E' risaputo: tra tutti i palchi importanti che la nostra penisola possiede (ma non sfrutta), l'Arena di Verona è certamente quello più rappresentativo.
Un po' per quell'acustica perfetta, un po' per la location a metà tra storia e post-modernità , ma soprattutto perché i grandi nomi della lirica e del teatro l'hanno da sempre calcato.
In primis sale sul palco Juliette Lewis, attrice amante del rock, che da sempre suona e canta, e ad oggi è supportata dai The New Romantiques, nel presentare i brani storici e quelli nuovi per il lancio del primo vero lavoro tutto da sola. E’ geniale nei suoi jeans luccicanti, con una voce da rocker consumata, intonando pezzi blues e post-punk. Ed è divina nella sua Suicide Dive Bombers. Davvero da non perdere, nemmeno lei!
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E poi loro.
Così quando una band, di fama mondiale, che azzarda tematiche amorose e sociali in sonorità tanto godibili quanto ricercate, tra la luminescenza tipica della città d'origine (Las Vegas), palme esotiche, e ritmi ora rock ora sintetici (con evidenti richiami all'amato David Bowie, ai Queen, alla new wave e persino alle sonorità dance-pop '80s) sale su questo palco, sold out da mesi, esaltato da una folla polimorfa, fatta di adolescenti trainati dall'mtv-potere, adulti ipnotizzati dal ricordo del passato e cultori musicali affascinati da cotanta originalità , non stupisce che sia così consacrata.
In Italia e all'estero.
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Così i Killers, trainati dall'istrionico Brandon Flowers, maestro di voce (perfetta) ed abile aizzatore di sciami di fan (e non solo), hanno calcato, dopo Muse e Radiohead, ad esempio, il nobile palco dell'Arena di Verona, coniugando, come da copione per il presente "Day & Age Tour" (forti dell'uscita dell'ultimo omonimo album che li ha esaltati nell'Olimpo della musica mondiale pop-rock), la più nobile sperimentazione sonora alla teatralità ben strutturata del suo leader, ricostituendo il glam-rock di bowieana memoria, tra acuti pregevoli e coerenza sonora.
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Uno show non solo musicale, quello che si è aperto tra l'esaltazione della folla, con l'arci-nota Human, ultimo simbolo del potere killeriano (un testo ballabile e fortemente elettronico, un ritornello intrusivo e liriche anti-immobilismo sociale). Poi la mitica Somebody Told Me, tratta dal primo fortunato "Hot Fuss", e la bella For Reasons Unknown, con il nostro Brandon Flowers nei panni di bassista.
E' stato solo l'inizio di uno show preciso e puntuale, che ha accontentato sia i ballerini che i pensatori, proponendo i brani di "Hot Fuss", del geniale e sottovalutato "Sam's Town", dell'originale raccolta "Sawdust" e del novello successone di "Day & Age", tripudio '80s-glam-pop-rock tra decadentismo lirico e sonorità polivalenti (mettete insieme i Pet Shop Boys, Bowie, gli U2, i Coldplay e Freddie Mercury e capirete perché i Killers hanno tutte le carte in regola per diventare - se già non lo sono - un kult-must della musica moderna).
Citazioni dotte di Oscar Wilde e atmosfere da deserto del Nevada, appunto, sublimate dal conclusivo coro dell'intera Arena sulle note di All The Things THat I Have Done ("I've got soul but I'm not a soldier..."), per poi tornare con un lungo bis, con tanto di incursione di un giovane che ha percorso correndo l'intero palco, tra gli occhi sbigottiti di un Brandon Flowers mentre cantava When You Were Young.
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La batteria trascinante (e non solo pop!), la chitarra ipnotica, il ritmo incessante del basso, i sintetizzatori estrosi e la voce impeccabile e sopraffina di Flowers, erede dei più grandi interpreti mondiali.
Se alcuni storcono il naso (inspiegabilmente) nel vedere la band intenta al ripristino anche nello stile di un genere, il glam, oramai perduto, mentre è esaltante assaporare le note della divina Shadowplay dei mitici Joy Division (amati e molto ripresi dai Killers stessi), cantata da tutti durante la sua riproposizione by Flowers&soci.
E scusate se è poco...
Talento da vendere, ed esempio di originalità e umiltà .
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Scaletta:
Human
Somebody Told Me
For Reasons Unknown
I Can't Stay
Joyride
Bling
Shadowplay
Smile Like You Mean It
Losing Touch
Spaceman
This Is Your Life
A Dustland Fairytale
Sam's Town
Read My Mind
Mr Brightside
All The Things That I’ve Done
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bis:
Bones
Jenny Was A Friend Of Mine
When You Were Young
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di Ilaria Rebecchi
























