Uno spettacolo di straordinaria classe e semplicità, in cui la musica scarnificata fino all’essenza primitiva diviene l’unica forza che travolge il cuore degli spettatori, senza fronzoli o abbellimenti superficiali. E così la “Cantantessa” ancora una volta dà voce con mediterranea intensità ai personaggi della sua rovente ed assolata Sicilia.
Per la stagione 2007-2008 l’Auditorium Parco della Musica di Roma ha affidato a Carmen Consoli il compito di occuparsi della prestigiosa rassegna “Carta Bianca”: attraverso una serie di appuntamenti disseminati nell’arco temporale di un anno il pubblico sta avendo l’opportunità di conoscere ed apprezzare in tutte le sue sfaccettature l’universo musicale della cantautrice catanese. In particolare il filo conduttore di questa stagione di spettacoli è rintracciabile nella “sicilianità” della proposta musicale: attraverso un’evoluzione lenta e graduale Carmen si è difatti sempre maggiormente allontanata dal pop-rock del suo esordio per avvicinarsi alla musica tradizionale siciliana, approfondendone la conoscenza sino a farsene portavoce nel mondo.
Nell’ambito di questa rassegna si iscrive la serie di tre concerti intitolata “L’Anello Mancante”, che hanno visto l’interprete esibirsi completamente da sola con la sua chitarra, proponendo in chiave acustica i successi che hanno contraddistinto in maniera indelebile la sua decennale carriera. Ambientazione decisamente intimista e raccolta quella della sala Petrassi dell’Auditorium, che contribuisce a rendere la serata ancora più magica e indimenticabile: un incontro ravvicinatissimo, come raramente può accadere, con l’istrionico talento di musicista, la verace intensità interpretativa e le liriche preziose, emozionanti e struggenti che caratterizzano l’artista catanese, il tutto riportato all’essenza, scarna, nuda e incredibilmente affascinante, della pura e semplice melodia.
Si passa da brani più romantici e avvolgenti che fanno vibrare le corde dell’anima come “Il sorriso di Atlantide”, “Quattordici luglio” e le celeberrime “Parole di burro” e “L’ultimo bacio”, a pezzi più energici in cui sembra riemergere la vena rockettara della Carmen delle origini. A tal proposito sono sicuramente particolarmente degni di nota una grintosissima “Contessa miseria”, la sempre adorata dai fan “Geisha” e soprattutto “Per niente stanca”, canzone che, nonostante gli anni trascorsi dal suo concepimento originario, mantiene intatta la sua carica di cruda e violenta incisività e vigore ed anzi ad ogni nuova interpretazione acquisisce sempre più fascino e bellezza.
Da segnalare anche una soave, avvolgente e delicata “Sulle rive di Morfeo” (pezzo tratto dall’ultimo album di studio “Eva Contro Eva”, che per la sua incantevole dolcezza avrebbe assolutamente meritato di essere estratto come singolo per farlo conoscere al grande pubblico) ed un’interpretazione a dir poco esilarante di “Matilde odiava i gatti”, che ha messo pienamente in luce la sua vena ironica e scanzonata.
Nel corso della serata Carmen ha anche intrattenuto il pubblico recitando alcuni versi del poeta portoghese Fernando Pessoa ed un breve estratto di Pier Paolo Pasolini, nell’ambito del quale si poneva in risalto l’importanza di custodire e valorizzare il dialetto come fondamentale testimonianza della tradizione culturale di un popolo. Quale migliore incipit dunque per iniziare a snocciolare la carrelata di personaggi tipicamente siciliani che hanno costellato in particolar modo la produzione musicale più recente della cantautrice, quali ad esempio lo sfortunato raccoglitore di ciliegie Masino o la povera Maria Catena, oggetto delle maldicenze paesane e per questo colpita anche in ciò che le è maggiormente caro, ossia la possibilità di trovare rassicurante conforto e serenità spirituale nella fede. Singolare anche la scelta, probabilmente compiuta allo scopo di estendere tali riflessioni anche al di fuori del ristretto orizzonte culturale siciliano, di interpretare una canzone dialettale romanesca del 1700, idea piuttosto coraggiosa ed audace ma sicuramente interessante e ben riuscita.
Ancora una volta quindi Carmen Consoli è stata in grado di sorprendere piacevolmente il suo pubblico, un pubblico numeroso, fedele ed affezionato che la segue costantemente in tutte le sue ardite e raffinate evoluzioni. D’altronde come si potrebbe non lasciarsi conquistare da uno spettacolo così emozionante, intenso e coinvolgente? Siamo proprio curiosi di vedere quale sarà la prossima tappa dell’itinerario musicale consoliano. Sicuramente affascinante questa sempre più approfondita riscoperta delle sue radici tradizionali siciliane, ma non nascondiamo che sarebbe davvero magnifico tornare presto a vederla imbracciare la sua famosa Fender rosa e ad infiammare le platee italiane ed europee col rock sanguigno ed energico che anni fa ha rapito il cuore di numerosissimi estimatori della buona musica suonata dal vivo con energia e passione.
Scaletta:
1. Il sorriso di Atlantide
2. Parole di burro
3. Fiori d’arancio
4. Contessa miseria
5. Quattordici luglio
6. Pioggia d’aprile
7. Sulle rive di Morfeo
8. Canzone romanesca del 1700
9. Bonsai #1
10. Matilde odiava i gatti
11. Tutto su Eva
12. Maria Catena
13. Masino
14. L’ultimo bacio
15. Orfeo
16. Geisha
17. La bellezza delle cose
18. Anello mancante
19. In bianco e nero
20. Bonsai #2
21. Per niente stanca
22. Muri muri
23. Amore di plastica
























