Una serata indimenticabile. Lo storico gruppo inglese ha saputo regalare due ore e mezza di emozioni sincere e profonde al pubblico italiano accorso in massa da tutta l'Italia centrale e non solo per acclamare i propri idoli musicali. Pochi grandi artisti sono in grado di far provare tante sensazioni distinte, dall'esaltazione al pianto, dal tripudio alla malinconia. E pochi artisti sanno unire con tanta coesione generazioni diverse, famiglie intere consacrate all'amore per questo gruppo unico che ha saputo rinnovarsi senza minimamente intaccare l'altissima qualità della loro produzione musicale e delle loro performance live.
Il tour di presentazione del nuovo album dei Queen con Paul Rodgers, “The Cosmos Rocks”, non è, e non potrebbe essere altrimenti, un concerto qualsiasi. Quando un gruppo si chiama Queen, qualunque loro data non può essere definita un semplice concerto ma si deve necessariamente parlare di un grande evento.
Uno show preparato nei minimi dettagli, una scaletta ben rodata dove trova il giusto spazio tutto ciò che il pubblico si aspetta da un happening del genere: i vecchi successi storici del gruppo, alcuni brani del nuovo album ma soprattutto alcuni momenti da primi attori dei loro idoli. Il concerto di stasera ha saputo offrire tutto questo ben oltre ogni più rosea aspettativa e il pubblico ha ricambiato con un entusiasmo a tratti debordante che ha portato più volte Brian e Paul a ringraziare Roma per il tanto affetto.
Il Palalottomatica è pieno in ogni ordine di posto, anche il parterre è stracolmo: davanti a me famiglie intere, molti capelli bianchi e coppie di cinquantenni che considerano questa come una delle serate musicalmente più importanti della loro vita. A fianco a loro c'è di tutto: dai fan più folkloristici, vestiti da Freddy Mercuri, a tutti coloro che, in generale, sono amanti della buona musica e sanno che a un concerto dei Queen non si può mancare.
E del resto i Queen sanno che gran parte del loro attuale pubblico è composto da questa tipologia di spettatori, e lo show sembra preparato apposta per risultare quasi come un premio fedeltà consegnato al loro audience.
Il live set comincia con precisione britannica alle nove in punto, e l'inizio è veramente da brividi. Luci spente, tuoni e fulmini proiettati sul grande schermo di sfondo al palco. Immagini del Cosmo che avanza verso il Pianeta Terra. Signore e signori…irrompe il riff di chitarra di “Surfs Up…Schools Out”, l'unica parola che può descrivere quello che accade è delirio allo stato puro! Sul palco le tre leggende tanto attese : Brian May con in braccio la sua fida Red Special, Roger Taylor alla batteria col suo sguardo da guascone buono e con qualche kilo palesemente di troppo, e Paul Rodgers, che vanta una forma fisica smagliante al microfono, tre scalmanati sessantenni con una voglia incredibile di fare del vecchio e sano rock’n’roll. Sul palco Brian comincia le sue scorribande e basta la sua prima inquadratura perchè l'acclamazione salga alle stelle in un tripudio gridato a perdifiato che si ripete sull'immagine di Roger alla batteria.
E' il momento di “Tie Your Mother Down” che infiamma il pubblico ancora in preda all'entusiasmo, che canta a squarciagola e salta a ritmo di musica come nella migliore tradizione rock. Il blues di “Fat Bottomed Girls” regala un momento di temporanea tregua al pubblico, giusto il tempo di riposare le gambe dall'effetto domino dei brani di apertura e consente a Paul di esprimersi al meglio. L'ex cantante dei Free infatti risulta particolarmente a suo agio nei brani più spiccatamente blues.
Ecco però che l’atmosfera cambia ancora con il funky di “Another One Bites the Dust”. Le immagini di sfondo proiettano un cow boy che impugna la pistola e subito dopo Roger Taylor, anche lui acclamatissimo, che stasera proprio non vuole sbagliare un colpo dimostrando di essere in forma strepitosa. Si passa quindi all’hard rock di “I Want it All” che viene proposta nella versione album e non con il celeberrimo intro a cappella, probabilmente inadeguato alle caratteristiche del nuovo vocalist. L'effetto è quello di una scarica elettrica fortissima che porta nuovamente il pubblico all'entusiasmo più totale.
