A teatro per aiutare l’infanzia@Teatro Libero Milano

Encomiabile iniziativa quella del Teatro Libero, preziosa chicca del mondo teatrale milanese, che alle ore 21 di martedì 23 settembre 2014 ospita il CIRCO PARADA, Il circo dei bambini di strada per una serata di raccolta fondi a favore dell’innocenza calpestata in particolare nella città di Bucarest - affascinante e contraddittoria capitale rumena - dove esiste una drammatica percentuale di bambini di strada, parte dei quali vive nei canali sotterranei dove le condutture di acqua calda offrono un minimo sollievo alle loro condizioni di grave degrado.
 

PRENDO IN PRESTITO TUA MOGLIE@Teatro de’ Servi

Si alza il sipario sulla nuova stagione del Teatro de’ Servi, con una commedia degli equivoci che tra risate, allusioni e scambi di ruoli insinua una riflessione importante sul tema dell’identità. E non solo quella sessuale.

Valerio e Nicola sono vicini di casa e amici da sempre. Valerio è sposato con Marta, mentre Nicola è gay e convive con Leonardo. Valerio e Marta sono in crisi, Nicola e Leonardo invece vanno alla grande. Almeno fino a quando arriva l’imprevisto che rimescola le carte, che sposta gli equilibri: il padre di Nicola, ignaro che il figlio sia gay, decide di andarlo a trovare per conoscere la sua fantomatica ragazza. Si scatena il panico e Nicola pensa bene di chiedere in prestito la moglie all’amico per salvare le apparenze. Ma ecco che il rapporto stanco di Marta e Valerio si riaccende di gelosie e una serie di situazioni comiche ed esilaranti complicano lo scenario... Non mancano le sorprese, grazie alla complicità di una vicina ficcanaso e pettegola, che finisce per aggiungere pepe a una vicenda già ingarbugliata. Una commedia dai ritmi serrati, condita da gag che coinvolgeranno il pubblico in un tourbillon di risate e sorprese ma che, alla resa dei conti, lascia degli interrogativi.

Dal 23 settembre al 12 ottobre 2014
Prendo in prestito tua moglie
Con Roberta Scardola, Daniele Locci, Marco Russo, Emiliano Lana,
Filippo Valastro, Monica Falconi
scritto e diretto da Luca Franco

Teatro de' Servi - Via del Mortaro, 22 (Via del Tritone) - Info: 06.6795130 www.teatroservi.it
Prezzi dei biglietti: Platea Intero € 20 - Ridotto € 16 / Galleria Intero €17 – Ridotto € 14
Spettacoli dal martedì al venerdì ore 21 - Sabato ore 17.30 - 21.00
Domenica 17.30 - Lunedì riposo
 

#INTEATRO-Spettacoli in scena a Roma

GUFETTO riassume gli appuntamenti teatrali in vista nella prossima settimana in ordine di Prima.

DAL 19 AL 27 SETTEMBRE 2014
Sguardi Oltre 2014
Percorsi d’arte nell’Ospedale Forlanini / San Camillo Ingresso gratuito, fino a esaurimento posti.
Musica-teatro- Reading e proiezioni di video (Sguardi Urbani)  dedicate al mondo del femminile
Il calendario completo su Gufetto.it


DAL 23 AL 28 SETTEMBRE 2014
EDER SPERANZA
Scritto e interpretato da Teresa del Vecchio, diretto da Giorgio Carosi
TEATRO MILLELIRE
 

#ARTE-Calendario Mostre e Rassegne


FINO AL 29 SETTEMBRE 2014
ARTE E PERSUASIONE. La strategia delle immagini dopo il Concilio di Trento
Trento: Museo Diocesano Tridentino, Piazza Duomo 18
Catalogo: Museo Diocesano Tridentino
Leggi la nostra recensione

Nell’affascinante Palazzo Pretorio una mostra, frutto di accurati studi e importanti restauri, con sette sezioni racconta due secoli (tra fine ‘500 e metà ‘600 quando dal tardo Manierismo si passa al Barocco) di arte in Trentino analizzando il rapporto tra le decisioni del Concilio di Trento (1545-1563) - importante non solo per Trento, in una delicata posizione di confine con il mondo protestante, ma per tutta la Cattolicità grazie all’azione volta a riportare la Chiesa nell’ambito di una forte ortodossia per contrastare la Riforma protestante - sulle arti figurative a soggetto sacro e la comunicazione visiva.
 

SULLO STRESS DEL PICCIONE@Teatro Argot: un ritratto di nevrosi

Brillante e convincente l’esordio alla regia di Giovanni Anzaldo con: "Sullo stress del piccione" in scena al Teatro Argot fino al 21 settembre.
Un’opera prima che fa luce su quattro giovani di oggi piuttosto “tipici”, le cui vite tormentate, e volutamente complicate, vengono messe a nudo senza troppo cadere nei cliché generalisti di molta produzione televisiva e cinematografica odierna.

