Home Live Report Il teatro degli orrori live@ Estragon Bologna 11/12/09

Il teatro degli orrori live@ Estragon Bologna 11/12/09

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Secondo Aristotele la tragedia teatrale mette in scena passioni umane negative e irrazionali per permettere allo spettatore di esorcizzarle e purificarsi, assistendo alla loro rappresentazione.

Il concerto del Teatro degli Orrori assomiglia molto a un dramma teatrale, in cui il cantante Pierpaolo Capovilla è l’attore principale.

Il suo timbro vocale e il modo di cantare ricordano Blixa Bargeld, leader degli Einsturzende Neubauten e storico componente dei Bad Seeds di Nick Cave: mondi a cui il gruppo è affine anche per certe sperimentazioni sonore e per la carica eversiva dei testi.

Capovilla esegue un rock parlato, declama, a momenti fissa immobile il pubblico, con aria di sfida. A tratti si blocca assumendo pose da mimo, in altri momenti agita il filo del microfono come se fosse una frusta, per picchiare il palco con rabbia. E rabbiosa è la sua reazione mentre introduce alcuni brani che richiedono un momento di silenzio, per la serietà delle tematiche trattate: il pubblico più indisciplinato non capisce e il cantante gli rivolge parole e gesti piuttosto espliciti.

Viene infatti eseguita

La multinazionale viene portata in tribunale per il presunto coinvolgimento nella esecuzione di Ken Saro-Wiwa, ma preferisce patteggiare un risarcimento milionario. La parola è lo strumento principale dell’attore e Capovilla parla molto, condannando l’ingiustizia del mondo attuale con enfasi: ‘Sono nato nel '68, negli anni '80 non credevo che oggi il mondo sarebbe stato così brutto’. 'La poesia ci salverà!' L’atteggiamento critico non risparmia neppure la Chiesa e la controversa riscrittura del Padre Nostro ne è l’attacco più incisivo: ‘Liberami dal malaugurio, dai maldicenti, dagli ipocriti, dagli ignoranti, da questa congerie magari di uomini abbienti e miseri…non soltanto Dio non governa il mondo ma neppure io posso farci niente, se non fosse così, sarebbe terribile…’

Nel Padre Nostro è presente la frase: ‘Come in cielo così in terra’, che corrisponde all’antica regola alchemica 'Come in alto così in basso', secondo la quale le leggi che governano ciò che sta in alto (spirito, cielo, divinità) sono le stesse di ciò che sta in basso (materia, terra, mortalità), da ciò ne deriva che tutto è collegato.

La parola fa da tramite tra le due polarità e la preghiera viene ritenuta in grado di mettere in contatto i due mondi.

Pur contestando l’esistenza di Dio, Capovilla utilizza la parola consapevolmente o inconsapevolmente- come in un rituale magico, per mandare le proprie richieste all’universo, che sia esso governato o meno da qualcuno o da qualcosa, come strumento del pensiero e delle correnti energetiche che lo trasportano.

In due ore si svolge il dramma teatrale, accompagnato da altissimi momenti di hard rock cattivo, citazioni grunge, ballate struggenti, rare introduzioni psichedeliche, ritmi sbilenchi, sonorità industrial. Il male va conosciuto, altrimenti non si può andare in cielo.

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‘A Sangue Freddo’, canzone che dà il nome al secondo album del gruppo ed è dedicata allo scrittore e attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa, impiccato per le battaglie a favore dei diritti umani, tra cui la protesta contro lo sfruttamento del territorio nigeriano da parte della Shell.

 

Foto: Marcello Lotti

SARA GREGORUTTI - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - www.myspace.com/saragreg )

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Maggio 2010 08:36 )  

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