Home Live Report Pavement live@Atlantico, Roma 24-05-2010

Pavement live@Atlantico, Roma 24-05-2010

E-mail Stampa PDF

“Summer is coming”, annuncia Stephen Malkmus prima di intonare Range Life. I Pavement sono tornati, con il sound “rumoristico” pop/noise che li contraddistingue. E lo hanno fatto nel modo migliore, con un tour in formazione originale e con la scaletta giusta che rende omaggio al loro repertorio migliore. In un Atlantico non gremitissimo, i cinque californiani sprigionano energia contagiosa come ai vecchi tempi.

Dieci anni di pausa non hanno scalfito il carisma del chitarrista e cantante, ammirato più volte anche dal resto della band durante le sue “perdizioni” soniche. Le chitarre (saranno almeno tre) da lui imbracciate senza tracolla volteggiano per aria, roteano fermandosi soltanto nelle parti in cui il buon Stephen, reduce da una carriera solista non brillante, si riavvicina al microfono.

La scaletta è molto simile ad un greatest hits. Here, Range Life, Cut Your Hair, Fillmore Jive, Stop Breathin, We Dance, Shady Lane, Stereo, Gold Soundz, Carrot Rope e altre. Davvero non si poteva chiedere di più.

Quasi due ore di concerto comprese le due pause e altrettanti bis.  Atmosfere lo-fi, e quando l’indie diventa di serie A i Pavement salgono davanti a tutti, Sonic Youth permettendo. Bob Nastanovich alle percussioni, grida come un pazzo nelle sue parti vocali guadagnandosi la simpatia del pubblico. Scott Kannberg all’altra chitarra toglie la scena a Malkmus in alcuni pezzi in cui canta, e non si limita soltanto a guardare negli altri.  Mark Ibold al basso si diverte, nonostante il centro del palco sia il suo. Gary Young alla batteria controlla i suoi amici con calma e tranquillità. Nessuna posa da rocker prestudiata e/o preconfezionata.

Era il 1989 quando a Stockton (California) si formavano i Pavement. Prima di loro c’erano stati i Sonic Youth, i Pixies e i Dinosaur Jr. I cinque impararono la lezione, perfezionando la scanzonatura e l’impatto sonoro dei predecessori, trovando la miscela perfetta sfociata in “Crooked Rain, Crooked Rain”, tutt’ora il loro migliore album, al 210° posto (secondo Rolling Stone) di tutti i tempi. Le voci sussurrano, oltre a questo tour per rinfrescare la memoria, la produzione di un nuovo album entro il 2011 e questo non può che farci piacere.

Live Report di Sebastiano Davoli

Sul Web: http://www.matadorrecords.com/pavement/

Scopri gli altri grandi concerti dell'Atlantico-Roma http://www.atlanticoroma.it/

 

 

 

Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon Yahoo Bookmarks OkNotizie Segnalo Chatta.it
 

 35 visitatori online