I quattro giovani si incontrano in un bar: c’è la giovane artista sessualmente confusa in cerca di una direzione, il ragazzotto allegro che cerca inutilmente di rimorchiare e sfondare in campo artistico, l’esteta amante delle donne e del sesso libero e la romantica e fatalista barista lesbica in cerca dell’amore facile.
Quattro anime che incarnano almeno uno degli amici che abbiamo intorno, quattro anime che esprimono pensieri barcollanti fra il “divertentismo” e la voglia di realizzazione,nella cui personalità confluiscono parte delle nostre pulsioni, delle nostre incertezze sulla vita, dei nostri disagi sessual-sentimentali. L’incontro-scontro fra queste anime da vita a sviluppi inaspettati, a volte languidi, a volte amari, farciti da una certa vena filosofica “L’uomo è l’unico essere umano consapevole della propria estinzione” che denota un approccio piuttosto pessimista sull'esistenza, stemperato però da una certa ironia di fondo sulla nostra realtà fatta di uomini e donne fatti “per farsi del male” e quasi deliranti nelle loro nevrosi.

La regia di Anzaldo è presente e non scontata: i dialoghi sono sottolineati da suoni e rumori che enfatizzano le battute e la portata comica di certe affermazioni. Le luci sono ben distribuite sul palco, gradevoli gli innesti dei pensieri dei protagonisti che ogni tanto prendono corpo ed esprimono ciò che non si ha il coraggio di dire o di fare (essenziali in uno spettacolo come questo, denso di tensione fra dire e fare, dire e non dire).
Il giovane esteta perennemente insoddisfatto, interpretato da Ansaldo non assume su di sé tutta l’attenzione del pubblico, ma lascia spazio agli altri interpreti, regalandoci così una narrazione” corale”, in cui nessuno dei quattro ragazzi sembra essere il vero protagonista, che è invece rappresentato dal senso di insoddisfazione di una intera generazione moderna perennemente alla ricerca del suo posto nel mondo, perennemente incapace di dirsi “felice” .
Tutti i personaggi, si diceva, vengono valorizzati, hanno il loro monologo esplicativo, la loro dignità caratteriale. Una nota di merito anche nei dialoghi: estremamente curati, intelligenti, ben strutturati, non banali ma spiritosi e a tratti un po’ cinici, disincantati e amari, mai declinati nell'ottica più banalizzante offertaci dalla tv generalista o dei social. Azzeccati i momenti comici, ma interessanti anche i dialoghi con Dio cui si lasciano andare alcuni dei protagonisti, in cui emerge un realismo scanzonato che fa da sottofondo a tutta l'opera. 

Siamo quindi di fronte ad un’opera intelligente e spiritosa, che affronta il tema del disagio giovanile senza scadere nella banalità ma assumendo un abito realista e spiazzante che un po’ ci prende in giro, un po’ accoglie col sorriso quelle tenere nevrosi che fanno parte di ognuno di noi.

Dal 16 al 21 settembre 2014
Sullo stress del piccione
Testo e regia di Giovanni Anzaldo
Con Giovanni Anzaldo, Luca Avagliano, Francesca Mària, Giulia Rupi Sycamore T Company
Musiche originali di Tommaso Andreini
Scenografie di Giovanni Rupi
Luci di Martin Emanuel Palma

Teatro Argot Studio
Via Natale del Grande 27 – Roma
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 17.30
Per prenotazioni: 065898111 | mob 3929281031
 

MOLTO RUMORE PER NULLA - Globe Theatre

Torna in scena l’acclamatissimo MOLTO RUMORE PER NULLA, per la regia di Loredana Scaramella (traduzione e adattamento di Loredana Scaramella e Mauro Santopietro) con 8 repliche straordinarie che seguiranno questo calendario: giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 settembre alle ore 20.45; domenica 28 settembre alle ore 18; giovedì 2, venerdì 3 e sabato 4 ottobre ore 20.45 e, per finire, domenica 5 ottobre alle 18.
 

#RASSEGNE: Frammenti Festival '14: #This must be the place

Dal 18 al 21 Settembre 2014 ritorna la quattordicesima edizione del Festival Frammenti, manifestazione ideata e realizzata dall'associazione culturale Semintesta. La manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti di fine estate del territorio della Regione Lazio più seguiti e attesi. Ogni edizione è stata caratterizzata da una suggestione, da un tema scelto in modo che ne potesse essere il principio fondante.

Il tema della 14ma edizione
Il tema della quattordicesima edizione sarà: #This must be the place. Partendo dalla suggestione di una delle canzoni più conosciute ed apprezzate dei Talking Heads (il cui nome sembra quasi somigliare ai “semi in testa” dell'associazione promotrice del festival), il festival ha deciso di prendere in prestito il titolo di questo brano musicale, canzone che ha ispirato anche il regista premio Oscar Paolo Sorrentino nel suo penultimo film, chiamato appunto “This must be the place”.
Novità di questa edizione sarà la location: il Parco Archeologico e Culturale del Tuscolo dove il festival si terrà sviluppandosi in due aree. L'area archeologica con gli eventi speciali nella meravigliosa cornice del Teatro Romano e l'area attrezzata che ospiterà il “villaggio” frammenti con concerti, teatro, incontri letterari, laboratori, attività per i più piccoli, osteria, social trekking e visite guidate speciali.

