Home Live Report Offlaga Disco Pax live @ Festa dell'Unità (Roma) - 27/06/2008

Offlaga Disco Pax live @ Festa dell'Unità (Roma) - 27/06/2008

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Offlaga Disco Pax / Festa dell’Unità. Un binomio che quest’anno suona più strano che mai. Chi già conosce il gruppo di Cavriago sa bene quanto i loro testi si rifacciano teoricamente, socialmente e politicamente al mondo che ruotava attorno al vecchio PCI, quello della militanza, delle aspirazioni, del sogno di una società diversa. Mi pare evidente che oggi come oggi la Festa dell’Unità per gli Offlaga, più che un elemento di identificazione con la loro poetica rappresenti una location come un'altra, se non altro all’aperto, e quindi ottima per serate calde e estive come questa.

Mi avvicino all’area concerti poco prima delle 22, c’è pochissima gente, molti stanno ancora cenando, bisogna attendere le 23 per vedere il gruppo salire sul palco nel loro assetto classico. Eccoli i fautori dell’ideologia a bassa intensità, i minimalisti della teoretica socialista, i neosensibilisti contrari alla democrazia nei sentimenti.

 

Ecco l’antirock star per eccellenza, Max Collini, vestito di nero, con la faccia buona e tondeggiante, né da intellettuale né da frontman di gruppo rock, fissa il pubblico timido e stralunato, quasi incredulo che tanta gente stia lì per ascoltare lui. C’è chi dice che la sua voce sia incredibilmente sexy... Eppure quando agita la testa per pogare scappa un sorriso a tutti.. E’ veramente buffo.

 

A me pare che Max ci fissi per cercare un’identità comune, un legame tra il gruppo e il loro audience.. Guarda anche me.. Chissà se ho superato l’esame mi chiedo.. E intanto recita “Ventrale” che tratta di Vladimir Yaschenko, ex primatista di salto in alto, seguita da “Enver” (“e non sarai mai un emozione da poco”) e non si puo’ non sottolineare l’impressione che i testi degli Offlaga assomiglino sempre nella loro struttura e nel loro linguaggio a documenti politici, pur trattando di argomenti minimalisti e intimi. Come in “Enver” o in “Khmer Rossa”, dove il primo rapporto sessuale diventa motivo per dubitare del socialismo.. Eppure c’è qualcosa di speciale ed unico nei concerti degli Offlaga, quella atmosfera intima che si crea subito tra gruppo e pubblico, un legame che nasce non solo in virtù di una certa comunanza di idee ma soprattutto per la capacità degli Offlaga di creare basi musicali di accompagnamento di grande impatto emotivo.

 

Migliore esempio di questa capacità è “Sensibile”, capolavoro del gruppo di Cavriago. Basterebbe guardare l’espressività di Max nel cantarla per capire che tratta di un tema importante e sentito dal gruppo. Sì, la contrapposizione politica. Ma soprattutto quel concetto di neosensibilismo che li fa assomigliare ad eroi decadenti, a quelli che pur con la dignità di chi persegue un ideale, alla fine perde sempre. Non c’è aggressività per la sconfitta subita, neanche rassegnazione, soltanto ragionamenti, ognuno dei quali costituisce una canzone, e dai quali sembra emergere una domanda destinata a non avere risposta: dov’è che abbiamo sbagliato?

 

Ed è proprio questa vena malinconica che pervade ogni loro traccia a rimanerti dentro e a segnare il fattore dominante del sound Offlaga. Dopo “Sensibile” il concerto decolla, nel clima di Festa collettivo che segna il primo sabato alle Terme di Caracalla in molti si ricordano del concerto solo dopo il suo inizio. E dopo un avvio stentato il pubblico si fa più caloroso: partono in successione “Lungimiranza”, “Cioccolato IACP”, “Fermo!”, “Venti Minuti”, il brano dedicato al papà dopo aver cantato il quale Max esce dal palco per ritirarsi in un momento di riflessione intima.

 

Quando arriva il momento di “Robespierre” tutti vogliamo pogare..va bene l’ideologia a bassa intensità, il minimalismo, l’essere antirockstar, ma qui siamo tutti figli dei CCCP. Insomma mi chiedo quando ci sarà una versione live di “Robespierre” simile a quella del disco, che consenta libero sfogo al pubblico dopo un ora di meditata sublimazione della teoretica socialista e del suo contestuale de profundis..

 

Finale in bellezza col caratteristico lancio di Tatranky scaduti tra il pubblico e la citazione di “Sarah con l’h che vi aspetta laggiù al banchetto per la vendita dei cd” che fa molto festa dell’Unità d’altri tempi (quella vera insomma). Finiscono così, con la voglia di tutti di ascoltare altre storie, di sentirsi raccontare ancora di quel paesino in provincia di Reggio Emilia “dove il PCI prendeva il 74% e la Dc il 6%”. Che a sentirla oggi questa storia non sembra quasi vera.

 

TRACKLIST
Ventrale
Enver
Superchiome
Dove ho messo la Golf
Sensibile
Khmer Rossa
Lungimiranza
Cioccolato IACP
Fermo!
Venti Minuti
Onomastica
Roberspierre
Tatranky

 
SUL WEB: http://offlagadiscopax.splinder.com/

GRAZIE A: Christian Briziobello, Ufficio Stampa KickAgency

 

Esibizione Live di “Sensibile”

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