DORIS EVERY DAY@Teatro Studio Uno: Barbie non si nasce, si diventa!

Dall’8 al 20 aprile sul palco del Teatro Studio Uno è in scena “DORIS EVERY DAY", progetto vincitore della residenza artistica del Teatro Studio Uno 2013-2014, prodotto da “DoveComeQuando”. Lo spettacolo, diretto da Pietro Dattola, nasce dalla penna di Laura Bucciarelli ed è vincitore del premio di drammaturgia DCQ Giuliano Gennaio nel 2012.
 

E’ ARRIVATA LA FELICITÀ - Teatro Parioli dal 24 aprile all’11 maggio 2014

In scena al Teatro Parioli Peppino De Filippo,dal 24 aprile all’11 maggio , la Compagnia di Teatro Luigi De Filippo presenta,Luigi De Filippo in ”E’ arrivata la felicità!”, due atti unici di Peppino De Filippo, regia Luigi De Filippo.

Due storie piene di amara comicità e arricchite dalla personale e umana interpretazione di Luigi De Filippo. Due atti unici che sono il classico esempio del grande Teatro umoristico dei De Filippo, maestri dell’Arte di far ridere riflettendo.
In “Aria paesana” si racconta di un giovane nipote di benestanti agricoltori, che sogna un lavoro ed un avvenire a Napoli o in una grande città del Nord. Il giorno della partenza arriva, ed il giovane lascerà il suo paese con tante belle speranze, ma abbandonando i vecchi zii nel rammarico per la sua partenza.
Una storia commovente ma pervasa da quella ironia e comicità propria di Peppino De Filippo che sapeva mostrare, anche tra le lacrime, la risata della commedia umana.
In “Don Rafele il trombone” un povero suonatore di trombone, modesto musicista, un giorno crede di aver incontrato finalmente la fortuna. Gli capita in casa un ricco signore che si presenta come famoso concertista e che gli promette di condurlo con sé in giro per il mondo a raccogliere gloria e danaro. Ma il destino beffardo sta per giocargli l’ennesima delusione al posto della fortuna appena immaginata.

ARIA PAESANA
commedia in un atto unico di Peppino De Filippo
personaggi e interpreti:
Zio Giovanni:Luigi De Filippo
Salvatore:Vincenzo De Luca
Vincenzo:Giorgio Pinto
Vittorio:Riccardo Feola
Zia Teresa :Stefania Ventura
Egidio:Michele Sibilio
Orsola:Stefania Aluzzi
Angela:Fabiana Russo

DON RAFELE IL TROMBONE
commedia in un atto unico di Peppino De Filippo
personaggi e interpreti:
Rafele Chianese:Luigi De Filippo
Amalia:Stefania Aluzzi
Lisa:Fabiana Russo
Nicola Belfiore:Vincenzo De Luca
Il Compare:Michele Sibilio
Alfredo Fioretti:Paolo Pietrantonio
Luigi:Riccardo Feola


Teatro Parioli Peppino De Filippo
Via Giosuè Borsi 20, 00197 – Roma
tel . 06 8073040
www.teatropariolipeppinodefilippo.it
Prezzi platea 25,00 euro Galleria 20,00 euro
orario spettacoli:
lo spettacolo andrà in scena dal giovedì alla domenica
giovedi, venerdi e sabato ore 21
domenica ore 17
venerdi 25 aprile: riposo
 

LE TATE@Teatro dei Conciatori: regole di vita a passo di marcia

Il Teatro dei Conciatori ci regala sempre delle piacevoli sorprese, dei piccoli e preziosi capolavori nati dalla passione e dall'amore per il palcoscenico come lo spettacolo “LE TATE” scritto e diretto da Alessandra Panelli, in scena dal 1 al 13 aprile.

Spettacolo nato come un gioco di memoria fatto tra donne, che va a curiosare lungo le pieghe dell’animo umano, tra i ricordi dell’infanzia e che diventa un vero e proprio atto d’amore verso la figura della tata, che ieri, come forse anche oggi, in alcune famiglie benestanti rappresenta il punto di riferimento affettivo e non solo per molti bambini. Tutto nasce dalla lettura del diario della nonna dell’autrice che la porta a riflettere sulle relazioni umane e affettive all'interno delle famiglie.
Sulla scena troviamo tre semplici sedie, tre donne vestite di nero e grigio e senza scarpe, colori neutri e abiti impersonali, tre donne che danno vita a nove personaggi tutti femminili che si muovono all'interno di tre famiglie romane le cui vicende si intersecano creando un’unica storia che attraversa il 900 fino ad arrivare ai nostri giorni. Le protagoniste della storia sono: tata Anna (Sofia Diaz), una donna semplice ed umile, proveniente da un paesino della Liguria che accudisce la piccola Valeria all'ombra di nonna Maria, mondana e assente soprattutto dal punto di vista affettivo; Tata Angela(Barbara Porta), una ragazza sarda molto divertente e ironica che accudisce la piccola Olga insieme a nonna Flo, bizzarra musicista francese; Tata Lina (Costanza Castracane), una donna semplice, originaria della campagna romana che accudisce Simone e sullo sfondo si staglia la figura rigida e timorata di Dio della nonna Elena. Le tre tate dedicano, con estrema generosità e amore, gran parte della loro vita alla crescita di queste bambine, regalando abbracci, conforto, storie fantastiche, racconti della vita di paese e tanta allegria.
Le tre attrici accompagnano il pubblico all'interno delle case familiari attraverso brevi e intensi flash back che ripropongono episodi di vita quotidiana: le gite domenicali, le feste di compleanno, i primi amori, la scuola, le prime grandi difficoltà. Le tate diventano il vero legame affettivo per queste giovani donne che si affacciano al mondo e che anche nella loro vita di adulte resteranno un punto di riferimento tanto da ritrovarsi tutte e tre, sul finale alla festa delle nozze d’argento di tata Lina.