Gli appuntamenti

Frammenti si è sempre distinto per la sua proposta culturale variegata e trasversale che abbraccia un pubblico sempre più ampio. Tra i nomi in cartellone è opportuno segnalare al Teatro Romano lo spettacolo di Corrado Augias (Venerdì 19) e i concerti di Stefano di Battista (Sabato 20) e di Nando Citarella (Domenica 21). All'area attrezzata saranno presenti i Kutso e Il Muro del Canto (Giovedì 18), Giorgio Canali e gli Operaja Criminale (Venerdì 19), il Reggae Circus di Adriano Bono (Sabato 20), per chiudere in bellezza con il concerto-evento Wu Ming Contingent (Domenica 21).

Dai Talking Heads al Tuscolo
L'associazione Semintesta, promotrice del festival, vuole “portare” Frammenti negli spazi del Parco Archeologico e Culturale del Tuscolo. Lo spazio non rappresenta esclusivamente un luogo fisico specifico ma al contrario lo spazio rappresenta un concetto liquido, immateriale. Lo spazio è quel luogo dove vogliamo essere e agire in quel preciso momento. Lo spazio è anche un luogo immaginario, è una condizione della nostra esistenza. E realizzare Frammenti al Tuscolo, uno spazio che è il “luogo primitivo dell'anima”, proietta il festival verso una nuova fase di L'associazione Semintesta ha avviato in questi ultimi anni, insieme ad altre associazioni del territorio un percorso di progettazione partecipata in quest'area con il progetto Tuscolo #partecipatoalto. Il Progetto Tuscolo - PartecipatoAlto nasce dall'idea di sviluppo sostenibile che possa garantire e preservare il patrimonio ambientale, sociale e culturale di tutti e renderlo pienamente fruibile dall'intero territorio. L'obiettivo è porre Tuscolo al centro dell'attenzione come bene comune attraverso azioni e pratiche di progettazione partecipata cercando di coinvolgere il più possibile i cittadini e le forze sociali attive nel territorio tramite processi decisionali inclusivi. Nella visione del progetto, il Parco Archeologico culturale di Tuscolo è alimentato con pannelli solari, propone percorsi per biciclette a pedalata assistita, offre giochi per bambini in materiale di recupero, laboratori e centri estivi, serate di teatro e letteratura, concerti e agro-aperitivi, in un'atmosfera di parco europeo gestito in maniera partecipata.

I luoghi del festival:
Area attrezzata: Il "villaggio" frammenti con musica, teatro, performance, laboratori, presentazioni di libri, attività per i più piccoli e punti ristoro. Ingresso a sottoscrizione.
Area archeologica: spazio per gli eventi speciali del festival nella meravigliosa cornice del
Teatro Romano del Tuscolo. Ingresso a bigliettazione.
 

RIFLESSIONI DA “LETTERA A UN GIOVANE DETENUTO” - Teatro delle Muse-26-27 Settembre

Gufetto segnala che il 26 e il 27 Settembre al Teatro delle Muse andrà in scena RIFLESSIONI DA “LETTERA A UN GIOVANE DETENUTO” al Teatro delle Muse, rappresentazione promossa dall'Associazione Spazio Neutro sulla realtà carceraria.

Trama
La storia si apre con un ragazzo che si è reso di nuovo complice di un reato, ignorandone le conseguenze. Entra in una realtà piena di solitudine, con un tempo infinito e con gli sguardi di sfida degli agenti che cercano di metterlo sempre più a nudo fino all’umiliazione. Tuttavia, questa volta può alzare lo sguardo e incontrare l’ispettore penitenziario.
Una possibilità per riflettere sulle responsabilità di chi ha commesso un errore e su chi ha il compito di guidarne il percorso di riabilitazione. Non c’è bisogno di schierarsi dalla parte della legge o del detenuto, qui si sta dalla parte dell’essere umano.

