Il fenomeno del momento si smentisce live.
Dopo aver allietato i bacini e gli armadi vintage di molti con le amabili sonorità del loro primo album, il duo elettro-pop delude le aspettative, mostrandosi stasera meteora passeggera e sfortunatamente vana.
C’è un fitto brusio in questi giorni intorno alla Firenze più indie-cool. Senza tanta pubblicità in giro, ma con un grande chiacchericcio di passaparola, si dice che Il Genio sta per arrivare in città. Quasi come se fosse un evento esclusivo, avere la fortuna di assistere al live del gruppo più figo del momento.
Cambi di location improvvisi.Un po’ come se dovessimo rincorrere i nostri beniamini negli anni Settanta. Arrivati al Doris, locale indicato come sede del concerto, si scopre che è all’ Angel, arrivati qui si viene cacciati al “Twentyone”. Ohhhh finalmente!!
Dopo esser stati depistati, in modo forse da selezionare più gente possibile ,eccoci arrivati alle porte di questo disco bar. Stracolmo, minuscolo e soffocante. Clima senza ossigeno,sudore e capelli spiaccicati alla fronte. Una scatola cubica fatta di specchi, una platform a scacchi blu e rossi fluo, gente incastrata intorno a questo angolo retto di palco con sopra tre microfoni, un chitarrozzo, basso, pc e tastiera.
Tanta finta curiosità per il fenomeno del momento e l’ovvietà per tanti di esser qua solo per sentire quel manifesto dei giorni nostri soft-erotico e martellante di Pop Porno. Ragazze conciate come la frontwoman, fumo borotalcato, strobi e aria viziata; l’atmosfera c’era tutta per una serata frivola e di divertimento.
Ma presto tutto ciò andrà letteralmente in fumo.
La selection del locale è in mood con la serata: the Strokes, Franz Ferdinand, the Hives.
Il movimento corporeo è quello per tutti: è semplice, ancheggi leggermente, fletti sempre leggermente e alternandole l’una e l’altra gamba ,e rimanendo sul posto muovi leggermente la testa dall’alto verso il basso seguendo la cassa della batteria. Tutto come stasera: leggero, frivolo, anzi, vuoto.
Ma il caro duo viene spiazzato due attimi prima di salire sul palco.
Il locale, infatti, spara una bellissima “Sexy boy” degli Air.
Bravi gestori, gran gusto ,ma adesso come faranno i nostri amici sul palco a fare la differenza e a trasportarci come fa il duo d’oltralpe? Purtroppo non ce la farà.
Sono le 23.30 e i due salgono sul palco ancora con borsa e cappotto,si comincia di fretta, un “ciao” appena accennato da lui e si parte. Lei con la sua super frangiona nera è inghiottita nelle luci che ne lasciano vedere solo le ombre. Si parte con “Una giapponese a Roma” cover di Kahimi Karie.
Scusate? mi sa che non funziona il microfono di lei…non si sente niente,o meglio, la sua voce è talmente bassa e piccola che neanche un impianto ad ultrasuoni potrebbe udirla. Il pubblico reclama: “Alza al voce!”, “Il microfono di lei!”, “Non si sente nulla!”. La risposta del Compagno Genio è: “Non si sente? forse non siete abbastanza sensibili”…tristezza, immensa tristezza.
Dove sono la maliziosa ironia e la chiccosa elettronica del loro album? Non ci sono…
I guai non sembrano finire.
Nonostante le lamentele, il volume della voce rimane quello ,ad aggiungersi è un basso che fa i capricci, che fischia e impazzisce, la faccia di lei si fa terrorizzata. Lui cerca inutilmente di sdrammatizzare salutando continuamente il pubblico. E’ vero, i problemi tecnici sono una carognata , ma se sei un artista cerchi di arginarli o di risolverli, non vai avanti ammazzando il tuo spettatore.
Tanto la gente di stasera sembra non pretendere nulla, non le frega niente se non si sente, tanto davanti c’è Il Genio, il fenomeno cool, e questo per molti basta. Un pubblico un po’ porno, facile che fa finta di divertirsi con il nulla.
Le canzoni si susseguono su basi programmate, velocemente e indolori, da “ Non è possibile” a “Tutto è come sei tu”, passando da “A questo punto” a “Povera stella” , accelerando in “Gli eroi del Kung-Fu”. Quarantacinque minuti scarsi senza neanche eseguire tutto il disco.
“Pop porno” è l’unica che ovviamente si sente, essendo cantata da un pubblico qui solo per lei. Forse non è colpa del duo, ma dei fonici (veramente dei geni), perché comunque la povera cantante è visibilmente arrabbiata e non di certo con noi, ringraziandoci continuamente per gli applausi. Ma è proprio l’approccio “non fai da te” che invece un artista dovrebbe avere in queste occasioni a mettermi qualche dubbio.
Parlassi del loro omonimo disco, spenderei volentieri tante parole positive in quanto ad appeal, sounds retrò e gusto melodico, ma stasera si parla di live. E devo essere sincero, sono stato ovviamente deluso, ed una delusione deriva quando qualcuno ti ha colpito positivamente in anticipo come hanno fatto loro. La loro etichetta? la Disastro Records…mai nome più profetico per stasera.
Un consiglio: se volete divertirvi e passare una buon’ora accompagnandovi con il vostro amante nell’aria parigina e soprattutto ricredervi su di loro dopo questo live, o comunque crederci come lo avevo fatto io, prendetevi il loro disco, e lasciate stare questa serata sfortunata e da dimenticare.
Forse dispiace più a me che a loro. Peccato.
“Resta nel silenzio, cosa resta in realtà? questa idea mi avanza nel frattempo si dirà, si dirà cosa accadrà, si dirà che capita…” (da “Le Bugie di Francois”)
Ebbene si.
RECENSIONE DI: Giulio Bartolomei
SUL WEB: www.myspace.com/ilgenio
Videoclip di “Pop Porno”
























