperti! E, come ironizza Collin De Plancy di cui abbiamo già parlato in Lezioni Di Demonologia, i grimori sono " altrettanto più ammirati quanto meno intesi dagli sciocchi ". Si dice però che, una volta trovata la chiave di lettura, i libri magici possano sprigionare del tutto la loro onnisciente capacità , rivelando i segreti al fortunato scopritore. In verità l'evento è piuttosto raro. A meno che non si possegga la Pietra Filosofale, che tutto insegna. O che non si frequenti un Diavolo generoso.
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Il Necronimicon
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Scendendo più giù tra le pagine infernali, diventa necessario annoverare tre dei più importanti libri arcani conosciuti ancora oggi.
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Il primo di essi è stato portato alla luce della coscienza dall'inquieto ed inquetante scrittore H. P. Lovecraft: nei suoi tenebrosi racconti l'autore narra l'esistenza dei Grandi Antichi, esseri demoniaci ed ancestrali che vissero molto prima della comparsa dell'uomo e che attendono di tornare sulla Terra per portare conoscenza, svelare segreti e perchè no, distruggere all'occorrenza qualche civiltà .
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Proprio in uno di questi racconti, Lovecraft fa riferimento al Necronimicon, un prodigioso libro magico scritto nel 730 dall'arabo pellegrino Abdul Alhazred che, dopo numerosi viaggi nel deserto, riuscì a carpire segreti dimenticati e tremendi. Il grimorio in questione non solo spiega minuziosamente l'origine e le caratteristiche dei Grandi Antichi, ma insegna anche il modo per richiamarli nel nostro mondo. Molti pensano che il Necornomicon sia soltanto una letteraria invenzione di Lovecraft, ma altri non ne sarebbero così sicuri. Casomai andate a chiederlo ai Grandi Antichi.
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Le chiavi di Salomone
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Il secondo libro da annoverare nella lista maledetta è Le Clavicole Di Salomone, attribuito al terzo re di Israele ma che venne invece compilato in epoca medievale.
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Nella suddetta opera sono contenuti numerosissimi pentacli, simboli arcaici iscritti in un cerchio (la stella a cinque punte è il pentaclo più famoso), che riuscirebbero a donare all'uomo esperto la capacità di controllare i demoni, di asservirli al proprio comando e di utilizzarli per gli scopi più vari della vita, dalla conquista di un amore al semplice spostarsi comodamente in volo da un luogo all'altro. Il testo offre anche un'accurata descrizione di come realizzare gli strumenti necessari all'opera, il più delle volte attraverso criminosi espedienti, e mostra il modo in cui le complicate scritture andrebbero realizzate.
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Un gran mal di testa per risultati forse dubbi, ma un'opera fondamentale da conoscere, soprattutto per la fama che riscosse attraverso i secoli grazie ai numerosi maghi che la utilizzarono.
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Il manoscritto Voynich
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Il terzo importante libro magico, o presunto tale, è infine il manoscritto Voynich, che deve il nome al suo scopritore, l'antiquario Wilfred Michael Voynich. Il libro prende in prestito il nome di colui che lo riportò alla vita non tanto per l'onore di quest'ultimo, quanto per il fatto che un nome, ahimè, questo libronon ce l'ha. O meglio, nessuno lo ha ancora capito.
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Fin dal suo ritrovamento, avvenuto nel 1912, nessuno è tutt'ora riuscito a decifrare la lingua incomprensibile in cui il testo è redatto, neanche utilizzando i disegni e le raffigurazioni che riccamente lo accompagnano, dato che quest'ultime sono parimenti enigmatiche e misteriose: sconosciute forme vegetali che si intrecciano tra loro, strane forme femminili, simboli geometrici che il più delle volte si fondono con le parole stesse.
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Inutile dire che i tentativi di traduzione furono molti e momentaneamente tutti vani, o comunque confutabili: c'è chi dice che si tratti di una storia, c'è chi afferma che si tratti di un libro di botanica, c'è infine chi pensa che si tratti di un libro di misteri dimenticati e di antiche verità sepolte dal tempo. Noi vogliamo ricavarci uno spazio all'interno di quest'ultima opzione, nella speranza che un giorno un colpo di genio possa fornirci la chiave per lo scioglimento di ogni dubbio. Per ora mettiamoci comodi e godiamoci l'inebriante mistero!
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Buona Luna, che illumini sempre le pagine che state sfogliando.
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Non ti basta?
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Non sarà difficile reperire notizie degli argomenti qui trattati. Ma vi consiglio piuttosto di visitare questo sito, contenente dei passi tradotti in inglese del Malleus Meleficarum, che un grimorio non è, anche se parla di streghe e magie. Purtroppo è un libro che venne usato dall'Inquisizione per la sua folle crociata, ma i suoi contenuti offrono uno sguardo sul mondo in cui un tempo si viveva.
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 http://www.sacred-texts.com/pag/mm/
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