Home Live Report Coca Cola Live @ Mtv - Roma 11/10/2008 (con Cure, John Legend, ZeroAssoluto e Marracash)

Coca Cola Live @ Mtv - Roma 11/10/2008 (con Cure, John Legend, ZeroAssoluto e Marracash)

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nel panorama musicale italiano. Star nostrane ed internazionali, nelle più belle piazze italiane, regalano da ormai cinque anni un concerto evento che si contraddistingue per la perfetta capacità organizzativa del gruppo MTV, sempre attento nell'abbinare la qualità artistica dei gruppi ospiti con l'appeal commerciale del "prodotto" musicale. Quest’anno un cast stellare per il live romano: Giuliano Palma & the Bluebeaters, Zeroassoluto, John Legend, Marracash e per concludere i leggendari Cure!

Quest'anno le risorse della macchina organizzativa Mtv Italia sono veramente riuscite a strafare. L'evento del 2008 vede infatti come protagonisti di primo piano assoluto The Cure, la creatura musicale di Robert Smith, l'istrionico artista inglese che da trent'anni affascina e stupisce i suoi fan con la sua capacità di stravolgere ogni canone tradizionale della musica. Smith si è esibito in occasione di questo straordinario evento romano con la rinnovata line up storica della band per suonare in anteprima mondiale il tredicesimo album del gruppo "4:13 Dream", evento trasmesso in diretta mondiale sul circuito Mtv . A precederlo sul palco un’altra star internazionale di prima grandezza: John Legend, brillante talento soul-r&b chiamato anche lui a presentare il suo nuovo lavoro "Evolver" in uscita a fine ottobre.

 

La location è anch'essa di grandissimo rilievo: quella Piazza San Giovanni in Roma che, rodata dagli ormai celeberrimi concertoni del Primo Maggio, è diventata punto di riferimento per ogni evento che preveda bagni di folla davanti alle star musicali più famose chiamate a suonare nel nostro Paese. Poche altre location consentono una capienza di centomila persone senza dover al contempo arrecare particolari disagi a zone limitrofe e offrendo uno scenario storico-artistico tanto suggestivo.

 

La rappresentanza italiana è composta da Giuliano Palma & The Bluebeaters, chiamato ad aprire le danze, quindi gli Zero Assoluto, gruppo romano amatissimo soprattutto dalle giovanissime e i Marracash, fautori di un piacevole hip-hop.

 

Alle 19:30, come preannunciato, inizia la diretta da piazza San Giovanni. Aprono il concerto i vincitori del “TDH Video Music Contest”, i “Nena & the Superyeahs”, che con la canzone “Alice sotto terra” iniziano a “scaldare” tutte le numerose persone accorse a questo grande evento. Subito dopo, sempre sul “second stage”, come viene chiamato in gergo tecnico (più semplicemente, è il “secondo palco”, allestito vicino al palco principale, che permette di mandare avanti la diretta mentre sul “Main stage” si sistemano gli strumenti e tutto quello che serve per l’ospite successivo), con “Theo è solo”, si esibiscono i “Too Much Blond”.

 

I riflettori vengono poi puntati sul palco principale, e Giuliano Palma & The Bluebeaters iniziano il loro spettacolo con “Tutta la mia città”. La folla partecipa e si diverte durante l’intera performance, ballando anche sulle note di “Se ne dicon di parole” e “Testarda io”. Restano sul palcoscenico per poco meno di venti minuti, ma tanto basta per farsi apprezzare ed esaltare gli spettatori.

 

È poi la volta degli Zero Assoluto e qui, le urla e i “gridolini” delle tantissime fans accorse solo per loro non mancano di certo. Iniziano con una canzone del loro primo lavoro, anno 2004, dal titolo “Magari meno”, ma non possono naturalmente mancare successi più recenti come “Svegliarsi la mattina” e “Sei parte di me”.