Note di Regia
Un detenuto e un ispettore di polizia penitenziaria conducono in una storia che si intreccia nelle “anguste pareti di un incompreso parallelismo”. La citazione è tratta dal testo “Ho ucciso l’ombra del mio angelo” di Luigi Giannelli, ispettore di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Rebibbia. Giannelli svolge il suo lavoro ponendo lo sguardo soprattutto sul recupero dei detenuti. Intraprende una storia tra giallo e mistero ponendo al centro l’uomo con i suoi ricordi, aspettative, contraddizioni e il suo bisogno d’amore “quel sentimento così forte e determinante che accende mille vulcani, capace di sopprimere dubbi e paure. L’amore quando è vero e non è solo necessità materiale, diviene l’essenza naturale della vita”.
Dostoevskij diceva “il grado di civiltà di una società si misura dalle sue prigioni”. Da questa riflessione nasce questa rappresentazione promossa dall’Associazione Spazio neutro che si interroga e agisce sui problemi della realtà carceraria.
L’opera nasce dal rapporto dell’Ispettore Giannelli con Pino Pelosi, durante il periodo di detenzione scontato nel carcere di Rebibbia. Pelosi o “Pino la rana” fu condannato all’età di 17 anni per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini avvenuto a Ostia il 2 novembre del 1975.
Una volta entrato nel regime di semilibertà l’ex ragazzo di strada ha commesso altri numerosi reati, spesso legati alle droghe o rapine, fino a quello recente del luglio 2014. Una vita costellata da reati nonostante i suoi pubblici e controversi pentimenti. L’essere dipendenti dallo sbaglio porta a far nascere l’Associazione Spazio Neutro che, con l’aiuto di collaboratori come “Radioltre”, affronta la tematica del recupero sociale e sulla necessità di un confronto con chi ha commesso il reato.
 

#RASSEGNE: Sguardi Oltre 2014 declinato al Femminile

Dal 19 al 27 settembre 2014, l’associazione Percorsi Accidentali presenta la terza edizione della rassegna Sguardi Oltre. Un evento che si propone di creare una speciale comunicazione fra i cittadini e l’ospedale Forlanini / San Camillo affinché venga vissuto come centro pulsante del territorio, dove cercare e trovare bellezza, arte, cultura e cura dell’anima, attraverso l’interconnessione tra molteplici forme d’arte.

L’edizione di questo anno è interamente dedicata al femminile, espresso attraverso un percorso di conoscenza che mette in relazione i diversi linguaggi artistici e le diverse coniugazioni del sentire contemporaneo, alternando la musica, con i due concerti di Margherita Vicario (19 settembre) e Fado di Damiana Leone (25 settembre); il teatro, con gli spettacoli: Pasquarosa di e con Gloria Sapio e Maurizio Repetto (20 settembre), Autobiografie di ignote di e con Elena Bucci (21 settembre) , la mise en espace Hai appena applaudito un criminale di e con Daniela Marazita (27 settembre ) e un reading, tratto dal romanzo di Elisabetta Villaggio Una vita bizzarra con Paola Sambo e Gloria Sapio (26 settembre). Ogni serata è preceduta da Sguardi Urbani proiezioni di immagini e frammenti video a cura di Margine Operativo.
 

AGORÀ - TEATRO E MUSICA ALLE RADICI si gemella con FUORIPOSTO

La rassegna di teatro e musica ad ingresso gratuito AGORÀ - TEATRO E MUSICA ALLE RADICI, a cura dell’associazione culturale romana “Il Naufragarmedolce” intende portare lo spettacolo dal vivo fuori dai consueti spazi di spettacolo, a partire dai cortili delle case popolari, recuperando l’originario rapporto attore-spettatore.

Giunta alla terza edizione, la Rassegna si gemella con la rassegna FUORIPOSTO (II edizione) a cura dell’Associazione FuoriContesto con due nuovi appuntamenti previsti per l'11 e il 14 Settembre: “Rosadilicata”, spettacolo di teatro-canzone di e con Chiara Casarico dedicato alla cantante siciliana Rosa Balistreri a 24 anni dalla sua scomparsa e “Il fronte delle donne”, concerto-spettacolo di Lucilla Galeazzi appositamente creato per il centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, che si terrà come nelle precedenti edizioni al Centro di Cultura Ecologica del Parco di Aguzzano, insieme al sestetto vocale Le Vocidoro.
La chiusura della manifestazione il 30 settembre al Centro Culturale Aldo Fabrizi con lo spettacolo Bianca come il gelsomino di Iben Nagel Rasmussen dell’Odin Teatrer di Eugenio Barba.
 

LE CITTA' INVISIBILI@FontanonEstate: verso le Città ideali

Tutto esaurito, ieri sera (9 settembre) al FontanonEstate per Massimo Popolizio che ha riletto alcuni passi de “Le città invisibili” di Italo Calvino, accompagnato dal jazzista argentino Javier Girotto.
Una lettura ferma ma anche spiritosa quella offertaci da Popolizio, attore teatrale e cinematografico (Il Divo e La Grande Bellezza), doppiatore (sua la voce di Lord Voldemort in Harry Potter fra i tanti lavori di doppiaggio)di indubbia esperienza.

La musica di Girotto a volte accompagna, a volte intervalla un testo, quello delle “Città Invisibili”, letto con attenzione e senza fretta, compreso anche nella sua portata “realistica” e ironica sul mondo reale in cui viviamo. Giusta la modulazione della voce, le pause e soprattutto le intonazioni che rivelano anche il grande umorismo calviniano. Un umorismo simbolista in cui i dettagli delle Città raccontate da Marco Polo rivivono non solo agli orecchi dell’imperatore Kublai Kan, ma anche della Platea tutta che lo segue con attenzione, sorride e, qualche volta, ride persino alle ricostruzioni fantasiose che il Marco Polo/Calvino suggerisce alla fantasia collettiva.

