Dopo la tempesta tropicale del giorno prima, pensavo che fossero stati proprio i Negrita a portarla direttamente dal Sudamerica. Fortunatamente prima del concerto solo un cielo azzurro e la temperatura pronta a salire con un po’ di rock e ritmi latini.
Arrivo al Teatro Verdura un’ora prima dell’orario d’inizio. Neanche il tempo di poggiare il piede al di là del cancello e vengo fermato, tra decine di persone, dall’agente della polizia. Tra palpeggi, tasche svuotate e cartella sottosopra, si accorgono che possono fidarsi di me e mi lasciano entrare. Era ora. C’è ancora spazio proprio sotto il palco, è lì il mio posto. Manca ancora una mezzoretta, ma passa velocemente.
Partono le percussioni e si parte alla grande. Dal centro della giungla arriva “Radio Conga” ed il pubblico s’infiamma subito. Pau è carico, si muove, salta, balla, gesticola sui testi delle sue canzoni. I Negrita ripercorrono con grinta 15 anni di carriera, 8 album, dall’omonimo “Negrita” all’esotico “Helldorado”. Alternano pezzi rock dei vecchi Negrita e nuove vibrazioni sudamericane dei Negrita degli ultimi anni, quelli che viaggiano attraverso l’America Latina. “Cambio” è uno dei brani più attesi dai fan, quelli veri. Si passa, non in ordine di esecuzione, per “Sex”, “Bambole” ed “Hemingway”. “Ho imparato a sognare” è un momento magico. Luci soffuse e tutti a cantare a squarciagola. E lo stesso vale anche per “Noi non ci guarderemo indietro mai”. La gente si stringe e si abbraccia. Poi è l’ora di scatenarsi nuovamente. Arrivano “A modo mio”, “Transalcolico” ed “In ogni atomo” e Pau si lascia andare a salti acrobatici, stile rock puro. Ma il meglio deve ancora arrivare. Più ci si avvicina ai nuovi Negrita e più si cominciano a miscelare i suoni del mondo. Percussioni, tamburi, chitarre latineggianti. Si parte con “Magnolia”, suonata a due da Pau e Drigo, mentre gli altri dietro le quinte stanno prendendo un sorso d’acqua, o di qualcos’altro. Del penultimo album suonano solamente “Sale” e il grande successo “Rotolando verso sud”, che fa iniziare ad ancheggiare i giovani sotto il palco, compreso me. Tra un pezzo e l’altro c’è anche il tempo per la solidarietà. Pau ricorda a tutti il progetto Amref, che i Negrita sostengono. Ma si riparte. L’ultimo cd è una bomba. Pau ci ricorda la definizione del dizionario della parola “ipocrisia” e si parte subito con “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”. Si prosegue con “Malavida en Buenos Aires”, “Ululalaluna” e “Notte mediterranea”. Quasi tutti i presenti conoscono i testi delle canzoni, infatti Pau è costantemente accompagnato all’unisono, mentre accenna movimenti afro-americani. “Soy taranta” è una delle più gradite e ballate, poi arriva la hit che ha lanciato l’album, “Che rumore fa la felicità?”. Il gran finale è tutto riservato al pezzo del momento, “Gioia infinita” ed è il finale che tutti si aspettano, che tutti desideravano. Un ultimo pezzo a cantare a squarciagola, e purtroppo arriva il tempo delle presentazioni e dei saluti. Un’ovazione particolare merita Ciccio Li Causi, bassista della band, nato proprio da queste parti. I Negrita si congedano ringraziando il pubblico calorosissimo e dando appuntamento alle prossime tappe.
Tra salti, balli e sudore, avrò sicuramente dimenticato a citare qualche pezzo e di sicuro non li ho riportati nell’ordine in cui sono stati eseguiti, ma cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Un concerto senza dubbio molto coinvolgente. I Negrita sul palco ci sanno fare e si vede. Riescono sempre a far cantare e saltare la gente. Ho solo un unico appunto. Nell’album Helldorado c’era un signor trombettista, un certo signor Roy Paci, uno che con la tromba ci sa fare. Adesso nel tour non c’è alcun trombettista, non mi aspettavo certo di trovare Roy Paci, ma sentire il pezzo di tromba suonato con la chitarra cambia un po’ le cose. Detto ciò, comunque il concerto merita e consiglio a tutti, fan e non, di vederlo perché vi divertirete. A meno che non siete di quelli che preferiscono stare davanti la tv con i pop corn in mano. Beh, meglio se rimanete a casa. A tutti gli altri invece, buon divertimento e Pace, Amore e Gioia Infinita
























