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FIORINDO Storie di…

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Un po’  Francesco Guccini, un po’ Fabrizio De Andrè , Fiorindo è una realtà sicuramente da non trascurare all’interno del panorama musicale italiano dei più giovani: in uno stile che unisce un sound etnico ed acustico, “Storie di…”, è quasi teatrale per il suo realismo e quel tocco popolare che la musica arrangia in ogni atmosfera.

Sono storie vissute sulla pelle di un’artista che vive con profonda analisi e sensibilità il mondo che lo circonda, ma sono storie che si incontravano ieri e si incontrano oggi come dimostra il primo brano “Fedra”, una modernizzazione della tragedia greca, spiegandoci che possono cambiare i luoghi e l’umanità, ma le vite di ciascun uomo sono sempre quelle, proprio come ci dimostra quest’unione tra letteratura antica e moderna, di grande passione e interesse dell’autore che crea anche questo filo ora percettibile ora impercettibile tra passato, presente e futuro. Basta ascoltare “Canzone per l’uomo”, dipinta da questi cori di voci bianche che creano un’atmosfera universale, una preghiera per sovvertire il dominio dei potenti, quegli stessi che colpiscono e la cui macchina del male non lascia indifferenti quei “Timidi” di cui parla Fiorindo nell’omonimo quinto brano dell’album. I Timidi sono quelli che avvertono più di tutti l’inadeguatezza di questo mondo, e allora soffrono e arrossiscono per quella loro sensibilità immensa che in un mondo dove le leggi le detta l’economia, si sentono inutili e impercettibili.

“Brama di vivere” è l’apice sublime dell’album, pezzo dedicato a Van Gogh, la chitarra di sottofondo scandisce proprio quei tratti impressionistici che il pittore ha lasciato sulle sue tele:il genio dei colori, i dolori della vita, gli sfondi naturali che hanno reso sempre più intensa la sua vita sono toccati con il cuore da Fiorindo, che forse sente nelle esperienze dolenti di Van Gogh, quel male di vivere che caratterizza ogni artista.

Dall’energia di “Testimone”, pezzo che è inno alla tenacia e al valore di sé stessi, indispensabile per ogni uomo che esercita la sua missione o il suo ruolo su questa terra, si passa a “Punti di vista”, che è il gioco degli sguardi opposti, della notte e del giorno, del bianco e del nero, degli opposti che non possono esistere l’uno senza l’altro, che si alimentano confrontandosi e riempiendo la vita di ciascuno di noi, ricordandoci l’importanza del confronto come l’unico che può darci lezioni di vita, e che ci insegna gli innumerevoli punti di vista che ciascuno di noi assume in base alla propria esperienza di vita, comprendendo le parole e i gesti degli altri prima di giudicarli.

“Tempi Moderni” sigilla tutto in uno scorrere del tempo che non si ferma:è il momento della riflessione. Il brano è una ballad che culla i nostri pensieri, mentre il tempo e la sua modernità vanno avanti magari lasciandoci spiazzati e fuori tempo:sul suolo di un tempio si ritrova un mercato, e nell’aria la disperata ricerca di un motivo che non c’è e ci avvolge nel mistero dell’esistenza.”Ed io cerco e non trovo riparo mentre il tuono sento vicino”, il progresso che procede e scandisce i tempi moderni, mentre qualcuno vede solo tempi del niente…

“Tempi moderni, tempi del niente

Cosa c’è di sorprendente?”

E’ la chiave di questo spettacolo che tra chitarre acustiche ed elettriche, chiude il sipario di questo promettente cantautore italiano, e anche se le luci si spengono, si accendono quelle per gli applausi, confermandoci che l’arte cantautoriale non è ancora morta.

 

Voto 9/10

 

Produzione esecutiva:Alberto Magheriti

Testi e Musiche: Fiorindo Tittaferrante

Edizioni Musicali: P&C 2009 Smilash Publishing

Tracce video:”Bandito” e “Fedra”

www.fiorindo.net

Grazie a: Pietro Giannetta uff. stampa

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