Molte sono le Città immaginarie declamate: Isidora, Ipazia, Anastasia, Zobeide,Ottavia,Sofronia, Melania, Zirme, tutte Città “non fissate sulla carta” che appartengono già al passato di ogni viaggiatore diretto verso un futuro possibile. In ognuna sono rinvenibili tracce o elementi delle società urbane contemporanee o antiche. In ognuna ci sono stili di vita diversi ma non tanto dissimili ai caratteri, anche quelli ambigui e scomposti, delle odierne civiltà contemporanee. Così, pur essendo un viaggio immaginario, questa lettura diventa un’occasione per sorridere delle assurdità del nostro vivere quotidiano che finiscono spesso per somigliare alle Città Invisibili di Calvino più di quanto non si immagini.

La voce alta e stentorea viene utilizzata da Popolizio per l’Imperatore, mentre diventa più affabulatoria quando a parlare è lo stesso esploratore Polo. È sicuramente centrale e ben studiato il “dialogo musicale” intrapreso con Javier Girotto i cui pezzi, alcuni romantici, altri struggenti, altri più evocativi, vengono eseguiti con diversi strumenti: tromba (soprattutto), trombone e flauto traverso. Il Jazz si sposa perfettamente con le opere di Calvino, in quanto riproduce, quasi scherzosamente, sia sonorità “orientali” che suggestioni malinconiche proprie di una narrazione che immagineremmo “a lume di candela”, nelle stanze del potere. Una ricostruzione forse volutamente romantica quella della regista Teresa Pedroni che, nella parte iniziale sceglie di raccontare le Città più verosimili, mentre sul finale da spazio ai brani più divertenti, alle Città più improbabili nate dalla mente di Calvino.

Intelligente il richiamo, in apertura e chiusura dello spettacolo, ai passi più "esistenzialisti" in cui Calvino chiarisce come il racconto di Polo, utopico e visionario, quasi consapevolmente visionario anche per Kublai Kan, nasconda in realtà una realtà sull’orlo del disfacimento. Si tratta dunque della descrizione di città immaginarie, proprie di un impero “reale” che si definisce uno “sfacelo senza fine”.
Inevitabile dunque pensare che una lettura di tal genere non abbia un concreto riferimento al mondo moderno, "Un Inferno in cui si vive stando insieme” per il quale Calvino suggerisce due rimedi per non soffrirne: o “diventarne parte fino al punto di non vederlo più” oppure, ma questo è più difficile, “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

Martedì 9 settembre
PALCO GRANDE
LE CITTÀ INVISIBILI
di Italo Calvino
con Massimo Popolizio e Javier Girotto
regia di Teresa Pedroni

Su Gufetto abbiamo pubblicato il calendario di questa settimana di programmazione!
 

FontanonEstate: ultima settimana di programmazione

GUFETTO segnala che gli appuntamenti del FontanonEstate sono stati rinnovati ancora per una settimana: fino al 13 settembre saranno in scena sul Palco Grande di Piazza della Rimembranza, (Gianicolo) alle ore 21 nuovi appuntamenti di teatro e musica di qualità.
 

PENE D'AMOR PERDUTE - Globe Theatre

Gufetto segnala PENE D’AMOR PERDUTE che andrà in scena dall’11 al 18 settembre al Silvano Toti Globe Theatre di Villa Borghese con la regia, la traduzione e l’adattamento di Alvaro Piccardi.

Trama
Il re Navarra e tre amici giurano solennemente di dedicarsi solo a studio e contemplazione per 3 lunghi anni. Un proposito che viene meno con l’entrata in scena della principessa di Francia accompagnata da tre amiche. La commedia vive dentro lo spazio di questa sfida e del suo fallimento e si manifesta attraverso un linguaggio fatto di schermaglie, giochi di parole, rebus inestricabili, virtuosismi verbali. Nello spettacolo esploderanno tutti gli elementi di questa comicità, insieme ai toni più sofisticati della commedia d’amore, per sottolineare le amarezze del conflitto amoroso, frutto della difficoltà dell’incontro fra i due sessi.

Note di regia
Dentro questo spazio, lo spazio di una sfida e del suo fallimento, vive la commedia, che si manifesta attraverso il linguaggio. Un linguaggio fatto di schermaglie, di occhi di parole, di rebus inestricabili, di virtuosismi verbali. E dietro a ciò una satira violenta che Shakespeare fa nei confronti di quegli intellettuali che fondano accademie o cenacoli letterari lontani dal respiro della vita e dal suo pulsare conflittuale e contraddittorio. Questo linguaggio si specchia in un altro, quello che usano un gruppo di personaggi popolari, costretti a misurarsi con gli editti del sovrano. Il loro linguaggio, ricco di una comicità plebea irresistibile, suonerà come caricatura del linguaggio cortigiano.
Lo spettacolo vuole far esplodere tutti gli elementi di questa comicità. Insieme ai toni più sofisticati della commedia d’amore, ma anche sottolineare le amarezze del conflitto amoroso, frutto della difficoltà dell’incontro fra i due sessi.

