Quasi 2 ore di rock sudato e autentico.
I Placebo si presentano a Bologna in splendida forma e in perfetto orario, per una performance dove tutto fila liscio e secondo i canoni di un buon live show: ottima musica e acustica, coinvolgimento del pubblico, lancio di bacchette, bis e secondo bis, qualche battuta del leader Brian Molko, che interagisce con il pubblico italiano citando più volte il nome di Eros Ramazzotti: "Di chi è questo piano bianco qui? Di Eros Ramazzotti?" e anche: "Adesso vi chiedo di cantare insieme a me la prossima canzone, come se fossi Eros Ramazzotti". Sarà che le numerose affissioni del prossimo spettacolo di Eros a Bologna sono state davvero efficaci?
Cinque mega schermi accompagnano la musica con video evocativi e riprese in diretta della band, mostrata da più angolazioni, per rendere l'esperienza ancora più viva e vicina.
In apertura i brani tratti dall'ultimo album, Battle for the Sun, uscito dopo la rottura con la Virgin e con il batterista Steven Hewitt, album che però non sembra convincere fino in fondo: questo si nota soprattutto entrando nel vivo del concerto, dove i brani storici risaltano particolarmente in quanto a spessore e a carica emotiva. Brani come le energiche 'Special K', 'The bitter end', 'Every you every me' e le malinconiche 'Twenty years' e 'Special needs' sono i veri pezzi forti, che trascinano il pubblico in danze sfrenate e in momenti di grande partecipazione.
Freschi vincitori del premio 'Best Alternative' agli MTV European Music Awards, di cui è sempre bene diffidare, i Placebo non sono più così alternativi come un tempo ma dal vivo risultano comunque validi professionisti, in grado di dare voce a un'anima rock, sensuale e dark con grande umanità.
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Recensione di: Sara Gregorutti
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Foto di Marcello Lotti
























