Home Live Report The Wombats live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 15/10/2008

The Wombats live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 15/10/2008

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Esistono una serie di clichè sintattico-lessicali che spesso sono d’aiuto per quei giornalisti ansiosi di chiudere un pezzo senza fermarcisi a ragionare troppo su. Uno dei più carini è secondo me l’espressione “trasudare energia da tutti i pori”, spesso attribuita con troppa facilità a un gran numero di persone, siano esse artisti, musicisti, attori, manager. Lo strepitoso concerto degli Wombats a cui ho avuto il piacere di assistere ieri sera mi ha aperto gli occhi sul fatto che possa esservi una circostanza in cui il significato metaforico si fonde con il significato letterale di una espressione.

Difatti, da un piccolo palcoscenico, in una stanza che raggiungeva temperature record, tre ragazzotti incontratisi a Liverpool hanno letteralmente inondato con la loro musica e la loro energia il pubblico assiepato ai loro piedi.

 

Quella degli Wombats è stata un’esibizione breve, giustificata anche dal repertorio esiguo di cui dispongono in questo momento (un solo disco ufficiale “A guide to love, loss and desperation”, del 2007), ma decisamente intensa. La platea, formata per lo più da giovanissimi, ha mostrato non solo di gradire il loro sound punk/pop/rock divertente e scanzonato, ma anche di aver assimilato i testi di alcune canzoni divenute vere e proprie hit.

 

Gli Wombats si presentano con la simpatica “Tales Of Girls, Boys & Marsupials”, pezzo prettamente vocale, con il ritmo scandito dal battito delle mani di un pubblico fin dalle prime note estremamente coinvolto. Subito dopo partono gli strumenti, e con essi si scatena il delirio. Sulle note di “Kill the director”, una delle canzoni più note del gruppo, i presenti che gremiscono la saletta del Circolo degli artisti si spostano all’unisono saltando come un’orda di invasati. E’ energia positiva, è voglia di divertirsi tutti insieme cantando quel “This is no Bridget Jones!” che contraddistingue il pezzo in questione.

 

Le canzoni si succedono a ritmo incalzante; certo, ogni tanto, Mattew, Dan e Tord si devono fermare per prendere una boccata d’aria e soprattutto per bere, dato che il calore che si sprigiona dal mix di effetti luminosi (certamente non faraonici, ma ben realizzati), fan saltellanti e urlanti ed esibizione dei musicisti è veramente impressionante.

 

Una breve pausa segna il momento divisorio tra la prima e più cospicua parte del concerto, di cui degni di nota sono i momenti di “Moving to New York” e dell’ironica “Let’s dance to Joy Division”, e la seconda parte, in cui a far sudare ancora di più il pubblico arrivano “My first wedding” e “Backfire at the disco”. Con quest’ultimo pezzo i Wombats – mansueti marsupiali australiani – salutano il loro pubblico ormai esausto dandogli appuntamento al prossimo concerto, che, se la popolarità della band continuerà a crescere, dovrà avere luogo in una sede ben più capiente di quella intima e infuocata che li ha ottimamente ospitati ieri.

 

RECENSIONE DI: Francesco Loiacono
GRAZIE A: Christian Briziobello, Ufficio Stampa KickAgency

 

The Wombats - "Backfire At The Pizza Parlour

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