Quando parliamo di musica italiana, spesso ci dimentichiamo che il campo non è solo ricco di personaggi famosi, le cui canzoni passano nelle radio nazionali, ma anche di personaggi meno conosciuti, che preferiscono rimanere nell’underground, in silenzio, come in una cerchia di amici, proprio come il veronese John Mario, ex componente dei Dead Man Watching.
“Embarcadero” è il terzo album da solista di John Mario. È composto da 10 tracce molto simili tra loro, non solo in quanto ad atmosfera, ma anche a melodia in generale. Un’atmosfera che arricchisce canzoni e brani già colmi di sensazioni differenti. In questo meltin’ pot di emozioni vi sono ironia, malinconia, spensieratezza, amore e armonia.
Il cd si apre con una breve dedica strumentale al cane di Zigra, protagonista dell’omonima poesia di Giorgio Orelli, proseguendo poi con È Venerdì, un brano dal sapore puramente indie pop, come quasi l’intero album, che esprime relax e divertimento, dedicato ai lavoratori che attendono con ansia il fine settimana. Arriviamo alla terza traccia, che da’ il titolo al disco: Embarcadero. “Niente è più stupendo dell’essere parte del paesaggio, è questa la cosa più vicina all’essere libero” canta John, esprimendo una sensazione di completo benessere, trovandosi sul molo 39 di San Francisco. Ed è proprio questo il suo intento, comunicare e diffondere con la sua musica e le sue parole una sorta di energia positiva, ma senza utilizzare strumenti dal tocco pesante o ritmi incalzanti come i classici tormentoni estivi, al contrario, facendo risuonare una chitarra ritmica molto leggera e con giri di accordi semplici. Il cuore ha detto stop è un insieme di contrasti, infatti se ascoltiamo la musica, orecchiabile e addirittura allegra, ci rendiamo conto che vi è una stonatura col tema del brano, infatti è la storia di un infarto, di ricordi e di sensazioni legate ad essi, e di interrogativi sul futuro; invece con Da questa e dall’altra parte del mondo l’autore vuole mettere in evidenza questioni più profonde, legate all’io interiore, seguendo un filo musicale più lento e riflessivo del brano precedente, vuole affermare che non si può essere diversi da quelli che si è, anche se, confessa “Io non so più cosa è reale”. Da questa e dall’altra parte del mondo appunto, cioè il mondo fittizio, confusionario, e il mondo reale, che forse lui non ha ancora messo a fuoco. Cambia decisamente sapore il brano successivo Davanti al camino, è infatti un insieme di ricordi legati agli anni universitari, in cui lo studio era sempre una buona scusa per stare vicino alla ragazza più carina del corso! Con un sax finale breve ma perfettamente in linea con lo spirito ironico della canzone, John Mario sin dall’inizio incalza con una spensierata ed allegra chitarra, che perfettamente fa da contorto all’atmosfera che le parole hanno saputo creare. Segue lo stesso stile È così bello averti qui, una vera e propria dichiarazione d’amore, con delle sfumature country. Si descrive un amore dolce e sincero, che mette allegria all’ascoltatore; stessa spensieratezza che prolifera nella seguente Chiuso per ferie, titolo adattissimo a questo periodo, suppongo infatti che molti di voi quando infileranno questo disco nel lettore, salteranno subito a questa traccia! Relax istantaneo con un leggero strimpellamento di chitarra e qualche picchiettata nota di tastiera; a far da cornice a questo strumentale pezzo vi è il fischiettìo sereno e disteso del cantante. Il tema dell’amore prende piede anche in Finisterre, “Nulla ha peso quando sei con me” canta John, il quale lascia poco spazio a frasi di congetture, tanto per render chiaro che per lui il sentimento conta più di mille parole. Il disco si conclude con una riflessiva Questa notte è luce, con cui esprime ancora una volta tranquillità e serenità, con un tempo lento e calmo, proprio come lui intende rimanere: “naturale e calmo, come un fiume che sfocia nel mare”, vedendo inoltre “bella” la fine del giorno; non è preoccupato per ciò che verrà, John è in simbiosi col mondo, percepisce la serenità di esso, e con questo disco non ha fatto altro che tradurla in musica.
Con “Embarcadero” John Mario ha sicuramente dato voce a quella fetta underground di musica italiana inesplorata dalla commercialità. La caratteristica che distingue il cantante veronese dai suoi colleghi è il suo essere semplice, alla ricerca di emozioni leggere, spensierate e allegre; lascia poco spazio alle negatività della realtà, ci comunica la sua armonia col mondo che lo circonda, prendendo con ottimismo anche il male della vita, con musiche leggere e orecchiabili e con voce calma e pacata. Forse il punto a sfavore è, come citato sopra, la somiglianza fra quasi tutte le canzoni, melodia e accompagnamento vocale, quasi come non avesse alcuna personalità tranne quella che ci mostra nell’album. Ciò non toglie che esplorando a fondo, ci accorgiamo che nel nostro Paese abbiamo dei talenti che troppo spesso vengono sottovalutati.
TRACKLIST
1. Ad un mascalzone
2. È venerdì
3. Embarcadero
4. Il cuore ha detto stop
5. Da questa e dall’altra parte del mondo
6. Davanti al camino
7. È così bello averti qui
8. Chiuso per ferie
9. Finisterre
10. Questa notte è luce
























