The Foreign Resort è un gruppo danese nato a Copenaghen nel 2006. Sin dall’inizio dell’attività, la band ha girato l’Europa per far conoscere la propria musica, soprattutto in Germania ed Italia, oltre ovviamente alla Danimarca. Numerose le tappe anche negli Stati Uniti. “
Offshore” è l’album di debutto per i quattro di Copenaghen, arrivato dopo un travaglio di oltre due anni. In italia, è stato distribuito a partire dall’agosto 2009 da Audioglobe ed è stato prodotto dalla Black Nutria Independent Label. I quattro componenti della band sono Mikkel Borbjerg Jakobsen (voce, chitarra e tastiere) Morten Hansen (batteria e voce), Rasmus Steen (basso e tastiere) ed Henrik Fischlein (chitarra).
GENERE: Indie Rock / Shoegaze / New wave
MIGLIOR BRANO: Night
ASSOMIGLIA A: The Cure / The Killers
VOTO (0-10): 7
ETICHETTA: Black Nutria Indipendent Label
Nove tracce per un album che riesce a mixare bene il rock con l’elettronica. In tutto l’album, evidente è l’influsso dei Cure, se vogliamo guardare ai giorni nostri si possono accostare senza dubbio ai The Killers. La voce del cantante riecheggia a volte proprio quella di Brandon Flowers, cantante dei The Killer, altre volte anche il modo di cantare ricorda Robert Smith, cantante dei Cure. Si va dalla melodia pop di “The starlight sea”, opening track del disco, alle atmosfera new wave di “Into the sunshine” e “Towards the dusk”. “Night” è uno dei quei brani che a primo impatto fa venir in mente sicuramente Robert Smith, leader dei Cure. Si arriva poi alla dolce “Morning”, che chiude il lato A dell’album. Passando al lato B, “Opening act” riprende le atmosfere di “The star light sea” e li unisce ad un paesaggio più dark. Se vogliamo possiamo anche associarli anche ai The Editor in alcuni brani. Si prosegue sulla stessa linea con the “Lost my way” “Stars and halo”, un po’ più elettronico del precedente. “Relax (It’s only love)” chiude l’album con una ballata che riassume il senso dell’intero disco.
“Offshore” è senza dubbio un esordio positivo per i The Foreign Resort, ma il paragone con i The Cure resta insormontabile. I quattro danesi hanno tutte le carte in regole per fare ottime cose, e indubbiamente il disco è gradevole ma per fare ancora meglio dovrebbero togliersi di dosso quest’eredità ingombrante ed assumere un’identità personale più spiccata.
Tracklist:
01. The starlit sea
02. Into the sunshine
03. Towards the dusk
04. Night
05. Morning
06. Opening act
07. Lost my way
08. Stars & halo
09. Relax (it’s only love)
