Concludono questa prima parte dello show una memorabile “I Want To Break Free” e “C-lebrity”, tratta dall'ultimo album e già acclamatissima da un pubblico che non distingue tra vecchi e nuovi successi, mostrando per ogni singolo brano lo stesso amore e lo stesso entusiasmo.
Quello che emerge dopo questi primi brani della scaletta è un affiatamento di gruppo elevatissimo. Diciamolo subito, gran parte del pubblico rimpiange Freddy e vedeva soprattutto in lui l'anima dei Queen, soprattutto nelle versioni live. Tutti sappiamo che musicalmente Paul Rodgers è ben diverso da Freddy, sia come resa vocale che come appeal da frontman. Ma Paul ha avuto fin da subito l'umiltà di proporsi all'audience storico dei Queen come personaggio semplice, amante del rock e in sintonia col resto della band e soprattutto mai ha voluto proporsi come il sostituto di Freddy. Il pubblico ha capito questa sua umiltà e la sua passione per il rock&roll e l'ho ha premiato prendendolo in simpatia e applaudendolo ad ogni sua performance.
Ne è dimostrazione questa seconda parte dello show, che si svolge lungo il palco che si insinua a metà parterre, letteralmente in mezzo al pubblico. Comincia Paul che si esibisce chitarra alla mano in una rilassante ballad, “Seagull”. Tocca poi a Brian prendere lo scettro e avvicinarsi al pubblico cantando una versione incredibilmente romantica e toccante di "Love of my life". Una versione acustica lenta ed emozionantissima: Brian è sinceramente commosso ascoltando tutto il pubblico che canta, le immagini di Freddy sullo sfondo, l'indice di Brian verso il cielo a fine canzone…sensazioni difficilmente descrivibili per chi non ha assistito al concerto.
Sul palco al fianco di Brian sale Roger per eseguire insieme “'39”. Tutto il pubblico intona questo storico brano dei Queen. Brian lascia il palco a Roger e l'attenzione del pubblico si riversa interamente sull'ossigenato batterista che si esibisce in un curioso gioco sonoro battendo a ritmo di “Another one bites the dust” il contrabasso di Miranda ed eseguendo poi la mitica “I’m in love with my car”. Le fan vanno in visibilio. E infatti il platinato sessantenne che da poco si accompagna con la giovane venticinquenne Sarina risulta ancora oggi il sex symbol del gruppo e non è raro ascoltare tra il pubblico le urla di apprezzamento nei suoi confronti da parte delle sue ammiratrici giovani e non solo.
A concludere questa parte "intima" dello show, dove i personaggi più amati del gruppo si sono esibiti singolarmente a portata di foto e di sguardi col pubblico, ecco tutto il gruppo insieme ad intonare una versione acustica stupenda di "Say it's not true", la canzone composta per il Mandela Day nel 2007 ed ospitata in versione album nel nuovo The Cosmos Rocks.
La terza parte dello show è dedicata alle opere da solisti di Paul e Brian. Aprono le danze “Bad Company” e “Feel like making love”, due romantiche ballads di Rodgers che esaltano la sua voce e le sue doti artistiche. Quindi, come da oltre trent’anni a questa parte, i concerti dei Queen vengono scanditi dagli assoli di Brian May, che esegue prima il solo di Brighton Rock, tessendo una ragnatela di parti in equilibrio tra loro, aiutandosi con l’echoplex, poi “Bijou”,commoventissima, durante la quale Freddie appare sul maxischermo, mentre gli altoparlanti diffondono il nastro con la sua voce, tra l'acclamazione commossa del pubblico ed infine “Last Horizon”, tratta dal suo album solista del 1992, “Back to the Light”.
L'ultima parte dello show è nuovamente dedicata alle hit storiche del gruppo, comincia quindi una serie di titoli che sono storia della musica e che iniettano nuovamente adrenalina pura nel parterre e negli spalti. Si comincia con “Crazy little thing called love”, che fa impazzire e saltare tutto il pubblico. Quindi la celeberrima “It's a kind of magic” ballatissima ed attesa dai fan più giovani, quindi “The show must go on”, non proprio adatta a Paul ma comunque ben eseguita.
