Home Live Report Giuliano Palma & The Bluebeaters live @ Sorso (Sassari) - 26/05/2008

Giuliano Palma & The Bluebeaters live @ Sorso (Sassari) - 26/05/2008

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Si fa aspettare Giuliano Palma. Il concerto inizia più o meno con due ore di ritardo, anche se le nove di sera (effettivamente presto) sembra il classico-orario-da-festa-di-paese per far accorrere più gente possibile fin dalle prime ore della serata. Obiettivo mancato, in quanto il ritardo secondo me è dovuto proprio al fatto che di gente a quell’ora in giro ce n’è poca, anzi non ci sono neanche io. Arrivo un’ora dopo, e alle undici in punto escono in scena i The Bluebeaters, che per cinque minuti intrattengono la platea, ora divenuta numerosa, senza dire una parola. Ma non c’è bisogno.

 

Presentato come The King, arriva sul palco Giuliano Palma e da lì in poi è un’ora e quarantacinque di puro rocksteady, ska, soul tutto da ballare e da assaporare fino alla fine. Spettacolari i componenti della band: oltre, ovvio, a The King alla voce, il ritmo, forma e sostanza è costituito dalla base ritmica di Ferdinando “One-Drop” Masi alla batteria (ex Casino Royale); poi tre ex Africa Unite: Cato Senatore alla chitarra ritmica e cori, Paolo Parpaglione al sax e cori, Gigi De Gasperi al trombone e cori. Fabio Merigo è la chitarra solista (ex Reggae National Tickets) e direttamente da New York (ex New York Ska Jazz Ensemble) arrivano il mastodontico Sheldon Gregg al basso e Peter Truffa al piano e alle tastiere.

 

I pezzi sono un susseguirsi di singoli, più che di normali canzoni: “Wonderful life”, “Tutta mia la città”, “Messico e nuvole”, “Black is Black”, “Testarda io”, “Boogaloo”. Tutti cover tranne uno i pezzi presentati dalla band, e questo potrebbe costituire il loro tallone d’Achille, se non fosse che si nota l’estremo lavoro compiuto per rielaborare e personalizzare ogni singolo brano, impreziosito con stacchi fuori tempo, assoli di sax e ritmi sempre in levare. La resa dal vivo, per chi come me non li aveva ancora visti suonare, è grandiosa anche grazie alla perfezione del suono perfettamente bilanciato (nessun classico effetto da “voce troppo bassa” o “la chitarra non si sente”, che capita ancora anche ai più prestigiosi gruppi).

 

La serata scivola via serena e arrivano i saluti finali di Giuliano Palma alla Sardegna, conditi dalle solite frasi, “siamo stati bene, popolo speciale, abbiamo mangiato e bevuto bene” e bla bla bla, e dopo un brindisi con un gioco di parole sul paese ospite, il concerto finisce tra una canzone e l’altra quasi all’una di notte, con una piazza ancora ampiamente gremìta (fatto piuttosto insolito considerando che era pur sempre un lunedì!).

 

Questa volta si può proprio dire, “tutti rientrarono a casa felici e contenti”. Alla prossima King.

 

ARTICOLO DI: Sebastiano Davoli

 

Estratti live dal concerto tenutosi a Sorso:
“Messico e nuvole”



“Tutta mia la città”

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