Home Live Report Indeepandance: la creatività maestra, tra musica, parole, arte e divertimento - 13/09/2008

Indeepandance: la creatività maestra, tra musica, parole, arte e divertimento - 13/09/2008

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Milano come dovrebbe essere sempre, pregna di quel vasto numero di appassionati di musica che attualmente la popolano per gli appuntamenti mensili del rinomato MiTo. Adesso più che mai arricchito. Una serata maestosa e potente, i cui re assoluti sono stati i due video-artisti Masbedo, abilissimi maestri dell'immagine, Cosma, eterno, Aldo Nove, le cui poesie hanno fatto da cornice lieve dell'opera, e la performance della ben nota band di Cristiano Godano a coronare il pacchetto artistico.

Si parlava da tempo di questo mini festival (MusicAcross, articolato in tre giorni dal 12 al 14 Settembre) che avrebbe visto coinvolti artisti emergenti e non, provenienti da ogni paese europeo nell'ambito della sua parentesi LiveAcross, con tanto di biglietto unico a soli 10 euro, e quattro locali coinvolti e differenziati per genere musicale, dal rock al songwriting, dall'elettronica all'hardcore.

 

Ricca ancor di più lo sarà dal 2010, quando l'altra parte di MusicAcross, Contemporanea, dedicata alla musica contemporanea, vedrà esibirsi al Teatro Ponchielli di Cremona i migliori compositori italiani e non solo in una creativa riproposizione del repertorio monteverdiano, con tanto di nuove composizioni affidate ai celeberrimi Ivan Fedele e Luca Francesconi.

 

Esaltante è MusicAcross nel suo terzo e immaginifico progetto Indeepandance. Voluto ed ideato da Vittorio Cosma (PFM), dallo scrittore Aldo Nove ("Superwoobinda" 1998) e dai video-artisti Masbedo (Nicolò Masazza e Jacopo Bedogni), con la direzione artistica di Caterina Caselli, il progetto è una vera e propria opera multimediale.

 

L’evento si svolge all’interno dell'Arena Civica, tra il bosco incontaminato e fiero del Parco Sempione in una spesso troppo affollata Milano: un cubo creato in tensostruttura coperta, in cui lo spettatore, entrando, può visivamente ed emotivamente percepire quello che sarà l'inizio di una serata che probabilmente passerà alla storia.

 

Venerdì 12 Settembre gli ospiti in cartellone erano Gianni Maroccolo e i Marlene Kuntz, ma nessuno avrebbe pensato come si sarebbe sviluppata la serata intera. Un mini cubo interno al grande cubo (un po' a ricordare il métateatro che si andrà poi a creare) fornito di computer, microfoni, casse e strumenti musicali, nel quale salgono i quattro ideatori dello spettacolo-opera. Davanti a loro, e ad ogni spettatore, quattro immensi teloni ancora bianchi, alle pareti della struttura intera. Nello stesso spazio e nello stesso momento l'opera ha racchiuso nella sua essenza differenti linguaggi artistici, dalla musica (regina delle arti comunicative, qui divenuta veicolo emozionale delle parole e delle immagini) alla danza, passando per la poesia e la videoarte.

 

Tredici quadri, l'uno in successione all'altro, a toccare i temi cruciali dell'esistenza dell'uomo, dal sentimento alle frustrazioni, dalla finanza all'universo, in un viaggio emozionale attraverso cui ogni quadro è in sostanza una piccola opera d'arte stessa, della durata variabile di cinque-dieci minuti, e visibile nei quattro maxi-schermi, tra immagini registrate in Islanda, scenari apocalittici, ricostruzioni animate più che mai realistiche anche ove sbeffeggianti e desolanti, flash e fotografie di luoghi immaginari e ora reali. Il tutto perpetrato da una crescente e continua colonna sonora, scritta interamente da Vittorio Cosma, che ne è la perfetta sintesi e al contempo esaltazione, attraverso i contributi eccellenti di artisti quali Stewart Copeland (nel quadro Fast Track, rappresentante l'emblema della solitudine umana), Peter Gabriel (Contacts, le connessioni delle persone, e Time, immagini stroboscopiche che appaiono e scompaiono nel nero a raffigurare la forma della nostra quotidianità). Infine Fear and Control (la metafora di paura e dominio dell'uomo) realizzato con la collaborazione dei Marlene Kuntz e Gianni Maroccolo, che salgono sul mini-cubo-palco, al centro dell'opera tangibile suonando, più appassionatamente che mai, un brano distorto ed immaginifico al contempo, tra violino impazzito, chitarre lancinanti, tastiere assolute e ritmi indiscutibili. A chiudere il quadro Arecibo, un codice in cui l'uomo e l'universo sono sintetizzati in un unico messaggio, con la musica di Vittorio Cosma, maestro, e la voce di Michelle Houllebecq che recita una sua poesia.

 

Una serata maestosa e potente, i cui re assoluti sono stati i due video-artisti Masbedo, abilissimi maestri dell'immagine, Cosma, eterno, Aldo Nove, le cui poesie hanno fatto da cornice lieve dell'opera, e la performance della ben nota band di Cristiano Godano a coronare il pacchetto artistico.

 

Una serata tra tradizione ripescata e sperimentazione, in cui, probabilmente per la prima volta in Italia, non si è pensato solamente ad osannare la così ricca arte che contraddistingue il nostro passato nei secoli, infarcendo il tutto, invece, di splendide postille auree a sottolineare che di arte si può parlare concretamente anche ai giorni nostri, senza dover necessariamente sconfinare per spazio e tempo.

 

Un'opera immensa, tra tecnologia, visual-art, musica meravigliosa e parole penetranti, un po' a riprendere i celeberrimi Exploding Plastic Inevitable che Andy Warhol organizzava nei lontani anni '60, unendo cinema, musica, pittura, fotografia e letture (e a cui parteciparono i Velvet Underground, ad esempio).

 

Un grande esempio. Un grande applauso. Tanti grandi artisti.

 

RECENSIONE DI: Ilaria Rebecchi
GRAZIE A: Ufficio Stampa MnItalia e Barley Arts


Fotografie di Ambra Rebecchi


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