Chi di noi figli degli anni ’80, non ricorda il videogioco Prince of Persia? Nel gioco in questione un simpatico bellimbusto dal passo ambiguo vestito da mago Zurlì che si aggirava per castelli, vallate e radure in cerca di una bella principessa di cui non si capiva bene se era il pretendente o semplicemente una servile cortigiana e che una volta raggiunta, lo spediva al quadro successivo, insomma gli dava un due di picche virtuale. Complimenti che finesse ragazza e poi ti lamenti che rimani da sola… Ora come se ce ne fosse stato bisogno, è stato realizzato il film tratto dal videogioco. Protagonisti del film che potrebbe diventare ahinoi una trilogia, è l’ex bond girl Gemma Arterton e Jake Gyllenhaal il ragazzo biondino che ansimava in tenda in “Brokeback Mountain” in compagnia del bravo e compianto Heath Ledger, il film che tanto successo ebbe per aver proposto la tematica del gay western. Proprio durante la conferenza stampa di presentazione di “Prince of persia” che tanto sembra il nome di un salone di bellezza, al protagonista gli è stato chiesto, qual’è stata la parte più dura della lavorazione e sapete cos’ha risposto? Domare i capelli e gestirli, visto che per farli crescere ha impiegato più di 6 mesi. A questo punto propongo un minuto di raccoglimento. A parte che poteva tranquillamente usare una parrucca come fanno in molti, ma non mi sembra una cosa così massacrante passare la giornata dal parrucchiere a farti il balsamo. Ma a rincarare la dose sapete come ha continuato? Ha detto che la sua forma smagliante è dovuta proprio ai suoi capelli. Infatti solo grazie ai continui shampoo e alle successive sedute di pettine e spazzola ha raggiunto la forma sempre desiderata. A questo punto non so veramente cosa dire se non: prenditi cura di te XXXXXX (il resto ovviamente non l’ho potuto scrivere). Di certo non c’è più la mezza stagione e nemmeno gli eroi di una volta.
























