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CARMEN CONSOLI incanta Roma

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Nessuno era pronto, neanche Roma: la nuova-vecchia Carmen Consoli scuote la città con schitarrate pesanti, altoparlanti al massimo e tanta, tanta energia. In occasione dell'uscita di Mediamente Isterica Deluxe Edition, la seconda serata del Mediamente Isterica Tour romano è totalmente (e a buon ragione) sold-out,rivelandosi come l'infernale paradiso in cui tanto aspettavamo di cadere. Il tutto è impossibile da riassumere, ma possiamo provarci con la più complessa parola di tutti i tempi: ROCK!

«Fortunatamente, ho ancora il buon senso di mettermi in discussione».

 

Sapevamo tutti anticipatamente che questo non sarebbe stato il solito concerto, se per "solito" intendiamo la calda e morbida atmosfera a cui Carmen ci aveva abituato da due anni a questa parte. Immaginavamo forse che avrebbe riposto nell'armadio, almeno per un giorno, le vesti della grintosa sicilianità, o che avrebbe messo da parte le auliche ottave, virtuosamente composte, ed i ringraziamenti appena sussurati al microfono. Ma nessuno di noi aveva le tempie pronte per il proiettile di pura energia che questo live ha saputo dimostrare.
La Cantantessa torna (?) al rock! E stavolta nessuno Stato di Necessità ci aveva precedentemente annunciato il cambiamento, al punto tale che la svolta prende la velocita e la forza di uno schiaffo in pieno viso, a cui segue repentino un dolcissimo bacio. Il desiderio di questo ritorno è rintracciabile non solo nel continuo atteggiamento di ricerca che contraddistingue l'artista, ma nel voler riproporre con strumenti più maturi e capaci un album importantissimo per la sua carriera, così come per ogni fan.

 

Samo al Circolo Degli Artisti, famoso club romano che ospita continuamente live ed esibizioni di ogni tipo. Il pubblico è vario per età ed aspettative, eppure si percepisce un attesa impaziente ed elettrica che, nonostante la mezz'ora caratteristica di ritardo con cui Carmen si presenta, non si spezza e anzi esplode al momento del suo entrare in scena. Ma eccola apparire sul palco, ed è subito una sorpresa: il caschetto sfilzato e ribelle dei vecchi tempi, il petto cosparso di baci al rossetto (testuali) e l'atteggiamento incazzato che, sia detto, non aveva mai perso ma che il fluire degli anni aveva leggermente stemperato. E poi, il gruppo: una bella band di duri che il suono lo sanno picchiare, tra cui spicca l'immancabile Massimo Roccaforte, fidato chitarrista che accompagna Carmen da anni.

 

Pausa. Da chiarire subito: il concerto si basa esclusivamente sui brani di Mediamente Isterica,in totale coerenza con la recente rivisitazione dell'album, che vengono proposti nella stessa identica scaletta del cd. Possiamo esplorarne in questo modo le sonorità già varie con qualche ingrediente in più, sia che si parli del rock isterico, sia che si parli della ballata introspettiva.

 

Non solo gli occhi, quindi, ma anche le orecchie si risvegliano all'improvviso. Cattivissime chitarre annunciano la minacciosa Besame Giuda, pezzo che apre l'album e che fu all'epoca il primo singolo ad uscire. Scatenata ed urlata, viene subito seguita dalla breve Besame Mucho, album docet. E l'onda rock continua su Puramente Casuale, questo come ogni brano ampliamente suonato e prolungato oltre la propria conclusione. Vedere Carmen che imbraccia la sua Fender rosa confetto è una grande emozione che si riallaccia a molti ricordi e, quindi, a molte altre emozioni. E «lentamente, tra una pagina e l'altra» ecco le prime note di Autunno Dolciastro, che fa esplodere il pubblico già surriscaldato da pogate e grida come da tempo non si vedevano nei teatri in cui ci eravamo abituati ad ascoltarla, seduti e comodi. La canzone fa parte di quelle che raramente vengono omesse nella scaletta tipica della Cantantessa, eppure ascoltarla nel mediamente isterico contesto è una sensazione nuova ed incantevole. «Quaggiù all'inferno» c'è poi Ennesima Eclisse, anche questa sapientemente arricchita dalle distorsioni vocali del microfono e da suoni aggressivi, seguita ovviamente da In Funzione Di Nessuna Logica, malinconica altalena del cuore che oscilla tra odio e amore.

 

Viziosa, irriverente, maledetta e sensuale: Carmen si lascia andare tra le note e felinamente morde le parole per gridarle senza remore. In quale maniera più allettante potevamo arrivare a Geisha? Dopo la bellissima esecuzione sentiamo le chitarre sciogliersi nel battere imbizzarrito della batteria, il tutto mentre la Cantantessa stampa sul microfono baci rumorosi e ritmati, con l'aggiunta di un assolo elettrizzante. Effetto pubblico? Delirio! E finalmente, dopo tanto tempo, ecco tornare la bellissima Eco di Sirene, dove «sconfitti e vincenti» vengono mostrati nei video alle spalle del gruppo, scene di guerra e violenza che più sentiamo lontana e più, per un inspiegabile ritorno di fiamma, ci ritroviamo sempre vicine ogni anno. Davvero un bel pezzo che rende tutti soddisfatti e partecipi. Immancabile quindi Quattordici Luglio, dedicata alla madre, che riesce come sempre ad emozionare e stregare il petto di tutti. Mentre ascoltiamo che «pur essendo simile a tante e tante altre persone era speciale» , una voce sotto il palco urla «Carmen, sei tu che sei speciale!». E nessuno le ha dato torto. Coinvolgente poi il dialogo finale tra chitarre e batterie.

