Una serata indimenticabile per ripercorrere la carriera di colei che, anno dopo anno, canzone dopo canzone, si conferma sempre maggiormente come la più talentuosa, intensa e creativa cantautrice italiana: questo concerto spettacolare segna indubbiamente un passo fondamentale e memorabile del suo itinerario artistico e testimonia il raggiungimento di una maturità creativa ed interpretativa che non può non conquistare un pubblico numerosissimo, estasiato e letteralmente travolto dalla straordinaria sensibilità musicale di Elisa.
E’ giunta inaspettata questa sensazionale sorpresa rivolta ai suoi più fedeli ammiratori: Elisa, dopo aver pubblicato quest’estate in America un album che racchiude tutti i suoi più preziosi gioielli musicali, nei prossimi mesi si recherà oltreoceano per promuovere questo ambizioso progetto discografico; l’obiettivo è quello di lanciare la cantautrice friulana verso l’empireo di un successo internazionale travolgente, quello che il suo talento e le sue potenziali artistiche meriterebbero senza alcuna ombra di dubbio. Con la prospettiva di rimanere lontana dal nostro paese per un periodo piuttosto lungo Elisa ha però deciso di donare ai propri fans italiani un inestimabile regalo di congedo, ovvero questa mini-tourneè di tre date a Verona, Roma e Milano (precedute da una tappa-zero andata in scena a Pesaro) che non avrebbe potuto portare un nome più azzeccato di “Mechanical Dream”.
Chi ha avuto il privilegio di assistere a questo sublime concerto non avrebbe nessuna esitazione nell’affermare che si tratta infatti di una eclettica ed armoniosa fusione di ottima musica, modernissima tecnologia e avveniristiche soluzioni coreografiche creata da una sinergia di talenti fertili di idee e desiderio di emozionare e catturare il pubblico. L’architettura musicale dello show è stata ovviamente concepita dalla stessa Elisa, affiancata dai musicisti che più che una semplice band sono ormai per lei degli alfieri insostituibili, dei compagni di viaggio e di vita che i veri Elisanti (così amano definirsi i fans più accaniti dell’artista di Monfalcone) hanno imparato anno dopo anno ad apprezzare umanamente e musicalmente quasi come la loro beniamina: Andrea Rigonat alle chitarre, Max Gelsi al basso, Andrea Fontana alla batteria e Gianluca Ballarin alle tastiere.
Il palco estremamente tecnologico, le sensazionali screen-projections e i giochi di luci del tutto sorprendenti e futuristici sono stati disegnati da Mamo Pozzoli e fanno da contrappunto in maniera egregia alle diverse sensazioni trasmesse dai potentissimi brani che, nonostante la sua giovane età, già costellano il repertorio di Elisa. Numerosi anche gli episodi di danza curati dal coreografo e regista italiano Luca Tommassini (in passato ballerino al cospetto di sua maestà Madonna e da qualche anno al servizio di star di prima grandezza come Kylie Minogue, Geri Halliwell e Giorgia con la sua irrefrenabile creatività) che ha plasmato i movimenti del proprio corpo di ballo spaziando dalla tradizione del walzer sino a soluzioni estremamente moderne e coinvolgenti di non comune suggestione. A completare questo sublime quadro le esibizioni di incommensurabile eleganza delle atlete della nazionale italiana di ginnastica ritmica reduce dalla trasferta alle Olimpiadi di Pechino, orgogliose di mostrare il proprio talento eccezionale in un contesto artistico inconsueto ma assolutamente stimolante.