 

La pausa pubblicitaria e l’intervista al gruppo permette ai tecnici di preparare il necessario per l’arrivo in scena del primo grande ospite internazionale della serata: John Legend. Cantante statunitense di r&b e soul, ha già all’attivo ben sei album. Tre coristi, due donne e un uomo, lo accompagnano durante tutte le dodici canzoni, non solo con la voce, ma anche con divertenti balletti coordinati con i sassofonisti. Canzoni vivaci e movimentate come “Used to love U” e “Green Light”, si alternano a ballate romantiche come “Everybody knows”. Canta il suo primo successo, “Ordinary people” all’unisono con tutti i presenti, per chiudere poi, veramente in bellezza, con “Stay with you”.

 

A questo punto è il turno di Marracash (rapper italiano di origine siciliana che vive a Milano), uno dei componenti della “Dogo Gang” del “Club Dogo”. Accompagnato dalla sua “gang”, intrattiene la piazza di Roma con quattro canzoni, e lui stesso si dice sorpreso positivamente di tutto il calore che la stessa gli dimostra, specialmente poco prima dell’arrivo di quella che è la band più attesa della serata: i fantasmagorici “Cure”.

 

Ed eccoli i Cure, sono le 23 precise quando il Dottor Smith sale sul palco, ancora loro, con trent’ anni di storia alle spalle, dopo divisioni interne e cambiamenti di stile, romantici e maledetti per definizione, le icone della musica gotica anni '80 suonano di nuovo nella città eterna.

 

Del resto Rob ama Roma, l'ha dimostrato ogni volta che è venuto a suonare qui, e le occasioni sono state molte perchè la Capitale è sempre stata tappa fissa nelle tourneè dei Cure. Robert non si è mai risparmiato davanti all'Audience romano regalandogli performance generosissime e venendo sempre ricambiato da un affetto immenso da un nutritissimo popolo dark, movimento molto presente nella Città Eterna. Ed ecco allora che, dopo il grande evento del live set dei Cure davanti al Colosseo nel novembre 2004, anche allora organizzato da Mtv, Robert sceglie Roma per un altro grandissimo appuntamento, inedito nella storia del gruppo inglese: suonare in anteprima mondiale l'intera tracklist dell'ultima fatica targata Cure, "4:13 Dream" in uscita a fine ottobre.

 

Il motivo dichiarato dal gruppo è la curiosità di capire attraverso un live set quali sensazioni le nuove canzoni siano in grado di suscitare nel pubblico più affezionato, ma per chi conosce Mr Smith appare palese quanto in questa scelta abbia pesato la componente "eccentrica" ed "originale" di questa anteprima. Perchè pochi artisti come Robert sono stati aperti al cambiamento e alla volontà di stupire i fans con idee sempre nuove e "fuori dal coro" secondo quell'atteggiamento che ha fatto guadagnare a Robert la nomea di cantante istrionico.

 

La curiosità è fortissima. In primo luogo nel rivederlo: con i suoi abiti neri di una taglia almeno più grandi, i capelli folti e arruffati è rimasto quella maschera dark tanto cara ai ragazzi degli anni '80. Poi ci sono Porl Thompson (chitarra) e Simon Gallup (basso), compagni storici di Robert nell'esperienza Cure, stretti tra loro anche da vincoli familiari dato che Porl ha sposato una sorella di Robert e Simon la sorella di Porl..

 

Altra curiosità è capire a quale tipo di Cure-sound si avvicinerà di più questo nuovo lavoro, se ai ritmi più rockeggianti del passato recente o alle ballate dark di “Disintegration” e “Bloodflowers”. L'unica certezza sono le lyrics: il marchio di produzione Robert Smith garantisce da trent'anni testi mai banali, dove in primo piano ci sono i rapporti umani, le relazioni di coppia e tutto quell'universo di tensioni, passioni, gioie e lacerazioni che racchiudono e che Mr Smith ha sempre saputo rendere con maestria assoluta sia sul piano dei testi che della musica.

 

La prima parte del concerto è dedicata alle tredici songs dell'album 4:13 Dream suonate l'una dopo l'altra. Inutile soffermarsi sulle capacità tecniche del gruppo. Stiamo sicuramente parlando di giganti nei loro ruoli, basti ricordare che Porl Thompson ha suonato anche con Jimmy Page e Robert Plant, che Simon è uno dei migliori bassisti new wave in circolazione e che la voce di Robert Smith è semplicemente unica. La mia imprssione è, sostanzialmente, molto positiva.