Bravissime le tre attrici che passano da un personaggio all'altro senza farci perdere il filo della storia, avendo a disposizione solo le loro voci, la loro potente gestualità, un perfetto disegno luci e usando come unico espediente di cambio scena il dare le spalle al pubblico. Divertente il momento dell’enunciazione delle regole di vita della tata, raccontateci delle attrici al ritmo di marcia marziale. Intensi anche i brevi momenti musicali che accompagnano lo spettacolo, all’inizio con “La più bella del mondo” e sul finale con “Non andare via” la splendida canzone di Jaques Brel che ben si sposa con la proiezione di meravigliose foto d’epoca che rappresentano una serie di bambini in braccio alle tate.
Sul palco del teatro dei Conciatori uno spettacolo tutto al femminile che emoziona, diverte e che ci racconta storie su un mondo passato che fa parte della memoria collettiva di ognuno di noi.
 

IL PROTOCOLLO@Casa delle Culture: tutte le vite che non abbiamo avuto!

E’ finito il 13 aprile lo spettacolo in scena alla Casa delle CultureIL PROTOCOLLO” ideato e diretto da Igor Grcko, fondatore del “Centro Formazione Attori” di Roma. Un tavolo lunghissimo, che va da una quinta all'altra, è l’unico orpello scenico e nel buio intravediamo quattro macchie bianche.
Quando si accendono le luci riconosciamo che le macchie bianche sono le quattro attrici avvolte in un drappo di stoffa, bianca, appunto, che le rende infanti. Da quel momento, è come se fossimo decollati, parte il racconto privo di parole ma ricco di suggestioni musicali, acustiche, gestuali, aiutati da piccoli ma significativi oggetti rappresentativi.

E’ la storia classica di una vita femminile, senza sorprese per chi la guarda, ma fitto fitto di colpi di scena per chi la vive perché si sa, si vive una volta sola.
Dall'infanzia gioiosa e piagnucolosa, all'adolescenza energetica piena di meraviglie, alla ricerca di un lavoro che dopo anni di studio scopri che non ti corrisponde, attraversando l’incontro col grande amore, il matrimonio, la nascita dei figli, le perdite, fino ad arrivare al capolinea passando per tutte le delusioni.
Le nostre quattro attrici, dirette con particolare perizia, sono molto capaci, sedute dietro quel tavolo, vivono con passione e dolore la vita, ognuna di loro ha, o forse è, un colore: Francesca Renzi la gialla, Claudia Portale la rossa, Isabel Zanni la blu ed Emanuela Ventura la verde.
Non camminano, ma volano, con il cuore e la testa, che le accompagnano sempre, nelle scelte coraggiose e anche in quelle più statiche che stentano a riconoscere come proprie. Sono molto in sintonia tra loro, sono ritmiche, a volte simbiotiche, e i loro visi sono così straordinariamente veri che ti sembra di vedere la tua vita.

Le musiche sono molto esplicative, da quelle originali del regista, a quelle televisive, a quelle classiche, riescono a rendere la comunicazione più chiara delle parole. Alla fine però, sei lì che aspetti che accada qualcosa, senti questa macchina meravigliosa che avanza in terza, e speri in una quarta che non arriva, allora il dubbio ti assale, forse è quello che speravi avvenisse nella tua vita e non è arrivato, e vorresti che ci fosse ancora un miracolo e vorresti avere tutte le vite che non hai avuto.
 

Milano 16 e 17 Aprile, due giorni con GIULIO PERRONE

 
Paolo Maggi
 
UNA CAUTA SAPIENZA
Il medico, la parola e la cura
 

Nulla, solo la notte di John Williams

Si può parlare di questo romanzo in molti modi.
Partendo dal suo autore, uno straordinario autore, che con STONER – e sempre grazie alla lungimiranza dell’editore Fazi – ha regalato un nuovo rinascimento letterario nel panorama opaco e sbiadito dei lettori italiani.
 
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