Info
Dalle ore 19.00 il pubblico del Silvano Toti Globe Theatre può partecipare all’aperitivo in giardino e, a partire dalle 20.30, assistere alla proiezione dei cortometraggi che hanno partecipato al bando Ancora Shakespeare: perché?
La stagione 2014 del Globe Theatre si concluderà il 19, il 20 e il 21 settembre con lo Shakespeare Fest (autori e project manager Carlotta Proietti e Daniele Dezi) una grande festa di chiusura della stagione, durante la quale alle proiezioni verranno affiancate performance teatrali e musicali. Salirà sul palco Gigi Proietti che, con improvvisazioni ed imperdibili pillole teatrali, presenterà gli eventi in programma.

La stagione 2014 è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Dipartimento Cultura con la produzione di Politeama srl, organizzazione e comunicazione di Zètema Progetto Cultura e il supporto di G.V. srl. La sua realizzazione è possibile grazie al contributo della Banche Tesoriere di Roma Capitale (BNL Gruppo BNP Paribas, UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena). Anche quest’anno nelle sere di spettacolo è attivo il Globar, punto ristoro affidato a Spazio Novecento.

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE
Direzione artistica Gigi Proietti
 

CONDANNATO A MORTE @FontanonEstate: cronache di una tragedia moderna

Una gabbia quadrata e gli spettatori disposti ai suoi 4 angoli. Sullo sfondo, la Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, un microfono ed un libretto rosso: sono questi alcuni degli elementi di cui si compone lo spettacolo “Condannato a morte - the punk version” liberamente ispirato a “L'ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo (1829) in scena a FontanonEstate il 3 settembre.

Un’opera delicata e profonda sul tema della Pena di Morte (presente anche Amnesty International), per ricordare quanti nel mondo muoiono “in nome dello Sato” (così si sottolinea nello spettacolo”), sempre più spesso dietro atroci sofferenze. Un’opera che Gufetto ha scelto di recensire non solo per l'importanza della tematica della lotta alla Pena di Morte, da portare sempre all’attenzione della cronaca, ma anche per la sua sempreverde triste attualità.

Davanti ad uno dei panorami più belli della Città va dunque in scena l’atrocità umana: la condanna alla pena capitale di un uomo senza nome, quasi fosse un emblema di tutti i condannati a morte del mondo. Orazio Cerino da voce ai suoi pensieri, alle sue riflessioni e frustrazioni seguendo il dettato di Hugo, con il tradizionale ritmo incalzante della propria recitazione, sempre coinvolgente, spiritosa ma anche grave e frastornante, a tratti inquietante. Si resta un po’ colpiti come da mille pietre appuntite dalle parole di quest’opera che, ancora a distanza di secoli, resta attuale, profondamente sconvolgente. Ma ciò che convince sul palco sono le buone doti di un bravo attore come Orazio Cerino, lasciato solo con un testo molto delicato che è riuscito ad interpretare entrando e uscendo continuamente dalla figura del Condannato e dei suoi carcerieri, aguzzini, rappresenti legali ed esponenti delle istituzioni, riuscendo a modulare bene voce e recitazione, gesti ed espressività in una moltitudine di ruoli, e di introspezioni psicologiche molto diverse fra loro. Così come sono molteplici i pensieri di un uomo che sa di morire.

La regia, minima, impone scelte giuste per coinvolgere il pubblico, chiamato più volte ad interagire con l’attore sentenziando alcune frasi indicate sul libretto rosso o trattenendo per i polsi lo stesso Cerino, o indossando un cappuccio da boia. Perché tutti siamo coinvolti, come società, di fronte alla piaga della Pena di Morte, tutti siamo colpevoli della sua proliferazione, a causa della nostra Indifferenza. Ci saremmo forse aspettati un maggiore uso del suono e delle luci, il riferimento al Punk, a nostro avviso è superfluo, e a tratti ci sarebbe stato bisogno di una maggiore “pazienza recitativa”, eppure anche così, la recitazione “nuda” di Cerino basta a mettere in ombra alcuni aspetti da affinare in un’opera di grande impatto emotivo.
Lo spettacolo, infatti, procede a ritmo sostenuto e quasi forsennato. Cerino incalza il pubblico, a volte la velocità delle battute è fin troppo esasperata e si placa solo quando a parlare è la bocca del Condannato. L’attore sfrutta il microfono per esporre i dettagli narrativi del testo, e per far “parlare” i diversi personaggi coinvolti. Quando la voce resta nuda e sola, a parlare è il Condannato: lo si riconosce, le sue battute sono ben scandite, vibranti, colme di pathos. Si passa dalla sorpresa all’angoscia fino alla disperazione e alla presa di coscienza “Un condannato a morte capisce solo la Morte”, si afferma laconicamente e poi si sancisce “Ma la Morte con cambia gli Uomini”. Lo stesso cavo del microfono, ad un certo punto, lega i polsi dell’attore imprigionandone gli istinti libertari. L’indice battuto sul microfono scandisce il battito del cuore del protagonista.