 

Mi sembra palese un ritorno alle sonorità di “Bloodflower” e “Disintegration”: alla canzone da tre minuti e mezzo rockeggiante ma senz'anima che aveva, ahimè, caratterizzato l’ultimo album dei Cure c'è un ritorno a raccontare storie ed emozioni, ovvero ciò che a Robert riesce meglio, accompagnandosi con arrangiamenti molto tecnici e ricercati.

 

Dei tredici brani che compongono il nuovo album voglio citare “The Perfect Boy” e “The Hungry ghost” come ballads di maggiore appeal, “Freakshow” che rimanda a sonorità più "allegre", alla “In Between days” per intenderci e infine “The screma” e “It's over” per l’accuratezza del sound, potente più che mai. Bisogna infatti sottolineare che la novità più importante di questo ultimo lavoro targato Cure sembra proprio risiedere negli arrangiamenti, meno immediati e più tecnici, che conferiscono certamente lustro all'esperienza del gruppo e che li consacrano a band decisamente matura. Un album quindi che, se difficilmente potrà far breccia su quella parte di audience che ricerca soltanto la canzoncina orecchiabile, consacra la band inglese nell’Olimpo del rock internazionale.

 

La seconda parte del concerto è dedicata invece alle hits storiche del gruppo. Si comincia con “Lullaby”, il singolo del '90 che anche grazie ad un video inquietante girato come al solito da Tim Pope ha reso celebre la band al grande pubblico. Quindi “The walk”, primo brano dall'easy listening pubblicato dopo la trilogia dark (“Seventeen Seconds”, “Faith”, “Pornography”) cantato a memoria da buona parte dei vecchi fan presenti al concerto. Immancabile la successione “Friday I'm in love”, “In between days”, “Just like Heaven”, suonatissime nei dancefloor revival anni'80, che rivelano lo spirito più allegro e danzereccio del Dottor Smith. In conclusione, “Boys don't cry”, uno dei brani più conosciuti, sebbene datato 1980, ma attualizzato da innumerevoli remix.

 

Il tempo stringe e dalla scaletta vengono tagliati altri brani epici in programma quali “Pictures of You”, “Primari” e la immancabile “A forest”, tradizionalmente brano conclusivo dei concerti Cure, stavolta assente. Siamo comunque tranquilli, i Cure torneranno in Italia e certamente a Roma, per regalarci altre indimenticabili emozioni come da trent'anni ad oggi.

 

Scaletta Intero Concerto:

 

NENA AND THE SUPERYEAHS
- Alice sotto terra

 

TOO MUCH BLOND
- Theo è solo

 

GIULIANO PALMA AND THE BLUEBEATERS
- Tutta la mia città
- Se ne dicon di parole
- Testarda io

 

ZERO ASSOLUTO
- Magari meno
- Quello che mi davi tu
- Svegliarsi la mattina
- Semplicemente
- Sei parte di me

 

JOHN LEGEND
- Used to love u
- Let’s get lifted
- Alright
- PDA
- Satisfaction
- Still number 1
- Spottie Ottie/ I can change/ I want u
- Everybody knows
- Green light
- Save room
- Ordinary people
- Stay with you

 

MARRACASH
- Puro Bogotà
- Dritto al punto
- Badabum cha cha
- Non confondermi

 

THE CURE
Parte Prima
- Underneath the stars
- The Only One
- The Reasons Why
- Freakshow
- Sirensong
- The Real Snow White
- The Hungry Ghost
- Switch
- The Perfect Boy
- This.Here and now.With you
- Sleep when I’m dead
- The scream
- It’s Over
Parte Seconda
- Lullaby
- Fascination Street
- Wrong Number
- The End of the World
- The Walk
- Lovesong
- Friday I’m in Love
- In Between Days
- Just like Heaven
- Boys don’t cry

 
GRAZIE A: Ufficio Stampa Mtv Italia

 

Esibizione live dei Cure con “Lullaby”



Esibizione live di John Legend con “Ordinary People”

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