“Unclassifiable”. Lascio scorrere l’album nel lettore, ed iTunes non riconosce il genere musicale di ciò che stà trasmettendo. Inclassificabile.
Già. Perché fuori dagli schemi, “Copenhagen”, opera prima della milanese Micol Martinez, lo è davvero. Nove perle dalle sfumature e lucentezza diverse. Nove tracce, brevi ed intense, vanno a comporre uno di quei CD che tanto fanno tirare un sospiro di sollievo sullo stato di salute del cantautorato femminile italiano. Si va dal rock viscerale della title track “Copenhagen”,al sound distorto de“L’ultima notte”,manifesto nichilista in cui la “nostra” dice di essere deludente senza delusione../una scatola vuota senza valore../l’ultima notte se lo vuoi, un anello al dito che perderai. Si cammina poi per le strade del pop acustico d’autore, grazie alla struggente “Stupore”, e alla delicata“A Guado”, da ascoltare , per il suo odore quasi primaverile, rigorosamente ad occhi chiusi sotto un cielo notturno. Nonostante il titolo del CD porti inoltre verso il freddo Nord Europa, si riesce a fare incursione comunque in terre esotiche dal sapore di frutta e spezie, grazie al banjo e allo shiruti presenti in “Mercanti di parole”, ed agli arpeggi alla chitarra acustica di Consoliana memoria, de “Il vino dei ciiliegi”. Spazio anche per le sperimentazioni sonore, in particolare nella traccia che chiude l’album, “Donna di fiori”, e ne“Il cielo”, dove voce sensuale, sax, ed un pianoforte dall’incedere sincopato e mascalzone, si fondono armoniosamente raggiungendo il picco erotico ed ipnotico di tutto l’album. Ovviamente, per uscire ancor meglio dagli argini della classificazione, non potevano mancare testi impegnati come quello di “Testamento biologico”, dedicata ad Eluana Englaro , che a differenza della canzone sanremese di Povia, non vuole essere un grido di protesta, ma quasi la colonna sonora del viaggio verso l’alto della protagonista, i cui passi sul cielo sembrano essere accompagnati dalle note leggere del pianoforte.
Inclassificabile però Micol Martinez lo è anche nella vita: Dj resident ne “la casa 139” di Milano, pittrice, attrice nei videoclip di Negrita, La Crus, e nel film “Tagliare le parti in grigio” di Vittorio Rifranti, premiato al festival di Locarno. Una donna dalla propensione poliedrica verso l’arte, in tutte le sue forme, che la porteranno poi ad importanti collaborazioni musicali con artisti del calibro di Max Gazzè, Cristina Donà, Afterhours, e Cesare Basile.
Un voto per l’artista e per l’album? “Unclassifiable”.
Titolo album: Copenhagen
Etichetta: Discipline/Lucente
Produzione artistica: Cesare Basile, con la partecipazione di Luca Recchia
Registrazioni: Luca Recchia e Guido Andreani, presso Carezza studio (tranne “Testamento biologico”, registrato presso Raffinerie musicali di Fabriszio Barbareschi)
Missaggi: Guido Andreani e Cesare Basile presso FM Studio.
Mastering: Alessandro “Gengy” Guglielmi presso Elettroformati
Progetto grafico: Micol Martinez e Robert Herzig
Tracklist
1- Copenhagen
2- Mercanti di parole
3- Il vino dei ciliegi
4- Stupore
5- Il cielo
6- A guado
7- Testamento biologico
8- L’ultima notte
9- Donna di fiori
di Isabella Di Bartolomeo
























