Home Live Report Marina Rei live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) ? 18/10/2008

Marina Rei live @ Auditorium Parco della Musica (Roma) ? 18/10/2008

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L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Il pubblico romano evidentemente attendeva con passione e curiosità il ritorno di una delle cantautrici e musiciste più intense, passionali, ricche di talento, energia e capacità di comunicare emozioni. E di certo i suoi ammiratori che gremivano la sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica non sono rimasti affatto delusi: quello che Marina ha proposto al suo pubblico è stato difatti uno spettacolo che ha messo pienamente in luce tutta la sua forza e raffinatezza interpretativa.




Dopo aver percorso in lungo e in largo l’intera penisola italiana in trio con altri due cantautori d’eccezione della “scuola romana” come Max Gazzè e Paola Turci riscuotendo consensi unanimi da parte del pubblico e della critica, finalmente Marina Rei è tornata in veste solista a coinvolgere ed emozionare il pubblico romano con la potenza primigenia e viscerale delle sue percussioni, i suoi testi poetici ed originali e la sua vocalità inimitabile.

 

Due ore di concerto attraverso le quali è stato possibile ripercorrere le tappe più salienti della sua carriera, rilette e reinterpretate in una chiave maggiormente intimistica, con una sapiente attenzione alle sonorità e agli accenti musicali più preziosi del suo repertorio: sul palco solamente Marina, alla batteria e percussioni, affiancata egregiamente da Roberto Procaccini a tastiere, sintetizzatori e moog. Pochi avvolgenti giochi di luce, atmosfera soffusa e le eterogenee emozioni che scaturiscono dai versi della cantautrice romana. Questi gli ingredienti di una memorabile serata di musica e poesia.

 

Non si è trattato però di un puro e semplice concerto: difatti il titolo della serata “Donna che parla in fretta” ed il testo cantato e recitato in scena da Marina sono state le vere chiavi di lettura di questo nuovo affascinante progetto. Grazie ad un’attenta lettura del poema “Woman who speaks fast” dell’autrice americana Anne Waldman (annoverata tra i fondatori della Jack Kerouac School of Disembodied Poetics e figura assolutamente di primo piano nell’ambito della Beat Generation), la cantautrice romana ha selezionato i versi più intensi e rappresentativi custoditi in questo testo di grande potenza e crudezza espressiva, che dipinge l’universo femminile in tutte le sue molteplici sfaccettature.

 

In analogia a questo testo letterario Marina ha dipanato nel corso della serata le canzoni più significative del suo repertorio, capaci di disegnare ritratti femminili di grande vividezza e coraggio. La scaletta percorre diametralmente l’intera produzione della cantautrice: dagli esordi con la struggente “Noi” e la straordinaria “Al di là di questi anni” (a mio avviso uno dei brani più intensi e coinvolgenti da lei sinora composti) sino ai singoli estratti dal suo ultimo album di studio di ormai quasi quattro anni fa (“Fammi entrare”, “Colpisci” e ”Song’je”), passando ovviamente per i successi più noti ed apprezzati dal grande pubblico come le ritmate e trascinanti “Inaspettatamente” e “Un inverno da baciare”, la dolente e malinconica “I miei complimenti” ed ovviamente le immancabili “Ti innamorerò” e “Primavera”, in questa occasione fuse in unico momento interpretativo che ha chiuso il concerto all’insegna della melodia e della solarità.

 

La parte che ha però emozionato il pubblico più intensamente e profondamente è stata senza alcun dubbio quella centrale, ossia proprio quella in cui Marina, abbandonate per un istante le sue percussioni, ha recitato i versi tratti dal poema americano, tradotti in un momento musicale di estrema suggestione. Sullo sfondo vengono proiettate immagini dei volti femminili che hanno segnato la storia, la politica, la società, il costume e la cultura dell’ultimo secolo (si va da Madre Teresa di Calcutta ad Anna Magnani, da Emma Bonino alla leader pakistana recentemente assassinata Benazir Butto, da Margherita Hack a Rita Levi Montalcini) e l’ascoltatore non può fare a meno di seguire la concitata interpretazione regalata con passione e grande generosità da una Marina Rei in forma vocale ed artistica realmente strepitosa. Da segnalare anche il fatto che la cantautrice romana abbia aggiunto due versi da lei personalmente composti a questo testo poetico americano, versi dedicati allo scottante tema d’attualità dell’infibulazione, fronte di battaglia umanitaria che la vede già coraggiosamente e instancabilmente impegnata da numerosi anni.

 

Una serata quindi di ottima musica, permeata da contenuti profondi ed attuali e accompagnata dalla straordinaria potenza delle ritmiche vigorose scatenate dalle percussioni di volta in volta aggredite, colpite oppure delicatamente accarezzate da Marina, che ancora una volta si conferma come uno dei talenti più straordinari nella nuova generazione del cantautorato italiano, un talento che meriterebbe indubbiamente un riconoscimento ed un successo di gran lunga superiori a quello che le ferree (e squallide) leggi di mercato le hanno in questi ultimi anni riservato. A questo punto speriamo di ascoltare al più presto un suo nuovo lavoro di studio, sicuri che sarà capace di sorprenderci ed emozionarci come Marina Rei ha sinora continuato ininterrottamente a fare negli ultimi quindici anni.

 

SCALETTA
1. Noi
2. Inaspettatamente
3. La parte migliore di me
4. L’allucinazione
5. Colpisci
6. Fammi entrare
7. Al di là di questi anni
8. Maestri sull’altare
9. Donna che parla in fretta
10. Il mondo
11. Un inverno da baciare
12. I miei complimenti
13. La mia felicità
14. Song’je
15. T’innamorerò/Primavera

 
GRAZIE A: Marcella Chiummo, Ufficio Stampa OTR Live

 

Videoclip di "Inaspettatamente"



Videoclip di "Primavera"

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