Home Live Report Nada Malanima @ Cafè Deluxe' Firenze 07-11-2008

Nada Malanima @ Cafè Deluxe' Firenze 07-11-2008

E-mail Stampa PDF

Guardami negli occhi” è il nome del magico incontro che il Cafè Deluxeè ha creato tra la voce livornese ed un pubblico innamorato di lei. Nada concede tutta se stessa come artista e donna, regalando note dalla sua storia musicale e perle di vita autobiografica, in una dimensione scarna ed acustica.Uno scambio di emozioni continue nella cornice calda ed avvolgente di questo delizioso salotto. Incantesimi al liquore e pozioni di vino rosso, per portare lo spettatore a toccare con mano la pelle di quest' artista straordinaria dal cuore umano.

Una evento speciale, come sempre quando si parla di questo Cafè, che per l’Artista di stasera osa e si trasforma in focolare.

 

Come quello di un vecchio podere della campagna toscano: luogo di raccolta, condivisione, calore ma anche di bruciature.
Nada si siede intorno a questo fuoco, per raccontarsi e darsi completamente alle persone che sono accorse per partecipare a quest’occasione unica ed anomala.
Si presenta in contrasto e in analogia distorta con la sua immagine sonora che gli ultimi lavori facevano trasparire; la vedi pacata e svincolata, ma non viscerale come un fuoco ardente, ma fiamma d’aria che non canta di pancia, ma di cuore, umano e delicato.
Chiama tutti a raccolta, vicini, stretti stretti, seduti ad ascoltare questa Canta-storie, Canta-vita, che riesce sempre a parlare con spartana, rustica e libera sincerità, frutto delle sue origini.
E’ proprio la sua vita il succo per conoscerla.
Attingendo a piene mani dai suoi ricordi, Nada cuce stralci del suo ultimo libro autobiografico “Il mio cuore umano”, con episodi di vita divenuti Musica.
Una dimensione a strettissimo contatto, rara quando si parla di incontri con artisti così importanti; ma Nada qui si sente a casa e si lascia andare tra tizzoni e scintille.
Lei non ha paura di fare il bagno nel fontone, di sporcarsi le unghie di terra, di sbucciarsi le ginocchia, perché non ha paura della vita, la affronta di petto, con coraggio, per viverla, ma anche per lasciarsi vivere.
Si presenta così, senza filtri, pronta a farsi chiedere tutto ciò che l’elite del fuoco, accucciata di fronte a lei, vuole sapere.
Parla semplice e pratica, ma sa bene, e lo ricorda spesso, che le parole limitano e sottraggono veramente tanto a ciò che si vorrebbe realmente dire.
Per questo ricorre alla sua musica, nella quale riesce invece ad aggiunge sfumature quotidiane, altrimenti non descrivibili né percettibili.
Parla dei processi creativi che l’hanno portata a scrivere alcune delle sue canzoni più belle, ce le presenta in veste nuda, spogliata, ma pulsante e piena della sua voce e della chitarra di Erik Montanari.
Bando alle ciance e via con la musica.
“Luna in piena” buca come mille aghi appuntiti sulla profondità dei nostri cuori: il fiato claustrofobico e un respiro stroncato dalla voglia di liberarsi di quella “timidezza che incatena”, che tanti vivono in prima persona, e di cui Nada parla in questo “dlin-dlon” dall’incedere incantato.
Pascoliana e schietta, le piace spiegare le cose chiare e limpide della sua vita .
Un dialogo diretto, parole sincere come quelle delle storie del suo libro, dove parla del paesino che l’ha cresciuta e nutrita di semplicità e della povertà (ricchezza) che solo quel tipo di vita possiede, virtù oggi lontane dalle esistenze di molti.
“Ricordare non fa male ed è fondamentale sapere da dove si parte per sapere dove si arriverà”.
Parla della sua adolescenza, del suo esser vista dagli Altri “strana” e “distante” dalla vita reale.
Racconta che, da bambina, penetrava così fortemente nelle cose da farsi del male, e ciò la portava ad allontanarsi ed isolarsi, per creare il suo mondo, quello che piaceva a lei.
L’Arpeggio che adesso strega tutti è quello di “Guardami negli occhi”.
Mai titolo più giusto per questa serata, semplici note che imbambolano ,come in un mantra ipnotico; è la stessa Nada che ci confessa il potere magico che ha su di lei questo giochetto di corde pizzicate, in grado di portarla alla sublimazione infinita, al piacere d’estasi.
Probabilmente si chiama affezione da melodia, quella che si crea nel nostro cervello quando si sentono cose nate da “non si sa dove” come questo frammento di chitarra, che “ti devasta il cuore, ti attraversa per ore” come le sue parole.
Dice di essere perfetta per fare confusione e di essere impacciata con la chitarra, perciò ci regala un brano inedito, di un solo accordo, dal destino ancora incerto sul suo essere inciso o rimanere semplicemente un regalo Live.
Un coro di ricordi, di una generazione che profuma di ’68, di gita con gli amici ,di vacanze in campeggio, accompagna “Ma che freddo fa”. Una canzone che l’artista dichiara di sentire distante dalla sua attuale strada, ma che mantiene, ancor più in questa veste, il suo piglio sixty di canzone all’ italiana di tradizione identitaria sanremese.
Nada lo dice: così si sente tranquilla, sicura, forte.
Intona l’inno d’odio-amore verso la sua terra passata, difficile e dura, nel frammento a cappella di “Maremma” .
“Senza un perché” è melissa per le orecchie, per la sua semplice e filastroccata dolcezza nel raccontare quelle persone che parlano poco e con le quali ci si capisce dall’iride.
Sembrerebbe lasciarci così, perché anche lei ha voglia di stare con noi, di festeggiare, di stare in compagnia, ma viene richiesta “Novembre”.
E allora si brinda al mese dalla malinconia felice, proprio come questa commovente foglia d’autunno, che ti si insinua nella schiena e che ti cosparge di lieve e lontana scia d’affetto.
Nada è svincolata dalle convenzioni e dalle ovvietà, ma ancorata ai sentimenti.
Una donna verace, che parla come mangia, fatta di sorrisi e scherzi, genuina ed autentica.
Parla senza “se” e senza “ma”.
Breve ma intenso, lo dice anche lei stessa :“E’ tutto qui”.
E’ tutto lì, dico io, nella sua presenza, con noi, con la sua musica.
Un’ora in compagnia, una chiacchierata di vita con tutti i suoi pregi e difetti svelati, che la rendono la più affascinante e rara Zingara della Musica .
Guardami negli occhi, li vedi? Sorridono, come il suo volto stasera.
Nada Bellanima, splendi!

 


Recensione di: Giulio Bartolomei

 

Sul web:

Il video di Novembre:


Share Link: Share Link: Bookmark Google Yahoo MyWeb Del.icio.us Digg Facebook Myspace Reddit Ma.gnolia Technorati Stumble Upon Yahoo Bookmarks OkNotizie Segnalo Chatta.it
 

 30 visitatori online