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Jagger's lies unplugged - Roma

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Un turbinio di sonorità che pulsa nelle vene, la sensazione di non aver mai ascoltato una vera rock band e la voglia, incontrollabile, di saltare in piedi sul tavolo per inneggiare al proprio idolo. Non perché si abbia troppa birra in corpo o perché ci si senta trascinati dalla folla. Il motivo è che i Jagger’s lies, con la loro prima esibizione dal vivo, hanno dimostrato che la loro musica non è seconda a nessuno.

“Dal tramonto all’alba”, il famoso e famigerato locale storico del litorale romano, uno dei pochi riferimenti del panorama musicale internazionale per gli esordienti, dal quale nei decenni passati hanno visto i loro primi natali rock band di peso, non è mai stato pieno come ieri sera. Il 10 Aprile 2009 sarà quindi una data da ricordare, da farsi tatuare sul braccio per quelle tremila persone che hanno avuto la fortuna di assistere alla prima esibizione unplugged live dei Jagger.

 

Proprio come i Gallagher per gli Oasis quindi, i Pannone’s brother, forti della loro unione sotto la bandiera mondiale della musica rock, hanno trascinato al successo la band.
In realtà il merito va un po’ a tutti. Da Fabrizio e Daniele quindi, rispettivamente voce e batteria che con la loro ottima intesa musicale hanno fatto vibrare le corde dell’emozione dei cuori di chi era in trepida attesa a Mirko, basso, che come un silenzioso ma sempre presente John Deacon, ha dato il tocco di fascino ad ogni brano, fino ad arrivare al cuore pulsante della musica dei Jagger, presente nei due membri stranieri della band.

 

Thomas che con la sua chitarra ha regalato assoli paragonabili a rare perle di destrezza musicale che più d’una volta si sono dimostrati “colpevoli” di causare svenimenti tra le accanite fan adolescenti di questo nastro nascente e, dulcis in fundo, la chitarra migliore di sempre, Paino, che con i suoi accordi e la camaleonticità della sua musica, è in grado di passare senza la minima pecca, da sonorità Country a dure note rock arrivando a toccare soffici tonalità blues.

 

Assistere alla prima esibizione di una rock band dal futuro più che certo è un emozione che non ha prezzo e noi c’eravamo. Nessuna invidia quindi per chi ha acquistato i biglietti per i Simple Minds o per chi è da poco ritornato da Milano per gli AC/DC. Se vorrete la musica vera, vorrete i Jagger’s lies.

 

ARTICOLO DI: Gianmarco Fumasoli

 

Scaletta:
  1. You know my name
  2. Can’t shake it
  3. T.N.T.
  4. Be yourself
  5. Wild horses
  6. The Jack
  7. Comin’ home
  8. Heartbreak station
  9. Used to love her
  10. Touch too much
  11. Like a stone
  12. Patience
  13. Sweet child o’mine
  14. High voltage
  15. Knockin’ on heaven’s door
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