Leggo un libro, disfo il letto, apro una birra, sprofondo nel divano, getto il cuscino sulla scrivania facendo cadere il portapenne. Disordine, disordine delle cose.
Accendo lo stereo inserisco il cd che ho dimenticato sul comodino, lasciando cadere tutto quello che si era depositato sopra. Mi soffermo nel guardare la copertina, compiacendomi del tratto con cui viene disegnata la donna in baby doll. Inserisco il cd, play. Mi rendo conto che a sprofondare non è il peso del mio corpo nel divano senza doghe, ma il senso del reale che mi circonda. Una stasi mentale, che indirizza i flussi dell’ascolto in scie carezzevoli e pungenti. Sembrerà parossistico, ma il Disordine delle Cose è una dimostrazione di quanto è possibile creare, senza riff arditi, senza aulici richiami lirici, senza orpelli spocchiosi che spesso non fanno altro che rendere ancora più asfissiante l’umido torpore che governa l’aria che circonda la qualità artistica. Disordine delle Cose è armonia, ricercatezza nei contenuti, piacere di ascoltare, sentire. “L’ Astronauta”, brano lacerante, dilaniante, che lascia un senso di malinconia lancinante, ma il tutto viene presentato nelle vesti di una nenia melliflua. Il lavoro presenta anche brani pungenti come “L’Idiota” o “Muscoli di Carta”, in cui si sottolinea quanto possa esser vacuo e privo di spessore l’ardire umano. L’“Infezione”, altro brano a metà fra l’onirico e la nenia, introdotta dal piano, seguita da una frase “pettinami i nodi nello stomaco”, e “Lacrime di Fango” con frasi come “mi rivedo allo specchio, forse c’è qualcuno che pensa e me”, in cui si manifesta un disagio, consapevole nel suo manifestarsi e nel suo configurarsi come ombra di silenzio che fissa insistentemente il suo esile compagno. Brani che richiedono un ascolto che abbandona se stesso nelle amabili dimensioni liriche, che dialogano di arte, piacere, immagine. Il cd termina con una ghost track, dopo la quale è possibile compiacersi di un ordinario disordine da camera.
TRACKLIST:
1 - il colore del vetro
2 - l’altra metà di me stesso
3 - don giovanni
4 - l’idiota
5 - muscoli di carta
6 – infezione
7 - la mia fetta
8 - lacrime di fango
9 - l’astronauta
10 -il pittore del mondo
11- quella sensazione di comodità
12- piume di cristallo
13- sottile ipocrisia
14- non sono, io sono gli altri
RECENSIONE DI: Manuela Cosenza
SUL WEB: www.myspace.com/marcomanzella, www.ildisordinedellecose.it/
