L’opera merita quindi certamente un plauso, non solo per il buon livello di recitazione di Cerino, già apprezzato come finalista del Fringe Festival 2014 con “Irpinia, Il fulmine nella Terra” e impegnato in testi dal forte sapore “contemporaneo”, ma anche per l’attenzione ad un tema controverso e difficile. Un tema al centro del dibattito culturale contemporaneo, così come lo era in quello ottocentesco. Perché nulla cambia davvero nella Storia, a quanto pare. E le atrocità si ripercuotono e ritornano con la stessa selvaggia intensità non solo in Occidente, ma anche nei paesi arabi, sebbene non per forza per mano di uno Stato ma addirittura da parte di chi di un presunto Stato si sente parte.
 

Ad IMPROVVISI URBANI - XX Ed., anche Eugenio Barba

Si svolgerà al Giardino degli Aranci all’Aventino e a Villa Flora (Portuense) dal 3 Settembre al 1° Ottobre 2014 la ventesima edizione di “Improvvisi Urbani”, il Festival Internazionale del Teatro Urbano, organizzato da Abraxa Teatro con il sostegno di Roma Capitale in collaborazione con Acea e Siae. L’evento fa parte del cartellone ESTATE ROMANA 2014.
L’iniziativa privilegia il teatro ma vive di comunicazione espressa tramite linguaggi artistici interdisciplinari manifestati anche con la rappresentazione di performance di danza e di concerti musicali oltre alla realizzazione di proiezioni cinematografiche e video, di mostre, conferenze ed incontri.

Si tratta in realtà di un evento romano e internazionale che porterà sulla scena all’aperto, l’Odin Teatret ed Eugenio Barba dalla Danimarca, Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards e alcune compagnie che negli anni hanno animato con spettacoli e laboratori il festival.
In programma Residui Teatro, Teatro Potlach, Alma Rosè, la rete di gruppi “I Barbari”, il Gamelan Balinese Gong Cenik, gruppo musicale di The Pirate Ship, e la compagnia dei Milon Mela di Calcutta guidata da Abani Biswas,
E ancora, incontri con personalità del teatro, appuntamenti con giovani drammaturghi, workshop, performance, laboratori gratuiti di musica per bambini con strumenti originali dell’isola di Bali.
In particolare, dal 29 settembre al 1 ottobre, a Villa Flora ci sarà una serata dedicata a all’Odin Teatret con la presentazione degli spettacoli con prenotazione obbligatoria nonché l’incontro con Eugenio Barba (29 settembre).

Il calendario completo degli appuntamenti di “Improvvisi urbani”

Per saperne di più su:
Abraxa Teatro
Compagnia internazionale di sperimentazione teatrale, impegnata dal 1981 per la valorizzazione del teatro contemporaneo ed in particolare per un’integrazione del teatro di ricerca nel tessuto sociale attuale, mettendo in evidenza specificamente il rapporto di comunicazione tra lo spettatore e l’attore. La compagnia è stata presente negli USA, nel Sud America (Brasile e Colombia), in Europa (Cipro, Croazia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Svizzera, Turchia) e in Asia (Emirati Arabi) con spettacoli e stage, conferenze e dimostrazioni, con progetti speciali e didattici.
Abraxa Teatro è finanziata dal Ministero per i Beni Culturali in qualità di compagnia di ricerca e di innovazione teatrale ed ha un rapporto costante con il suo territorio, con gli enti di riferimento come la Regione, la Provincia e Roma Capitale. 

Improvvisi Urbani
20° Festival Internazionale del Teatro Urbano
Dal 3 Settembre al 1° Ottobre 2014
Ingresso libero
Info 0665744441 340 4954566
 

ESTATE ROMANA: l'ultimo week end di programmazione

La redazione di Gufetto vi segnala l’ultimo week end di programmazione de “L’Estate Romana 2014”: ultimi giorni per visitare rassegne d’altre ed altre manifestazioni culturali della Capitale.
Il calendario completo al seguente link

Arte
Frida: Il 31 agosto è l’ultimo giorno utile per visitare la mostra su Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale: aperture straordinarie fino a mezzanotte sabato 30 e fino alle 23 domenica 31 agosto
Bimillenario della morte di Augusto: sabato 30 l’Ara Pacis sarà nuovamente illuminata a colori per permettere a curiosi e appassionati di ammirare l’altare augusteo nell’aspetto prossimo a quello originale.
Mercati di Traiano: il 30 e 31 agosto, i grandi poeti latini tornano a omaggiare il primo imperatore di Roma. Ovidio, Orazio, Catullo e Virgilio rivivranno nel recital Tyrtarion “ad Augustum” organizzato dalla Accademia Vivarium novum. Si tratta di due spettacoli d’eccezione - e gratuiti - di poesia, accompagnati dalla musica rinascimentale dei Tyrtarion, il gruppo musicale dell’accademia stessa composto da sedici elementi.

