Home Live Report Moltheni live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 16/06/2008

Moltheni live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 16/06/2008

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Moltheni non fa molto spesso concerti a Roma, e lo si aspettava da un bel po’ di tempo. La prima cosa che viene da dire su questo live è che è durato troppo poco, purtroppo. Neanche mezz’ora di canzoni ha lasciato a bocca asciutta chi era venuto solo per lui. Anche se, per onor di cronaca, c’è da dire che non è stato l’unico live della serata; ma questo ha interessato ben poco chi è arrivato al Circolo per sentire il cantante marchigiano con la speranza di tornare a casa con “un’overdose” di Moltheni . Perché è bravo. Molto.

 

Umberto Giardini, è questo il suo vero nome, non dimostra affatto i suoi quarant’anni. Dal 1999 ad oggi ha pubblicato sei album (di cui uno live), tutti di un certo spessore artistico, ai quali però non hanno corrisposto altri alti spessori, quelli delle vendite; ma come tutti sanno, non sono le vendite a fare di un cantante, un bravo cantante.

 

Le sue canzoni sono poesie ermetiche accompagnate da chitarra e pianoforte; questi gli unici strumenti presenti sul palco. Un brivido ogni canzone, ogni parola, che a memoria, sotto il palco, viene intonata in coro con lui. “Montagna nera” crea qualcosa di più, forse è il modo in cui viene cantata; un modo sofferto e sentito, come a voler regalare un’emozione, che arriva attraverso le parole “Parlo con gli alberi, mentre accarezzo i cerbiatti che ridono delle bugie bordeaux che raccontavi tu. Ama la madre che non è tua madre, colei che ti allatta che non rinfaccia mai, lacrime e larve. Dillo a me che non sono come lei, figlio di una montagna nera. Dimmi che non sono come te, figlio io di una montagna nera”.

 

Come “Montagna Nera”, anche “Tu” (entrambi sono pezzi dell’ultimo album “Io non sono come te” uscito nel 2007), viene sentito particolarmente da chi sta sotto il palco, ma è con “Nella mia Bocca” che si raggiunge l’apice della tensione emotiva. “…Credevo di essere un ramo secco nella tua quercia, guai chi ti taglia a chi brucia a chi ti fetta, fulmine d'oro illumina tuorlo dell'uovo, rimescola il cibo che chiama il peccato, è la mia bocca nella mia bocca, nella mia bocca, nella mia bocca, nella mia bocca…..”.

 

Presenta poi tre nuove canzoni del prossimo album che uscirà in autunno, saluta con un “grazie”, che ha ripetuto alla fine di ogni canzone, e con un gesto della mano. C’è chi aspetta che torni sul palco e che magari faccia un paio di bis (e io sono una di quelle persone). Invece l’incanto viene spezzato dai tecnici che salgono sul palco e che lo preparano per il prossimo concerto. È durato troppo poco, è stato deludente; questa insoddisfazione non arriva dalla performance appena conclusa, ma dal fatto che sia già finita.

 

Moltheni assomiglia solamente a se stesso, nessuno prima di lui, nel panorama musicale italiano, ha provato a fare musica in questo modo, e chi ha sentito qualche sua canzone, sa a cosa mi riferisco. Lui non è solo rock, non è solo new wave, non è solo canzoni d’amore, non è solo suoni acustici e minimali; è qualcosa di assolutamente originale, che può piacere o meno, ma a cui si deve rendere il merito di un talento non comune.

 

Io intanto, dopo questo “assaggino”, aspetto un suo vero concerto.

 

SCALETTA
1.Corallo
2.Ragazzo solo, ragazza sola
3.L'attimo celeste
4.Montagna nera
5.Tu
6.Verano
7.Nella mia bocca

 
GRAZIE A: Christian Briziobello, Ufficio Stampa KickAgency

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