Home Live Report Ladytron @ Circolo degi artisti Roma 24/10/2008

Ladytron @ Circolo degi artisti Roma 24/10/2008

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Dopo lo straordinario successo di pubblico del live 2007 al Circolo, nello stesso locale, un anno dopo, tornano i Ladytron, quartetto britannico leader dell'elettroclash convertitosi con gli ultimi due lavori a sonorità più indie rock. E' l'occasione per lasciarsi incantare per oltre un ora e mezza dal duo Mira ed Helen, in grado di affascinare il pubblico per carisma e bellezza.

Chiariamo subito una cosa, i Ladytron sono 4 professionisti seri. Artisti che interpretano il loro ruolo in modo impeccabile.
Nulla a che vedere con la vita strampalata delle rock star, Helen, Mira, Reuben e Daniel sono integerrimi nel mantenere riservata la loro vita privata e perfetti nell'organizzazione del loro lavoro.
Puntualizzati questi aspetti risulta facile comprendere che una band con qualità tecniche e umane come la loro abbia nel suo Dna la voglia di sperimentare ed evolversi. Il loro punto di partenza è chiarissimo: pura musica sinth pop.
Il loro primo album, 604, subito seguito a distanza di un anno da Light and Magic, sono entrambe suonati a tinta unita, un tecnopop in pieno stile anni '80, con pezzi easy listening di breve durata ma originali e piacevoli nell'ascolto.
Un ortodossia segnata anche dalle uniformi scure con la scritta Atari indossate nelle loro performance.
La svolta arriva con Witching Hour, nel 2005, con l'apertura a chitarra e percussioni che si alternano al massiccio uso del sinth e che consente al gruppo di Liverpool di sperimentare sonorità più compiute.
Al sound tradizionalmente pop si affianca così una velata connotazione dark, specie grazie all'aerosità dei vocalizzi di Helen.Velocifero ribadisce la volontà di sperimentazione del gruppo e ne consacra il successo internazionale puntando stavolta su un impatto più possente e aggressivo, dal taglio prettamente rock.
Ecco quindi che in un live set dei Ladytron tutte queste anime che nel corso di otto anni di carriera si sono alternate nella vita del gruppo si amalgamano insieme in una vicissitudine di emozioni e ricordi che hanno messo a dura prova il cuore di chi scrive... Chiusa la parentesi personalistica passiamo ai fatti.
Di fronte a me Mira Aroyo, la sorella putativa di Ian Curtis, mai un sorriso, mai uno sguardo fuori posto. Al suo fianco Helen Marnie.. forse meglio si dovrebbe parlare di Video Girl Helen dato che il suo look rimanda direttamente ai fumetti manga giapponesi anni '90.
Un passo indietro gli uomini di casa: Daniel Hunt e Reuben Wu, dediti ciascuno ai loro strumenti
senza fare mai un passo fuori dalla loro seconda linea rappresentano i maritini ideali per due donne in carriera.
Ecco, se le divise non le indossano più il rigore e la precisione nella band regnano ancora sovrani.
Il brano di attacco e Black cat, l'intro dell'album Velocifero, cantata in bulgaro da Mira..
il pubblico del Circolo è fin dall'inizio entusiasta e partecipativo, peccato però che il sistema audio faccia una clamorosa cilecca e i primi due brani risultano totalmente afoni..
Fortunatamente il problema si risolve e dalla terza canzone in poi cominciamo a capire che sul palco ci sono effettivamente i Ladytron. E così che ci godiamo una splendida High Rise, brano di apertura di Witching Hour, rockeggiante e ipnotica, in stile indie superbamente interpretata da Helen. Quindi una versione strepitosa di I'm not scared, stavolta da Velocifero, con l'alternarsi alle voci di Helen e Mira sulla base del sinth e della batteria campionata, un brano che nella versione live cattura il pubblico grazie alla capacità unica di creare sound dei Ladytron.
Il pezzo successivo è International dateline, capolavoro dark, uno dei brani migliori di Witching Hour, stavolta domina il basso a dare ritmo, e su tutto la voce eterea di Helen che a fatica sovrasta il pubblico nel ripetere il ritornello "Woke up in the evening To the sound of the screaming Through walls that were bleeding All over me".
Quindi suona Season of Illusions, brano interlocutorio..
Mi riprendo ma è solo una tregua, perchè vengono eseguite a catena niente di meno che Soft Power e True Mathematics, il primo è un capolavoro di musica gotica da far invidia ai gruppi dark anni '80, la seconda un brano trascinante di puro sinth pop cantato in bulgaro.
La scaletta procede quasi come un all the best alternando brani tratti da tutti e quattro gli album realizzati dalla band inglese.
A sorpresa viene tirata fuori dal cilindro una stupenda versione di Another Breakfast with you dall'album 604, e a finire la session, Seventeen, primo grandissimo successo della band tratto da Light and Magic cantato a due voci con il pubblico in preda all'entusiasmo.
Al rientro del gruppo sul palco viene eseguito il secondo brano in bulgaro di Velocifero, Klotva, dai toni più melodiosi e romantici, mentre con Weekend il clima torna a suldiscaldarsi fino al brano conclusivo, l'attesissimo Destroy everything you touch.
Anche qui le voci femminili si alternano nel cantare il maggior successo del gruppo e l'entusiasmo del pubblico è trabordante.
Una magnifica prova che dimostra come i Ladytron, considerati in patria e non solo paladini del sinth pop e degni eredi dei Depeche Mode, rappresentino un esempio nell'interpretare il ruolo di star internazionali con grande umiltà.
La performance del gruppo è stata assolutamente trascinante, sebbene un inizio stentato dovuto a problemi di audio nella sala e un pubblico genericamente freddo (ma la musica sinthpop in Italia è effettivamente poco diffusa) il gruppo britannico ha saputo elaborare una scaletta eccellente. Un abile mix tra canzoni vecchie e nuove proposte in egual misura.
Mancano alcuni brani celebri del passato come Playgirl, Blue Jeans o Evil, ma c'è un ottima varietà di generi e vengono realmente ricompresi pezzi dell'intero repertorio della band.
Ora, se presenza scenica e capacità artistiche abbondano, quello che manca ai quattro ragazzi di Liverpool, e spero sia solo un impressione, è probabilmente il colpo di genio, un qualcosa in più sia dai loro live set che su album.
Perchè a chi ha tante qualità questo si chiede, pena il rimanere per sempre nell'alveo delle tante band dall'eccellente potenziale ma mai totalmente espresso.
E se in otto anni siamo stati abituati a canzoni piacevoli ed orecchiabili, musicalmente impeccabili, alcune trascinanti, corre l'obbligo, dati tali presupposti, di attendersi un album capolavoro che, a ben vedere, i Ladytron, devono ancora sfornare.
Motivo in più per seguire la band inglese e attendere il loro prossimo lavoro.
 
Scaletta del concerto
black cat
runaway
ghost
high rise
i'm not scared
international dateline
season of illusions
deep blue
soft power
true mathematics
burning up
seventeen
kletva
weekend
destroy everything you touch
da youtube:
Destroy everything you touch
Seventeen
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