Le strofe vengono cantate in coro, all’unisono, da tutto il pubblico. Quando Manuel Agnelli intona “non c’è niente che sia per sempre, perciò se è da un po’ che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire…” le braccia dei presenti si alzano, il dito indice puntato al cielo, a consacrare la veridicità di questa affermazione.
“Devi scrivere un articolo sul concerto, vero? E allora devi dire che gli After non fanno rock, gli After sono il rock”. Così una ragazza, che avrà avuto al massimo vent’anni, mi si avvicina per contribuire, anche lei, alla stesura di questo articolo. Dico “anche lei”, perché non è stata l’unica persona che ha voluto sottolineare quanto questo live, e gli Afterhours, fossero speciali. E a dirla tutta, questo concerto, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, speciale lo è stato.
La scenografia è essenziale: la gigantografia in bianco e nero della copertina dell’ultimo disco della band, “I milanesi ammazzano il sabato”, fa da sfondo, con il suo piatto, cucchiaio, forchetta e coltelli. Si sa già che faranno trentanove canzoni, che lo show durerà più di due ore e che sarà per metà solo acustico. Quello che non si sa, e che nessuno dei presenti si aspetta, è che Manuel Agnelli e soci inizino a suonare proprio in mezzo al pubblico.
Le prime tre canzoni sono “Non è per sempre”, “Male di miele” e “ Voglio una pelle splendida”. Le strofe vengono cantate in coro, all’unisono, da tutto il pubblico. Quando intona “non c’è niente che sia per sempre, perciò se è da un po’ che stai così male, il tuo diploma in fallimento è una laurea per reagire…” le braccia dei presenti si alzano, il dito indice puntato al cielo, a consacrare la veridicità di questa affermazione. Anche se sono in quattro ad essere sparsi tra il pubblico, gli occhi sono tutti su di lui, sul cantante Manuel Agnelli; poi, dopo “voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida…”, Manuel saluta e se ne va.
Riappare qualche minuto dopo sul palco, con tutto il gruppo, tra urla e applausi che sembrano non voler accennare a smettere. Ha pantaloni neri a sigaretta e camicia bianca, che cambierà con una rossa nella pausa tra “concerto acustico” e “concerto elettrico”. Continua il live. Su “Milano circonvallazione esterna” Agnelli accenna anche una specie di ballo, più che altro muove le braccia in un modo che riporta alla mente gesti tra “Kill Bill” e “Matrix”. Suona poi a sorpresa una canzone in inglese: è l’inconfondibile “You Know Your Rights” dei Nirvana. Solo voce e chitarra. È il momento di “Musa di nessuno”, e di poesia fatta musica in parole come “e non è speciale ma è per te, e non sa di niente ma di te, tu che questo figlio non lo vuoi, e io, non so, e io, non so…”.
Erano anni che gli Afterhours non proponevano un concerto acustico, e il nuovo violinista (il suo primo concerto è stato quello di Nettuno il 28 giugno di quest’anno) sembra essersi integrato benissimo con il resto del gruppo. Termina il momento acustico e la band si prende una piccola pausa prima di ricominciare in quinta. È qui che mi accorgo che probabilmente la ragazza di cui sopra aveva ragione. Gli Afterhours non hanno nulla da invidiare a gruppi inglesi o americani conosciuti in tutto il mondo, e gli appassionati di rock vanno fieri di questo.
Sulle prime due note di “Ballata per la mia piccola iena” il pubblico impazzisce, si alza un coro generale; “l’autista che ti guida, ha una sola mano, ma vede ciò che credi invisibile. Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene anche il sole sorge solo se conviene. Fra piccole iene, solo se conviene…”. Una delle poche frasi che Manuel Agnelli ha detto durante tutto l’intero concerto è stata quella per presentare “La verità che ricordavo”. Durante questo pezzo ha fatto roteare il microfono trattenendolo dal filo (secondo me mancava tanto così che finisse in testa a qualche fan appostato sotto il palco…), e alla fine ha ringraziato il pubblico di cuore.
Il concerto sembra concludersi, ma tutti sanno che non è così. Non possono non fare il bis. E infatti fanno aspettare qualche minuto, qualche richiamo, e poi tornano di nuovo. Un’impareggiabile performance ha caratterizzato queste due ore e mezza di musica e spettacolo. C’è ancora chi chiede qualche altra canzone, ma Agnelli saluta e va via, questa volta veramente.
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