Home Live Report Phoebe Killdeer & the Short Straws live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 11/09/2008

Phoebe Killdeer & the Short Straws live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 11/09/2008

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L'undici settembre di quest'anno risulta meno nefasto di quanto la kabala vorrebbe e ci regala un evento lieto ed atteso tutta un’estate: la riapertura della stagione degli spettacoli live al romano Circolo degli Artisti con un cartellone per il mese di settembre di primissimo piano, a cui farà seguito un ottobre a dir poco eccezionale e, c'è da scommetterci, una programmazione per tutta la stagione che consacrerà il locale alle porte del Pigneto come il punto di riferimento per gli amanti della musica alternativa romana.

La serata è già di per sè gradevole. La piscina ancora in funzione, la presenza delle telecamere di MTV per le selezioni di nuovi VJ, la pizzeria attivissima e quegli spazi aperti ancora non troppo affollati come sono usualmente di venerdì e sabato al Circolo. Il concerto di oggi prevede due gruppi di apertura: i Milk White e i Bud Spencer Blues Explosion (fin troppo palese il panegirico con i Jon Spencer Blues Explosion!). Sono in pochi a sentirli tra la platea: autori di due EP da rispettare per l'impegno profuso, fanno presenza sul palco del Circolo in occasione della riapertura e non è poco.

 

Verso mezzanotte si presenta sul palco Phoebe Killdeer col suo gruppo, gli Short Straws. La scena cambia in un istante. L'artista australiana si presenta infatti con tutte le credenziali per candidarsi allo scettro di reginetta della musica rock alternativa. Una voce bassa e profonda, un fisico longilineo e sensuale, grande carisma e talento artistico.

 

Ad accompagnarla un gruppo altrettanto talentuoso e dotato di presenza scenica. Non si può infatti certo dire che il longilineo chitarrista Cedric le Roux passi inosservato: con un abitino in pelle nera attillatissimo, e la canotta bianca del nonno sopra la scorza da duro crea un appeal irresistibile verso tutto il pubblico, rubando ampiamente la scena alla di rosso vestita Phoebe, che comunque recita a puntino il ruolo di primadonna duettando con Le Roux ad ogni canzone.

 

Phoebe Killdeer deve certamente la sua celebrità all'album "Bande a part" dei Nouvelle Vague grazie alla cui tourneè internazionale il suo look da streghetta malvagia e il suo cantato roco, grave e profondo hanno potuto farsi conoscere ed apprezzare in tutto il mondo.

 

La giovane cantante australiana ci regala anche in questa serata una performance degna del suo carisma. Pienamente a suo agio nei panni della guest star della serata, accompagnata da un gruppo di artisti che in tutto e per tutto suonano al servizio della sua voce splendida e particolarissima, ci regala una teatralità sia interpretativa che scenica di grandissimo impatto.

 

La sua voce roca, spesso paragonata a quella di PJ Harvey, riesce a dare un tono vagamente macabro anche ai pezzi in apparenza più ballabili e alla fine dell'ascolto proprio questo retrogusto austero risulterà essere la nota costante più pregevole di tutto l'album.

 

Una cantante da strada per la sua straordinaria capacità di improvvisazione ma altrettanto in grado di non sfigurare nei salotti buoni per la sua teatralità e le sue ambientazioni intime. Che la ragazza australiana avesse talento del resto è emerso fin dalla sua giovane età, quando già ascoltava quelli che sarebbero poi diventate le sue principali influenze artistiche, come Nick Cave e Tom Waits. Le sue numerose collaborazioni con artisti del calibro di Basement Jazz, Bang Gang, True Stories e Ernest Saint Laurent mostrano altresì la poliedricità dell'artista.

 

Il suo primo album solista, prodotto da Marc Collin, “Weather's coming”, è un certamente uno degli album di debutto più piacevolmente sorprendenti dell'anno. Dimostrazione ne è il successo che sta avendo la tourneè con la quale viene presentata in tutto il mondo quest'opera prima.

 

Il concerto si apre con “Paranoia”, primo singolo tratto dall'album e probabilmente il brano più orecchiabile, dove Phoebe si esercita in un cantato-parlato colmo di alti e bassi, perfettamente accompagnata dalla batteria e dal basso che, come nei restanti pezzi, operano proprio in funzione della sua voce e delle sue mille sfumature vocali.

 

Del resto l'affiatamento tra singer e Short Straws risulta evidente durante tutta l'esibizione. Il concerto prosegue con “Let Me” e “He's gone” mantenendosi su toni elevatissimi e costringendo tutto il pubblico a muoversi nonostante la platea del Circolo sia andata via via riempendosi e il caldo cominci a farsi sentire.

 

Si arriva così a “Somebody” e sembra quasi di assistere a un rituale eucaristico quando le luci si spengono e Phoebe comincia il suo canto a metà tra la litania e il recitato, accendendo e spegnendo fiammiferi mentre guarda il pubblico che la fissa in uno scrupoloso silenzio.

 

Il concerto propone quasi l'intero album ed è facile quindi notare come lo stesso sia suddiviso in due tipologie di canzoni. Da un lato quelle che propongono la voce di Phoebe in primissimo piano con un accompagnamento musicale lasciato a far solo da sottofondo e che determinano l'effetto maggiormente suggestivo, quasi psichedelico, e di grande impatto emotivo sull'audience. Dall’altro le canzoni in cui prevale una piena amalgama tra voce e musica tanto da fondersi in una sonorità unica con una capacità di trascinare il pubblico elevatissima che dal vivo raggiunge sicuramente gli apici.

 

E' così la serata alterna momenti intimi dall'ambientazione quasi dark a ballate irresistibili come con “Never tell a lie” o “How far”, lasciando pienamente soddisfatto il pubblico accorso ad assistere alla prima performance live della stagione al Circolo.

 

Una esibizione che non ha veramente deluso nessuno confermando tutte le entusiastiche impressioni che l'artista australiana aveva saputo infondere fin dagli albori della sua carriera. E pensando alla sua giovane età e al fatto che siamo solo di fronte alla prima prova artistica di Phoebe, non si può non essere ottimisti per il futuro della cantante australiana.

 

Ringraziamo il Circolo degli Artisti per averci offerto l'ennesima occasione di misurarci con artisti internazionali di così elevato talento.

 
GRAZIE A: Ufficio Stampa KickAgency

 

Da YouTube, un esempio della capacità d'improvvisazione di Phoebe:

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