Home Musica Musica Recensioni ELISA CASILE Orchidee

ELISA CASILE Orchidee

E-mail Stampa PDF

Palindromi si nasce. Questa la frase che Elisa Casile, cantante astigiana classe 1984, nella biografia erige ad emblema della sua personalità. Perché in lingua italiana, un palindromo altro non è che una sequenza di caratteri, numeri o lettere, che letti al rovescio rimane identica. E l’occhio più acuto avrà sicuramente colto questa caratteristica anche nel nome e cognome di ELISA (c)ASILE. Una corsa all’indietro, come l’etimologia greca di “palindromo”suggerisce. Un ritorno al punto di partenza, in maniera sistematica ed uguale , come se già dall’imprinting anagrafico Elisa fosse destinata a voler rimanere sempre fedele a sé stessa. A guardarsi alle spalle, cercando di cogliere le emozioni più vere di questa sua “corsa a doppio senso”, elevandole poi a consigli da seguire nel quotidiano, il traguardo, pernon tradirsi e tornare all’origine con qualche slogatura. Proprio come una corsa all’indietro. E questa piena devozione alle proprie emozioni, si nota subito ascoltando “Orchidee” (Ondesferiche, 2010), primo album di Elisa, dove 10 tracce vanno a siglare una sorta di tavola dei 10 comandamenti emotivi. Testi autobiografici e sofferti, che consigliano all’autrice, e all’ascoltatore, come spesso un pensiero costante debba essere esaudito senza pensare alle conseguenze (Pensiero costante), o come alle volte si senta il bisogno di “andare via da questa stanza”, perché troppo distanti dall’ oggetto del proprio amore (Distanza). Un monito anche per la lentezza, vista come unica strada per assaporare la forza e la debolezza di ciò che ci circonda (Amare la lentezza). Ma se a livello testuale “Orchidee” rimane leale ed identico al suo nucleo, per ciò che concerne gli arrangiamenti non si può certo dire lo stesso. Come quella scomoda o diversa “C” nel cognome di Elisa. 10 tracce, quindi, dalle sonorità e levature diverse. Ad aprire l’album troviamo la title-track , “Orchidee”, delicata e commovente, ricca nelle strofe di variazioni melodiche in cui Elisa si destreggia con maestria, ma che purtroppo scende di tono nel ritornello, appiattendo un po’  il livello del pezzo. A seguire , ci si imbatte in “(come) fuliggine”, aspro e nervoso pezzo rock all’italiana di consoliana memoria, come aspra e sporca e’ la fuliggine, ovvero la superficialità degli uomini e dei loro discorsi. “Amare la lentezza” occupa il terzo “comandamento”, una raffinata ed intima dichiarazione di dolore eseguita con gli archi, che sfocia però in un messaggio positivo, in una speranza riposta verso una nuova partenza da iniziare con lentezza. A seguire, “Chiedo a Cupido”, in cui Elisa, che qui ricorda una Marina Rei in versione rock, gioca con la voce accompagnata da Fender Rhodes e chitarre elettriche. Con “Sento la distanza”poi, si cambia nuovamente registro, e si tocca forse l’apice dell’intero album. Sostenuta da un sontuoso arrangiamento orchestrale in pieno stile anni ’60, Elisa esprime tutto il suo dolore per la distanza con voce alta e soffiata, come se fosse la coscienza a parlare da un’altra dimensione,o più semplicemente una di quelle “urlatrici”italiane che tanto andavano in voga nei jukebox dei nostri genitori. Seguono “Pensiero costante”, e “La stanza di seta”, quest’ultima caratterizzata da un piano ruvido, quasi ovattato, ma al contempo delicato, proprio come se fosse suonato all’interno di una stanza dalle pareti di seta. Chitarre acustiche ed elettriche poi si inseguono in “Colpiscimi”, brano rock tra i più riusciti dell’album, in cui chitarre acustiche ed elettriche si inseguono delineando uno di quei possibili singoli radiofonici di “Orchidee”. Con la traccia numero nove, “Frammento”, la corsa di Elisa però si interrompe, inciampando in uno di quegli errori che si sarebbero potuti evitare. Brano forse un po’ troppo di maniera, di vecchia scuola pop italiana, che nel bridge inserisce una voce doppia, un controcanto a quello di Elisa, ricordando una Irene Grandi degli anni ’90 ad inizio carriera. A questo punto la lettura al contrario del palindromo dovrebbe esser giunta all’origine. Ed “Orchidee” ci suggerisce il carattere posto all’inizio, chiudendo l’ascolto con “La canzone dell’amore perduto”. Nel brano celebre di De Andrè che scorre da sempre nelle vene di Elisa, l’artista si cimenta con voce tenera e tremante ( forse volutamente, forse per l’emozione), sorretta da un pianoforte così delicato da essere commovente. “Orchidee” dunque si manifesta come un palindromo a tutti gli effetti. Fedele alle sue emozioni, con il peso dei passi compiuti sulle gambe, e proiettato in avanti verso il futuro sicuramente roseo che si prospetta per questa nuova promessa della musica italiana. Peccato per quelle sbavature, seppur sporadiche, dovute ad alcune eccessive banalizzazioni tra gli arrangiamenti. Proprio come lo sgambetto di quella “C” nel cognome di ELISA (c) ASILE.

