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EMILIO REZ Planetario

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Planetario – Emilio Rez viaggia nell’etere a propulsione House, Pop, Rock ed Electro Funk

Da febbraio 2011 è disponibile nei migliori circuiti online di musica l’album “Planetario” di Emilio Rez. Un artista che affonda le sue radici tra vari generi musicali, con sonorità che richiamano il mitico sound anni ’70 ed ’80 portato in auge da alcuni big della canzone italiana tra cui Renato Zero ed Amanda Lear.

 

Roma lunedì 4 aprile 2011 – L’album di Emilio Rez è uscito da poco, ma sta prendendo piede fuori e dentro la rete. Sarà per il suo aspetto bizzarro e canzonatorio di grande effetto, sarà per il suo precedente e fortunoso lancio al Maurizio Costanzo Show, o per la sua tipologia di musica, con amate sonorità anni Settanta Ottanta, ma sta di fatto che Rez si va collocando in prima fila tra i giovani talenti della scena musicale italiana. L’artista venticinquenne si presenta sul palco con calzamaglia attillata, stivaloni alti con la zeppa e lunga mantella di pelliccia fino ai piedi in stile Glam Rock. Una parrucca bionda a baschetto giganteggia su un paio d’occhialoni a forma di stella cometa ornati di paillettes luminescenti, mentre l’artista ondeggia e gesticola sul palco come una femme fatale, richiamando alla mente il grande chansonnier Renato Zero. Rossetto pronunciato su un volto truccato in stile carnevalesco crea un personaggio eccentrico a forte impatto visivo. Egli basa la sua performance sul contrasto tra un viso poco sorridente, gestualità caricata d’intensità drammatica ed una musica invece vivace ed accattivante. I testi dell’album d’esordio dell’artista torrese, denominato “Planetario”, sono intimi, in essi l’artista parla di sé stesso e con fare ironico dice di perdersi tra i ricordi, di provare ad andare oltre le sue memorie per giungere al superamento del dolore dovuto alla difficoltà di affermare la sua normalità al di là della morale comune.

 

Le sue canzoni derivano da un mix tra Pop italiano e Rock inglese anni ’70, da cui spiccano anche futuristiche sonorità in stile Electro Funk, unite ad arrangiamenti Dance ed House anni ’80 e ’90. Un sound elettronico con voce rielaborata a timbro metallico da Vocoder ci riporta indietro agli anni ’80 in cui furoreggiava uno spumeggiante Ivan Cattaneo. Il celebre artista, da scopritore di talenti quale è, non ha esitato ad affidare a Rez un suo brano inedito intitolato “Parlez moi d’amour” a base di suoni sintetici e veloci cambi di ritmo. Spesso la base ritmica delle canzoni di Rez è intervallata da fraseggi melodici di chitarra elettrica e da caratteristici suoni elettronici in stile House music. Nel pezzo “Senza traccia” che riecheggia la Dance anni ’80, le parole sono un elogio al superamento del dolore dovuto alla discriminazione sociale subita dal cantante nel corso della sua vita. Il cantante in passato è stato vittima d’episodi di persecuzione omofoba di natura verbale e fisica, a cui ha risposto schierandosi in qualità di attivista per l’affermazione dei diritti sociali di tutti. L’ex attore, divenuto poi autore ed interprete di canzoni, nel 2002 si fece notare per l’avvio di una vasta campagna di sostegno per Loredana Bertè, durante uno dei momenti più difficili dell’esistenza della celebre cantante, dovuto soprattutto alla perdita della sorella Mia Martini, avvenuta pochi anni prima. Egli ed altri estimatori della Rocker di razza intesero aiutare la Berté, che Rez al pari di Renato Zero considera sua progenitrice in campo artistico, a riprendere la carriera per tornare a calcare il palcoscenico.

 

L’esordio musicale di Emilio Rez ha luogo nel 2003, anno in cui il cantante lancia il primo singolo ed inizia a delineare il suo personaggio all’insegna di sfacciata ironia e trasformismo eccentrico. Quattro anni dopo è invitato al Costanzo Show e da lì prende il via la sua carriera musicale. Rez è un artista col gusto del paradossale che spazia tra parole, emozioni e generi differenti, alla ricerca della sua dimensione nel mondo. Il suo lungo percorso interiore prende avvio da un sogno di una decina d’anni fa che gli preannuncia la sua carriera artistica. Si tratta di una tappa fondamentale che lo condurrà a strutturare una forte motivazione per sfondare nel mondo dello spettacolo. Il pianeta in colore arancio acceso che affiora da un cosmo a tinte scure sulla copertina del suo album “Planetario” sembra simboleggiare la vitalità dell’artista a dispetto del grigiore ordinario delle consuetudini del mondo. Si può criticare l’artista, ma non l’uomo per le sue scelte personali, la performance musicale di Rez può piacere o no, ma quello da cui non si può dissentire è la speranza di ritrovarsi in un mondo in cui siano rispettati i diritti civili dei cittadini, in cui tutti possano avere pari dignità sociale senza distinzioni di sorta, ed alla luce degli ultimi accadimenti, in cui tutti possano essere ritenuti uguali davanti alla legge.

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