E’ pieno agosto, sono sdraiata tra sabbia bollente, sole cocente, creme solari e acqua cristallina. Metto prima la cuffia destra, poi la sinistra, schiaccio il tasto play e la musica parte. Mentre indago sulla copertina e sul booklet dell’album, entrambi azzeccati, parte il blues divertente di “Mahllamore”che fa da apri pista a questo album. Innanzitutto, ascoltare “Una Cura per il freddo” (questo il titolo del terzo lavoro del cantautore ligure Zibba, accompagnato dal gruppo di eccellenti musicisti AlmaLibre) con una temperatura che sfiora i 40 gradi è una bella sfida, ma scopro con piacere che il calore delle note riesce a penetrare nonostante il caldo. Le canzoni scorrono, e una dopo l’altra ti catturano, testi sposati magistralmente con la musica, vanno a braccetto volentieri e ti si piazzano piacevolmente in testa. E’ un album che spiazza, che corre tra jazz, blues, cornamuse, violini e swing all’ennesima potenza. Quindici tracce che scorrono rapide e originali, mai scontate, veritiere e sincere, e ci si trova spesso a rispecchiarsi nel protagonista di una delle storie raccontate cantando. Rock&Roll e Rap si scontrano sulle note di “Dauntaun”, la voce prepotente che le canta un po’ a tutti: vizi, virtù, debolezze dell’essere umano. La voce bassa ma decisa è particolarmente toccante in “Scalinata Donegaro”, dove si parla di scelte, quelle buone, quelle di successo, quelle che ci rendono orgogliosi. Scopro poi con piacere che la traccia numero 9, da sempre il mio numero portafortuna, è la mia preferita in assoluto: “L’Odore dei Treni” malinconica e sincera, è come settembre che si avvicina, un tramonto, una notte fredda, qualcosa che finisce e ti lascia l’amaro in bocca, davvero bellissima. Soffiano queste canzoni come il vento di sera in riva al mare, quando hai bisogno di coprirti le spalle, quando un brivido ti scuote. Sono scritte col cuore, con la testa, con il fegato, alcune anche col caz..(Mahllamore), nel senso puro della parola, ma sempre sentite, volute, vissute. E’ bello chiudere gli occhi ascoltando “Tutto è casa mia” e immaginarsi a bere una birra proprio sotto casa, a San Lorenzo, di cui conosciamo ogni singolo angolo, e su cui abbiamo consumato le suole delle scarpe. O sognare le verdi distese di Dublino, mentre le note di “Quattro Notti” ti accompagnano. Arriva l’ultima traccia del disco “Dove vanno a riposare le api”, un viaggio dolce/amaro tra i nostalgici ricordi, quelli che fanno sempre un po’ male al cuore, belli o brutti che siano. E’ un originale album quattro stagioni questo, dove il freddo dell’anima viene scaldato con la musica, e dove il calore viene rinfrescato dalle frizzanti melodie. Complimenti, bravi bravi bravi.
Tracklist
1.Mahllamore
2.Ordine e Gioia
3.Una Parola, Illumina
4.La Saga di Antonio
5.Ammami
6.Dauntaun
7.Bon Voyage
8.Scalinata Donegato
9.L'odore dei Treni
10.Soffia Leggero
11.Rockenrol
12.Tutto è Casa Mia /Soffia Leggero swing reprise
13.Una Parte di Te
14.Quattro Notti
15.Dove Vanno a Riposare le Api
Recensione di: Martina Carra
Sul Web:
Sito Ufficiale www.zibba.it
MySpace www.myspace.com/zibbaone
























