Home Live Report UOCHI TOKI 02/12/09 live @ Off - Modena

UOCHI TOKI 02/12/09 live @ Off - Modena

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L'analisi e la sintesi. Sintesi è arrivare al punto dopo aver analizzato e studiato l'esistente, saltando i passaggi superflui, lasciando il succo, asciugando il contenuto.

Quando suonano i Uochi Toki la melodia non c'è, è sostituita da un ruvido tappeto sonoro elettronico che serve a sottolineare i concetti, per non distrarre dal fiume di parole (alla faccia dei Jalisse) che inonda gli spettatori. Pochi ma buoni, con cui intrattenere uno scambio di opinioni sul concerto in atto, con molte battute, quasi improvvisando un piccolo talk show: 'Mi hanno chiesto all'ingresso se facciamo cabaret" (Napo), "Facciamo i brani su richiesta solo se indovinate il prossimo brano in scaletta" (Rico).

Si discute di linguaggio, con il metalinguaggio: con i suoni, i gesti, l'atteggiamento.

Brani ostici ma illuminanti: ognuno è un romanzo concentrato, un libro narrato -non a caso sono tratti dall'ultimo album Libro Audio- dove ogni parola è concatenata all'altra con una ferrea logica o con un'associazione verbale che piacerebbe a Freud e al metodo psicanalitico. Si scava per portare alla luce le contraddizioni del vivere in società, luogo spesso asfissiante che impone comportamenti già scritti, pena la ghettizzazione, il rifiuto, la paura, l'intolleranza:

'Cosa imparo questa volta? Niente è più importante di quel che voglio fare, che ci sia la guerra di mezzo, il giudizio di mio padre o di un uomo comune, di un opinionista, lavoratore, pendolare, centro sociale' (da Il nonno, il bisnonno).

Dare fuoco alle cose per liberarsi del superfluo: fuoco simbolico che distrugge ma purifica, per poter ricominciare, a pensare, a creare, a vivere in modo cosciente.
Questa è l'opera di demolizione degli Uochi Toki, di sbriciolamento dei classici canoni estetici musicali, in primo luogo.
Le basi di Rico colpiscono al cervello, le parole di Napo allo stomaco ma anche viceversa. Dopo un' ora di 'trattamento' con i due, ci si può interrogare sulla percezione del tempo: dicono che quando ci si annoia passa lentamente, quando ci si diverte vola. Qui succede un fenomento strano: ci si diverte ma il tempo sembra infinito, perché denso, pieno, perché per seguire il discorso musicale dei Uochi Toki è necessario impiegare una massiccia dose di attenzione (e questo dopo le 23.30), altrimenti il tutto non può essere compreso e accettato pienamente.
Non è musica da sottofondo, è musica che invade tutto e martella la coscienza. Chi non ne ha una, non capirà niente. Ma chi ce l'ha, li ringrazierà.

Recensione di: Sara Gregorutti
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Foto di Marcello Lotti

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Maggio 2010 08:37 )  

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