 Biografia tratta dal suo sito ufficiale (www.elisacasile.it) :

Elisa Casile, è da tempo attivissima sulla scena musicale, distinguendosi in concorsi e rassegne in tutta Italia. Nel 2003 è stata nella rosa dei dieci finalisti al Festival di Castrocaro, debuttando così in prima serata su Rai Uno. Nel 2006 si è diplomata al C.E.T. di Mogol in “Perfezionamento per interpreti di musica leggera” ed ha partecipato alla trasmissione Rai “Speciale Sanremo - Festa della musica”.

Nel gennaio 2008 esce il suo primo singolo per l’etichetta Ondesferiche Chiedi a Cupido programmato da oltre 300 radio in tutta Italia, raggiungendo l’ottavo posto della classifica Indie Music Like. Dopo numerosi concerti, tra i quali l’apertura dell’unica data italiana del tour europeo dell’icona pop anni 80 Howard Jones, a giugno arriva il secondo singolo La stanza di seta che entra in diverse compilation e si piazza nella top 50 della classifica italiana dei singoli più venduti di Musica & Dischi. Partecipa al festival AstiMusica, cantando di fronte a duemila spettatori come supporter per Tricarico.

A dicembre è tra i vincitori di SanremoLab con il brano Pensiero costante superando una selezione tra oltre 250 concorrenti e classificandosi tra gli otto finalisti, partecipando anche ad un programma su Rai Uno con Paolo Bonolis. Nella primavera 2009 il singolo viene pubblicato accompagnato ad un videoclip che viene trasmesso in anteprima nazionale su All Music, e in seguito su diversi canali satellitari. La canzone entra anche nella classifiche dei brani più scaricati negli store di Sorrisi e Canzoni e Deejay. A giugno Elisa è tra i finalisti del Premio Fabrizio De Andrè a Roma, dividendo il palco con artisti di spicco come Luca Carboni, Andrea Mirò e Cristiano De Andrè.

Marzo 2010 porta il nuovo singolo (Come) Fuliggine. Il suo primo album Orchidee è uscito ad aprile. Il cd è stato anticipato da alcuni showcase e "opening act" per artisti come The Niro e Andrea Chimenti

Titolo album :”Orchidee”

Testi e musiche: Elisa Casile, tranne #1 e #7 (E. Casile/ A. Macinante), #6 (E. Casile/ M. Curallo/ A. Macinante)

Produzione artistica: Matteo Curallo

Produzione esecutiva per Ondesferiche: Alexander Macinante

Mastering: Manuel Daniele ( www.fonderiefoniche.com)

Foto e art work: Umberto Nicoletti ( www.umbertonicoletti.com)

Ufficio stampa: Casi Umani ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Management: Alexander Macinante ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Copyright: Ondesferiche/Senza Base 2010

Edizioni: Senza Base.

 

Voto: 7/10

Ascolta anche: Carmen Consoli, Marina Rei.

Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon Yahoo Bookmarks OkNotizie Segnalo Chatta.it
Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Agosto 2010 08:16 )  

 13 visitatori online