E' Il momento di “Radio Ga Ga”. Tutto il pubblico segue il ritmo battendo le mani e canta a squarciagola, per Paul e Brian è la resa. Un qualsiasi pubblico non può umanamente dare di più. E' ora il turno di “Bohemian Rapsody”. Sicuramente una delle fasi più toccanti dell’intero show: sul maxischermo Freddie suona il pianoforte e intona la canzone, sul palco il solo Brian ad eseguire l’assolo; dopo l’intermezzo operistico che il pubblico accompagna con i “Galileo”, torna la voce di Paul Rodgers che ci riporta al presente nella parte finale più rockeggiante. È il delirio più totale. La band si prende il giusto applauso e scompare dallo stage, per riapparire nel bis che chiude il concerto: “Cosmos Rockin’”, tratta dal nuovo album, “All Right Now”, brano di maggior successo dei Free, per concludere con le classiche “We Will Rock You” e “We Are the Champions” delle quali il pubblico - nonostante sia stremato da due ore di cori si impossessa dall’inizio alla fine cantandole in un tutt’uno con la band. A chiudere il concerto, come sempre, dal 1974 ad oggi, l’inno inglese “God Save The Queen” riarrangiato da un Brian May “à la Hendrix” che fa da sottofondo alla passerella finale del gruppo.
La soddisfazione è palpabile tra il pubblico così come la convinzione di aver assistito ad un evento unico e indimenticabile. I fan più appassionati sanno bene che la scaletta del concerto è sostanzialmente identica a quella presentata nel 2005 con la presenza di sole quattro canzoni nuove tratte dall'ultimo album, e questo può rappresentare un limite, ma è anche vero che questo live set appare qualitativamente ben superiore a quello di tre anni fa. Il nuovo gruppo risulta meglio amalgamato, con più voglia di divertirsi e far divertire il pubblico. Gli arrangiamenti sono stati in buona parte variati e resi più aggressivi, il tono di tutto il gruppo è maggiormente proteso al Rock. Dimostrazione ne sono le nuove canzoni che si inseriscono perfettamente nell'impianto già rodato dei vecchi successi del gruppo e che consentono a Paul di integrare meglio i suoi brani con quelle canzoni che erano cucite apposta su tonalità che solo Freddy poteva raggiungere.
In conclusione l’evento del Palalottomatica, oltre ad avere reso un sincero omaggio ad uno dei più grandi gruppi nella storia del rock, ci mostra altresì lo stato di forma di May , Rodgers e Taylor che, nonostante l’incedere degli anni, non hanno perso la voglia di infiammare il pubblico con il più classico dei rock’n’roll: un mix micidiale di stile ed energia.
L'ultimo pensiero va a lui, il grande assente, quel Freddy Mercury che a Roma non ha mai suonato e che ogni spettatore, chiudendo gli occhi, ha avvertito presente sul palco col suo carisma unico…proprio vero…"Rock&roll will never die".
SCALETTA
1. Surfs Up…Schools Out (da “The Cosmos Rocks”)
2. Tie Your Mother Down
3. Fat Bottomed Girls
4. Another One Bites The Dust
5. I Want It All
6. I Want To Break Free
7. C-lebrity (da “The Cosmos Rocks”)
8. Seagull (balata di Paul Rodgers)
9. Love Of My Life (solo Brian May)
10. ‘39 (Brian May con Roger al tamburello)
11. Drum Solo di Roger Taylor
12. I’m In Love With My Car (Roger Taylor)
13. Say It’s Not True (da “The Cosmos Rocks”)(Paul,Roger,Brian versione acustica)
14. Bad Company (di Paul Rodgers)
15. Feel Like Making Love (di Paul Rodgers)
16. Guitar Solo di Brian May (Brighton Rock)
17. Bijou (di Brian May)
18. Last Horizon (di Brian May, tratto dal suo album solista “Back To The Light”)
19. Crazy Little Thing Called Love
20. It’s A Kind Of Magic
21. The Show Must Go On
22. Radio Ga Ga
23. Bohemian Rapsody
Encore
24. Cosmos Rockin’ (da “The Cosmos Rocks”)
25. All Right Now (dei Free, ex gruppo di Paul Rodgers)
26. We Will Rock You
27. We Are The Champions
28. God Save The Queen
SUL WEB: http://www.queenpluspaulrodgers.com - www.queenonline.com - www.queenitalia.it - www.queenworld.com
Rivivi il concerto su Youtube:
"Love of my life"
"Bohemian Rapsody"
Spezzoni vari del concerto
























