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Coldplay live @Udine

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Dopo 4 album di successo, di cui l’ultimo consacrazione mondiale di un pop-rock d’assalto, malinconico, vivace, coinvolgente e corale, che ha del poetico e dell’emozionale in quei richiami neo-classici e sperimentali al contempo, i Coldplay, ad Udine, hanno messo in piedi uno show memorabile, che si guadagna il titolo di migliore live della ricca estate italiana targata 2009.

Si perché, non solo l’atmosfera è stata brillantemente accesa dal tripudio sonoro di due band come Ministri e White Lies che hanno saputo maestosamente tenere un palco d’onoro, impegnativo e terrorizzante al contempo, la band di Chris Martin, al cui ingresso on stage sono state d’aiuto il valzer e una mappa in video che indicava la città friulana, ha saputo sostenere un’impresa apocalittica e fiera, che ha avuto dell’arte, a 360°, il proprio manifesto, lirico, sonoro e di spettacolo.
Loro, 4 giovani londinesi che ufficialmente si guadagnano il titolo di eredi di band come gli U2, abbigliati come rivoluzionari francesi proletari, tutti polistrumentisti, tutti con ottime voci, trascinati da quel biondo genio britannico, tarantolato e vivace, sobrio e simpatico on stage, hanno trionfato per enfasi sonora ed affiatamento live, al punto che i continui cambi di palco, persino in mezzo alle 40mila persone presenti, le scenografie rocambolesche e colorate, le proiezioni da videoclip perfetto, i coriandoli impazziti e i palloncini copiosi, non hanno tolto l’attenzione su quello che è stato uno spettacolo degno della miglior band, tra le più nuove, del momento.
Uno spettacolo di meta-teatro in cui artisti e pubblico sono stati protagonisti e contemporaneamente fruitori, tra riverberi fantascientifici e magia nostalgica di mondi passati o fantasiosi.
Colori, luci, fuochi d’artificio, sorrisi, grande voce, danze istintive e caparbietà sonora, enfatizzati dalle performance di Lovers In Japan, o dell’ormai inno Viva La Vida, tra la malinconia poetica di The Scientist e il paino impazzito di Clocks, tra la cover di Billie Jean al trionfo di Death And All His Friends.
Magia pop-rock. Come dovrebbe essere. Come i Beatles ci insegnarono. Come solo i Coldplay sanno regalare live.
Delizia artistica contemporanea.
Scaletta:
Life In Technicolor
Violet Hill
Clocks
In My Place
Yellow
Glass Of Water
Cemeteries Of London
42
Fix You
Strawberry Swing

God Put A Smile Upon Your Face / Talk
The Hardest Part (Chris solo piano)
Postcards From Far Away (piano instrumental)

Viva La Vida
Lost!

Till Kingdom Come
Death Will Never Conquer
Billie Jean
Viva La Vida (electro remix)
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Politik
Lovers In Japan
Death And All His Friends
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The Scientist / Back For Good
Life in Technicolor II
The Escapist (outro)
 
di Ilaria Rebecchi
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