"Nessun disonore il lavoro, disonore l'ozio. Quale tu sia per sorte, meglio il lavoro se al lavoro volgendo dai beni..."
Queste le parole di esiodo, strano vero? é così strano esaltare il lavoro , la meritocrazia, l'amore per il lavoro ben fatto. Il lavoro è valore e gloria, questo scriveva Esiodo, contro una classe corrotta, ingiusta, li chiamava "re mangiatori di doni".
Scometto che notate qualcosa di familiare..no? é vero che notate qualcosa di familiare? vero?....lo spero.
Perchè se non dovesse essere così...be' allora vuol dire che tra i doni di cui ci hanno privato c'è anche la coscienza, la coscienza del bene. La sola chiara e assoluta, che non ha nè cause e nè effetti, poichè se cosi fosse il bene non sarebbe più bene.
Pensateci un'attimo, pensate un'attimo da cosa siamo assuefatti, a quali porcherie e strani meccanismi siamo abituati. E' consuetudine vedere incapaci rubare posti di lavoro, è consuetudine se per fare quel lavorino lì, chiedo un favorino ad un signorotto che ha un'amico, che conosce l'amico del nipote dell'amico di mio padre. Questa, adesso, è la normalità. L'eccezione, invece, è chi sa fare bene il suo lavoro, chi ha meritato giustamente quel lavoro, ci meravigliamo davanti ai sporadici episodi di meritocrazia, davanti alla giustizia, di qualunque entità essa sia.
Ci siamo abituati all'aiutino da casa, al cinquanta e cinquanta, all'aiuto del pubblico, ma quanto sarebbe diverso se tutto il tempo sprecato a chiedere raccomandazioni e aiutini vari, fosse sapientemente utilizzato per leggere un qualunque scritto di un qualunque Esiodo, Platone, Nietzsche...di un qualunque uomo che abbia avuto anche il solo sentore, anche solo per un'attimo, che l'unica e sola che può risollevarci dall'abisso per farci riemergere, è una strana cosa chiamata Cultura.
Stefania Pastore
