 

Arriva di seguito Anello Mancante, altro importantissimo brano sperimentato più volte anche in teatro, e poi si ricomincia a saltare follemente su Contessa Miseria, canzone che esalta da sempre ma che riscuote ogni volta la sua dose di esuberanza ed adrenalina. Conclude la scaletta L'Ultima Preghiera, pagana quanto basta per piacerci, inquietante rogo per la strega che ammalia ed innamora. Scene di fuoco vengono proiettate sugli schermi, incluse alcune riprese di Milla Jovovich nella Giovanna D'Arco di Besson. E sulle ceneri spente dovrebbe ora concludersi il concerto.

 

Poteva essere possibile? L'acclamatissima Carmen torna subito a cantare dopo una breve pausa. E decide di farlo facendoci ascoltare un inedito, L'Uomo Meschino, interessante brano che all'epoca venne scartato da Mediamente Isterica perchè considerato eccessivamente ripetitivo. Grande è l'occasione di poterla ascoltare live, di poterne valutare i toni grigi e densi. E se la stanchezza sembra adesso farsi sentire, ecco che prontamente il succo energetico di Per Niente Stanca ci riempe di aria e ci prepara a Fino All'Ultimo, dove immancabilmente al «saprei restare comunque fedele a me stessa», il pubblico sostituisce "alla Cantantessa", decennale segno di amore per la nostra eroina.

 

Confusa e Felice è la magia di sempre che abbatte il palco ed unisce tutti in un solo unico canto, bella come ogni volta che la si sente. E tornano ad accendersi gli schermi, in cui stavolta vediamo sfilare gli eventi più importanti del 1998 (anno di uscita di Mediamente Isterica), un anno di grandi e spesso tristi eventi, come l'alluvione di Sarno, e di tragiche scomparse, come quella di Sinatra e di Lucio Battisti. A concludere in bellezza arriva Venere, niente di più appropriato, soprattutto per chi ha «ancora il buon senso di prendersi poco sul serio», regalando con umiltà e bravura senza paragoni emozioni straripanti e sempre cercate. Inchinandosi tre volte, Carmen e la sua band ci salutano e ci augurano la buona notte. Il concerto è concluso.

 

Ho detto "concluso"? Si fa per dire, si sa, dato che Carmen suona sempre tre volte! O era il postino per due? Poco importa: rispondendo ai richiami, la Cantantessa ci offre l'attesissima Blu Notte, che tanto ci mancava. Il suo meraviglioso lirismo avvolge la sala e fa vibrare le corde vocali dei presenti, assorti in un'atmosfera di bellezza inestimabile. Stavolta però è finita sul serio, e dopo aver fatto carico e tesoro degli applausi scroscianti che le dedichiamo, Carmen ci saluta ringraziandoci di rimando, e dicendoci che «come si dice nel mio paese, che si chiama Terronia, SITI TROPPO BIDDI!». E Roma, che della Terronia è la capitale, pensa lo stesso di te, stanne pur certa!

 

Davvero un'esibizione eccezionale, senza parvenza di dubbio. Questo concerto ha significato tanto sotto molteplici aspetti, considerando sia il lato musicale che quello emotivo. Se è vero che Carmen sa colpire al cuore ogni volta, va però ammesso che stanotte l'ha fatto in maniera particolare e forse irripetibile. La rivisitazione di Mediamente Isterica via live è stata un'occasione importante per l'artista, avendole permesso di far rinascere l'album senza modifiche castranti ma con molti potenziamenti e con quelle certezze che solo la maturità sa far scoprire. D'altro canto, poi, l'occasione è stata importante anche per quelli che Carmen Consoli la seguono da poco, con la possibilità di far scoprire loro le origini musicali ed i temi fondanti celebrati dalla cantautrice. Ed infine, occorre parlare di noi, che la seguiamo da tanto: questo concerto ci ha fatto ricordare molte cose, e non parlo solo di sentimenti ma di un'intero periodo della nostra vita, di quando eravamo più giovani e più incazzati. Ma il bello, credo, sta proprio in questo: siamo poi cambiati così tanto?

Articolo di Simone Artero.

 

SCALETTA MEDIAMENTE ISTERICA TOUR

 

 
Besame Giuda
Besame Mucho
Puramente Casuale
Sentivo l'Odore
Atunno Dolciastro
Ennesima Eclisse
In Funzione di Nessuna Logica
Geisha
Eco di Sirene
Quattordici Luglio
Anello Mancante
Contessa Miseria
L'ultima Preghiera
L'Uomo Meschino
Per Niente Stanca
Fino all'Ultimo
Confusa e Felice
Venere
Blunotte



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