Libri
Bookshow Live: il 1 settembre festival organizzato da Minimum fax al Monk Club in zona Portonaccio con le puntate del format ideato per Sky Arte in cui attori del cinema e del teatro italiano parlano delle loro città partendo dalle più belle pagine della letteratura. A seguire reading e musica dal vivo.
Poet Italy a Corviale il 1 settembre e, una serie di eventi tra la Biblioteca Renato Nicolini e la cavea/anfiteatro di Corviale fino al 7 settembre

Cinema
Rassegna “Cinema e stelle” presso il Centro Culturale Gabriella Ferri nel quartiere di Pietralata
Centro Culturale Elsa Morante “Aquila sotto le stelle” al Nuovo Cinema Aquila: sabato 30 agosto spazio a uno dei grandi successi della scorsa stagione, “La mafia uccide solo d’estate” di Pif.
Isola del Cinema: il regista brasiliano-americano Jonathan Nossiter presenterà il suo ultimo documentario “Resistenza naturale”, un nuovo viaggio tra i vigneti dopo Mondovino presentato al Festival di Cannes nel 2004 presso l’Isola Tiberina.
Festival testaccino: il Eutropia chiude il ciclo dedicato al cinema lunedì primo settembre, con una serata omaggio - a ingresso libero - dedicata all’amatissimo Robin Williams proiettando One hour photo, La leggenda del re pescatore ed Eliminate Smoochy.
Festival del Pigneto Convergenze urbane: chiusura il sabato 30 con Piazzato bianco, un testo di Francesca Staasch.

Teatro:
Al Fontanonestate Roberto Herlitzka porta sul palco del Gianicolo il De rerum natura di Lucrezio
 

A Sarzana Emanuela Grimalda al ‘Festival della Mente’

Sarzana, città ligure di antica tradizione sita al crocevia tra Liguria, Toscana ed Emilia Romagna, ospita dal 29 al 31 agosto 2014 l’undicesima edizione del Festival della Mente (www.festivaldellamente.it), diretta quest’anno da Gustavo Pietropolli Charmet e organizzata dal Comune di Sarzana e dalla Fondazione Carispezia.
 

Into the Storm

'Into the Storm' è un film che rientra nel genere catastrofico: di tradizione statunitense, ha comunque avuto grande successo in Europa e in Italia nonostante che la nostra cultura privilegi opere di contenuto più profondo o più rasserenante e divertente.
 

Martini Eden a cura di Carolina Cutolo

Il martini è una scienza fatta anche di alchimia.
E’ un approccio serio al relax, è un drink che trasuda incontri, paesaggi, storia, nomi e immagini uniche.
A dedicargli una bellissima raccolta con un gruppo di scrittori di altissimo livello ci pensa Carolina Cutolo (scrittrice e barlady) con MARTINI EDEN (Nutrimenti Edizioni).
 

Vita, morte e miracoli di Roberto Mandracchia

Mirabolante per la sua essenzialità. Ritmico per il suo incedere quotidiano. Il romanzo del giovane Roberto Mandracchia edito da Baldini & Castoldi è un piccolo piacere da leggere che rende l’animo agrodolce.
Se da una parte il suo protagonista ispira simpatia e tenerezza dall’altra il paese che lo circonda, con la sua veridicità, rende aspra l’attesa degli eventi che arriveranno.
Canio Calicchia fa il guardiano del cimitero (come tutti in famiglia da generazioni) del paese di Retolo. Qui conduce una vita normale, tra alti e bassi che possono abbattersi su una mente semplice come la sua e che comunque affronta con stoica resistenza.
A Retolo tutto gira in maniera diversa nel momento in cui la vecchia Nunziatella Levo comincia a dire di parlare con Gesù, Madonna, anime del purgatorio e tutto il corollario.
Nascono gruppi di preghiera, arrivano personaggi equivoci, la televisione e anche il cimitero, con la sua storica forma a “Fica”, comincia ad essere di troppo, imbarazzante.
La minoranza diventa maggioranza, le idee si confondono fino a perdersi, le persone diventano estranee alla loro vita e al loro passato, tutto si sgretola verso un futuro affatto brillante.E Canio? Osserva, cerca di starne fuori e il suo starne fuori lo fa entrare sempre più dentro e quando anche difendersi diventa pericoloso bisogna trovare una soluzione.
Libro sulla stupidità umana, dei benpensanti, del gregge, ma anche punto della situazione nazionale.
Si legge veloce… nonostante il ginocchio valgo.
 
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