Il concerto si apre sulle note di “Stay”, uno dei più recenti e celebri singoli dell’artista di Monfalcone: sembra che Elisa compaia sulla parte sopraelevata del palcoscenico e stia per iniziare a cantare ma, primo colpo di scena, ecco la vera Elisa irrompere e distruggere con un sol colpo di mazza da baseball il fantoccio con le sue sembianze, una scena di assoluto impatto per iniziare alla grande un live pieno di sorprese! Indossando una salopette da lavoro del tutto in sintonia con la tematica “industriale” su cui è stato costruito lo show, una scatenata Elisa propone una sequenza di brani che alterna energiche scariche di adrenalina a momenti più intimistici, romantici e struggenti: tra le perle di questa prima sezione del concerto sono da segnalare indubbiamente “Together”, con una coreografia di grande potenza e suggestione e una finta invasione di palco che lascia tutto il pubblico per qualche secondo col fiato mozzato, e due delle ballate a mio avviso tra i pezzi più intensi e memorabili della sua decennale carriera, ovvero “Heaven Out Of Hell” e “Rock Your Soul”, entrambe tratte dal disco-capolavoro “Then comes the sun”.
Non c’è però solo spazio per i brani più rappresentativi del repertorio discografico della giovane artista friulana: difatti, in occasione di questo mini tour di spettacolari concerti, Elisa ha deciso di inserire in scaletta anche alcune cover di canzoni che abbiano in qualche modo segnato ed influenzato il suo itinerario di crescita musicale: si tratta di “Mad world” dei Tears for Fears (accompagnata da una intrigante coreografia con Elisa e le ballerine del corpo di ballo col volto coperto da maschere ed un suggestivo e sensuale gioco di ventagli), “Wuthering heights” di Kate Bush (indubbiamente la più riuscita, in una versione piano solo che ha condotto il pubblico in uno stato di estasi e commozione eccezionale), “What’s up” delle 4 Non Blondes e “Calling You” di Jevetta Steel.
La sezione centrale dello spettacolo mostra però il lato maggiormente rock ed energico di Elisa includendo in un medley trascinante che non concede tregua alle emozioni dello spettatore brani amatissimi dal grande pubblico (come “Rainbow” e “Labyrinth”), assieme ad alcune poco conosciute ma preziosissime chicche riservate agli ammiratori più fedeli (tra le quali “Mr want”, “Fever”, “Shadow Zone” e “Bitter words”). Assolutamente adatto a questa atmosfera anche il look proposto da Elisa, che per l’occasione indossa un’aggressiva tuta in latex nero e inforca la chitarra elettrica pronta a stupire e travolgere gli spettatori con una carica fortissima di pulsante potenza elettrica. Conclude questo momento un’interpretazione sensazionale di “Cure me”: i ballerini legano al corpetto di Elisa delle bande di tessuto bianche che un poderoso ventilatore fa innalzare in aria in maniera vorticosa mentre viene intonato questo brano di eccezionale impatto sonoro. Indubbiamente le parole non sono abbastanza per descrivere questo originale e coinvolgente momento coreografico.
In questo show sorprendente c’è anche spazio per la poesia: sugli schermi vengono proiettate le immagini di Elisa che recita due poesie di James Douglas Morrison (“Severed Garden” e “Awake”) che lasciano il segno, pervadendo il pubblico di un profondo senso di inquietudine e commozione.
La chiusura del concerto torna a celebrare la carriera di Elisa, ripercorrendone altri momenti salienti: si va da un’interpretazione in chiave acustica di “Broken” ai brividi a fior di pelle di “Dancing” con Elisa da sola al pianoforte, da una versione riarrangiata (in maniera a mio parere decisamente più intensa e convincente della versione studio) della cover di “Almeno tu nell’universo” sino ai brani in italiano che hanno permesso di far conoscere ed apprezzare ad un più vasto pubblico lo straordinario, complesso ed affascinate universo musicale dell’artista di Monfalcone: “Una poesia anche per te”, “Luce (tramonti a nord-est)” (brano vincitrice di una delle ultime edizioni del Festival di Sanremo veramente memorabili) e, a concludere queste due ore e mezza di ottima musica e appassionante spettacolo, “Gli ostacoli del cuore”, il pezzo che nella versione originale era stato interpretato in duetto con Ligabue e aveva condotto il primo greatest hits di Elisa in vetta alle classifiche di vendita per mesi e mesi.
