Il nuovo lavoro dell'artista napoletano, conta tredici pezzi che riempiono almeno in parte , un vuoto quasi irreversibile che esiste nel panorama musicale italiano riguardo al rock e al blues.Il cd si apre con il brano "Mi chiamo Edoardo" dov'e' appunto racchiusa la rabbia dell'artista contro chi lo aveva gia' accantonato e consegnato alla storia: la frase " .Mi chiamo Edoardo e son miracolato.i santi del rock mi hanno salvato.." e' una risposta forte e vibrante ,del tipo " ci sono ancora, sono ancora qui ,piu' carico che mai". Un brano che come ritmica, aggressivita' , chiarezza e carisma , ci restituisce un Bennato in piena forma.
L'intero cd tratta argomenti di estrema attualita' con la solita feroce ironia;lo sberleffo e la provocazione, che ha sempre caratterizzato l'autore, fanno da padrone."wannamarchilibera" , un rock alla Elvis, e' un brano coraggioso in cui ci si chiede perche',in una societa' dove la truffa e' all'ordine del giorno in ogni campo, Wanna Marchi sia vista come un aliena : una vera provocazione in pieno stile Bennatiano.
In questo cd non mancano momenti di speranza: "E' Lei" brano che attacca con le note di un pianoforte, come di rado il nostro ha fatto nel passato, (vedi Quando Sarai Grande) e' una ballata dolce , intensa, tenera e forte allo stesso tempo, come un testo di speranza per un mondo migliore, con la dolcezza di una vita che sta nascendo adesso e che sara' il futuro .
Uno sguardo al problema della guerra e arriva "Un aereo per l'Afghanistan" canzone nella quale Bennato non prende posizioni, "strumento di aggressione o missione di pace.decidilo tu", ma che rimarca il suo dissenso contro slogan e frasi fatte , filo conduttore di tutta la carriera dell'artista. Osserva il problema con gli occhi di un ragazzo occidentale che si trova a dover partire per andare in un mondo, paragonato al nostro medio evo, dove tutto e' tremendamente reale ".sembra la macchina del tempo che ti portera' dietro a mille anni fa.'" e continua ".questa e' l'alba del duemila in Afghanistan ." e dove risalta la nostra profondita' superficiale ".tu che cerchi ogni sera nuove emozioni nello show del telegiornale o metti in scena la rivoluzione nel teatrino di un centro sociale.".
" Il Capo Dei Briganti" e' un vero e proprio capolavoro. Una cavalcata di Edoardo con la chitarra con un interpretazione vocale magistrale che entra come un coltello affilato nel problema della mafia e nella mentalita' di chi vive questa realta'. Anche in questo brano Bennato evita accuratamente giudizi facili e scontati, evitando la retorica che spesso accompagna questo tema; a differenza di tanti che vivono il problema dall'esterno , senza tener conto della mentalita' e del bagaglio culturale di chi nasce e vive in prima persona quella realta'.
Rimanendo nel tema dell'estrema attualita' si arriva a "C'era un re" , un blues dove e' impossibile non muovere le gambe, dove l'artista , incurante come sempre del rischio di essere frainteso o comunque criticato, fa un passo indietro nella storia, tornando alla costruzione dell'Italia in quanto Stato. ".Metternich l'aveva detto ma pensarono ad un dispetto.." L''artista fa' notare come sin dall'inizio vi fossero evidenti contraddizioni che oggi risultano chiare, ". c''e chi ama la padania e chi ha Napolitano." " .c'e' chi brucia la Bandiera e chi incendia spazzatura."
Tredici pezzi da ascoltare , argomenti che spaziano dall'amore per il rock " le vie del rock sono infinite" all'amore in generale " In amore" , alla voglia di tornare nella giungla scappando da questo mondo cosi' caotico " Io Tarzan e tu' Jane" pezzo di forte impatto musicale dove la grinta dell'artista esplode. "Cuba" nella quale si chiede quale sia la vera Cuba se quella della ".cartolina sempre in vetrina.." oppure "..quella prigioniera , qual'e' quella falsa o quella vera."
Chiude il cd " Per noi" un pezzo che riaccende la speranza in un mondo che , come dice l'artista , " contenti o nolenti in fondo ci stiamo muovendo".Un cd veramente ottimo che ripaga ottimamente la lunga attesa .
























