Home Live Report Marta sui Tubi live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 23/04/2008

Marta sui Tubi live @ Circolo degli Artisti (Roma) - 23/04/2008

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Ogni brano un’emozione diversa, ogni brano un mondo a sè. Un live degno dell’attenzione di chi apprezza l’ottima musica.

Tappa romana per i “Marta Sui Tubi” al Circolo Degli Artisti. Il primo commento che si può fare è che questi ragazzi siciliani sono veramente bravi, e il live è stato un gran successo. Il gruppo è formato da Giovanni Gulino (voce), Carmelo Pipitone (chitarra) e Ivan Paolini (batteria). Nel 2003 pubblicano il disco d’esordio, “Muscoli e dei” che riceve grandi consensi di pubblico. Nel 2005 esce il loro secondo album “C’è gente che deve dormire”, al qualo partecipano anche Bobby Solo, Paolo Benvegnù e Moltheni. Da poco è nei negozi il dvd “Nudi e Crudi”, con il nuovo singolo “L’unica cosa”.
Aprono il concerto con “Muscoli e dei”, l’atmosfera è punk-rock e subito il pubblico inizia a cantare “vedere in me un po’ di voi, come pioggia acida su mari di seta, capir che poi è così inutile essere avidi ed avere troppe idee….”, vi inseriscono poi un estratto da “Rusty Cage” dei Soundgarden; continuano poi con “Stitichezza cronica”. Muoversi a ritmo della loro musica è inevitabile, una carica esplosiva pervade ogni persona presente. Giovanni Gulino canta poi “L’unica cosa”, ancora più velocemente di come si sente nel disco: “perché tu puoi diventare tutto quello che ti pare, perché tu puoi diventare tutto quello che ti pare, perché tu puoi diventare tutto quello che ti pare, perché tu puoi diventare tutto quello che ti pare, perché tu puoi diventare tutto quello che ti pare, l’unica cosa che devi fare è massacrare, massacrare, l’unica cosa che devi fare è massacrare massacrare, le tue paure”.
Chi dice che in Italia non ci sono cantanti o band emergenti degne di nota; evidentemente allora non ha mai sentito i MST, che dal vivo rendono merito ancora di più alla loro bravura. Il loro è uno stile particolare, simile a nessuno. Mescolano rock, punk, jazz, folk, in una espressione simile solo a se stessa. Testi che assomigliano a poesie ermetiche musicate con rara originalità.
Tra i brani nuovi, oltre a “L’unica cosa”, suonano “Playboy”, “Negghia” (poesia di Peppino Impastato” da loro arrangiata), “Non lo sanno”, “Arco e sandali”.
Arriva poi un momento soft, si siedono sugli sgabelli e regalano pezzi meravigliosi come “Sole”, “Le cose che cambiano” e “Cenere”, dove le bellissime parole “odio sorprendermi e stare a un passo dal bisogno di volere fare ancora un passo in più, sei schiuma sulle onde dei pensieri, che si affannano sulle rocce calde di quest' isola, comprerei da te...ogni sorta di magia, ma se tu vendi solo fuoco brucerò sulla mia stessa cenere…..” vengono cantate in coro da tutti i presenti.
Non si fermano un momento, parlano con il pubblico, “speriamo che vi stiate divertendo anche solo la metà di quanto ci stiamo divertendo noi”. Continuano con “Amaro amore” ed “Il giorno del mio compleanno”. Salutano ma nessuno va via, tutti aspettano il bis. E puntualmente arriva. Tra le canzoni più apprezzate “Post” e “Perché non pesi niente”, poi, uno dei loro brani più famosi e aspettati per tutta la serata, ovvero “Vecchi difetti” con il suo testo poetico e coinvolgente “tutto ciò da cui stavi fuggendo, torna come valanga più grande che, ti trascina al punto di partenza se vestirai…vecchi difetti”.
 
C’è chi chiede altre canzoni, i MST ringraziano e salutano di nuovo, questa volta il concerto è finito sul serio. Ogni brano un’emozione diversa, ogni brano un mondo a se. Un live degno dell’attenzione di chi apprezza l’ottima musica.
 

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