Questi sono stati gli ingredienti di una serata impeccabile che ci consegna una Elisa incredibilmente più matura e davvero lontana da quell’immagine di ragazza con eccezionali doti vocali ma un po’ “timida e impacciata” ai quali ci aveva da anni abituato; ora Elisa è decisamente diventata un’artista a tutto tondo, pur conservando anima, cuore e capacità di emozionare, ed è decisamente pronta al grande salto che ci auguriamo venga spiccato con l’avventura americana che si appresta ad affrontare. Un’avventura per la quale noi tutti Elisanti italiani non possiamo che augurarle il più grande “in bocca al lupo” che si possa immaginare.
SCALETTA
1. Intro Stay
2. Together
3. Sleeping in your hand
4. Eppure sentire
5. Heaven out of hell
6. Qualcosa che non c'è
7. Rock your soul
8. It is what it is
9. Tic tac
10. (Interlude) Mechanical groove
11. Mad world (cover Tears for Fears)
12. Wuthering heights (cover Kate Bush)
(Medley):
13. Rainbow
14. Mr want
15. Fever
16. Labyrinth
17. Bitter words
18. Shadow zone
19. Cure me
20. What's up (cover 4 non blondes)
21. Broken
22. Dancing
23. (Interlude) Gymnasium
24. Calling you (cover Jevetta Steel - Soundtrack Bagdad Cafè)
25. Almeno tu nell'universo
26. Una poesia anche per te
27. The waves
28. Luce (tramonti a Nord-est)
29. Stay
30. Gli Ostacoli Del Cuore
2. Together
3. Sleeping in your hand
4. Eppure sentire
5. Heaven out of hell
6. Qualcosa che non c'è
7. Rock your soul
8. It is what it is
9. Tic tac
10. (Interlude) Mechanical groove
11. Mad world (cover Tears for Fears)
12. Wuthering heights (cover Kate Bush)
(Medley):
13. Rainbow
14. Mr want
15. Fever
16. Labyrinth
17. Bitter words
18. Shadow zone
19. Cure me
20. What's up (cover 4 non blondes)
21. Broken
22. Dancing
23. (Interlude) Gymnasium
24. Calling you (cover Jevetta Steel - Soundtrack Bagdad Cafè)
25. Almeno tu nell'universo
26. Una poesia anche per te
27. The waves
28. Luce (tramonti a Nord-est)
29. Stay
30. Gli Ostacoli Del Cuore
Severed Garden (di James Morrison)
Oh, Sono Stufo del dubbio
Di vivere alla luce di un certo
Sud
Legàmi crudeli
I servi hanno il potere
uomini spregevoli e le loro volgari donne
uomini spregevoli e le loro volgari donne
stendono misere coperte sui
nostri marinai
Sono stufo di facce severe
Che mi fissano dalla torre televisiva
voglio delle rose nel pergolato del mio giardino; capito?
Bambini regali, rubini
devono ora prendere il posto
di stranieri abortiti nel fango
Questi mutanti, pasto di sangue
per la pianta seminata
Stanno aspettando di portarci nel
giardino separato
Sai quanto pallida e sfrenatamente eccitante
viene la morte a una strana ora
inattesa, imprevista
come uno spaventoso ospite più che amichevole che ti
sei portato a letto
La morte rende angeli tutti noi
e ci dà ali
dove avevamo spalle
lisce come corvine
grinfie
Basta denaro, basta abiti di lusso
Quest'altro Regno é di gran lunga migliore
finchè la sua doppia faccia rivela l'incesto
e la libera obbedienza a una legge idiota
Non andrò
Preferisco una Festa di Amici
Alla Grande Famiglia
SUL WEB: www.elisatoffoli.com - www.elisafunclub.it - www.toffoland.com
Photogallery con immagini dei concerti di Verona e Roma
Esibizione live di "Together" all'Arena di Verona
Esibizione live di "Wuthering heights" all'Arena di Verona
























