Interpreti così carismatiche, autentiche e generose con il pubblico ce ne sono davvero poche in circolazione; assolutamente da non perdere quindi il ruggito live della tigre rosa della Pennsylvania!
Anno dopo anno la rassegna di musica dal vivo “Luglio Suona Bene” diventa sempre maggiormente ricca, eterogenea e pronta a soddisfare i palati musicali più diversi ed esigenti del pubblico romano; tra gli eventi di maggior spicco che si sono tenuti quest’anno nella suggestiva cornice della Cavea dell’Auditorium va sicuramente annoverata l’unica tappa italiana del tour europeo di Pink. Biglietti andati esauriti da mesi, atmosfera delle grandi occasioni, pubblico in fermento nell’attesa che inizi il concerto: è questa l’atmosfera che si respirava entrando nella possente, elegante e gremitissima struttura all’aperto concepita come una sorta di teatro greco dei tempi moderni.
Ma la vera adrenalina si scatena all’ingresso in scena della nostra Pink, al secolo Alecia Beth Moore, che fin dalle prime note rapisce l’attenzione e i cuori dell’intero pubblico romano: vestitino rosa sensuale e femminile con inserti variopinti, alti stivaloni neri estremamente aggressivi, occhiali da sole e frustino da cavallerizza, ecco che Pink è pronta a dominare le emozioni di tutti gli spettatori per le due ore di ottima musica del suo concerto romano.
Si inizia con “‘Cuz I Can” e “Trouble”, pezzi energici, provocatori e grintosi che mettono pienamente in risalto la trascinante dose di genuina aggressività rock mista a sensualità che contraddistingue l’interprete americana. Si prosegue poi con “Just Like A Pill”, uno dei maggiori successi del suo repertorio e canzone dalla straordinaria intensità: scritta a quattro mani con la ex-frontwoman delle 4 NonBlondes Linda Perry, questa ballata rock descrive con disarmante sincerità la solitudine di una giovane donna reduce da un rapporto sentimentale che, piuttosto che rasserenare la sua esistenza, l’aveva invece complicata e resa triste e lacerante.
A seguire un terzetto di canzoni tra le più rappresentative dell’ultimo album di studio di Pink ovvero il suo singolo di lancio “Stupid Girls” , in cui ironizza causticamente sull’inconsistenza e stupidità di alcune delle più celebri e chiacchierate ragazze di Hollywood tra cui ad esempio Paris Hilton e Lindsay Lohan, la titletrack “I’m Not Dead” e soprattutto quello che probabilmente è il brano più coinvolgente, emozionante e travolgente sinora pubblicato da Alecia, ossia quella “Who Knew” che tutto il pubblico attendeva e che ha con lei intonato all’unisono.
La parte seguente del concerto vede l’alternarsi di pezzi più intimisti ed introspettivi come “Family Portrait” (dedicata al dolore sempre più frequentemente sperimentato nella società moderna dagli adolescenti a causa del disgregarsi delle loro famiglie), “My Vietnam” (il padre dell’artista statunitense è un reduce di questa sanguinosissima guerra) e soprattutto “Lonely Girl” (nella versione originale un duetto con la già citata Linda Perry, accolto dal pubblico romano con sorpresa e grandissima gioia visto che fino a questo tour non era mai stato interpretato da Pink nelle sue esibizioni dal vivo) e di pezzi maggiormente energici, rockettari e scatenati che rivelano la sua vera anima incontenibile e contagiosa tra i quali “Don’t Let Me Get Me” e soprattutto la potentissima “Try Too Hard”, probabilmente la migliore esibizione dell’intero concerto romano. Ad impreziosire la scaletta arrivano poi gli omaggi a due delle cantautrici che hanno più direttamente influenzato l’itinerario musicale di Pink: innanzitutto Janis Joplin che l’ha spinta fin da quando era una ragazzina ad intraprendere con coraggio questo percorso artistico, della quale viene presentato un coinvolgente medley dei più celebri successi in una semplice chiave acustica con chitarra e voce, e poi ancora una volta Linda Perry con il suo storico successo “What’s Up”.
Chiudono la parte iniziale del concerto la divertente ed ironica “Leave Me Alone (I’m Lonely)” e la toccante, intensa e coraggiosissima “Dear Mr President”, vero e proprio inno di protesta contro la dissennata e ottusa politica e visione della vita del presidente americano Bush. Richiamata a gran voce dai suoi ammiratori, Pink ritorna dopo pochi minuti in scena, questa volta con un look semplice e casual, ossia jeans strappati e canottiera nera: inizia col cantare il suo ultimo aggressivo e spregiudicato cavallo di battaglia “U+Ur Hand” e poi saluta il pubblico, paradossalmente proprio quando questa festa musicale sta purtroppo volgendo al termine, con il suo successone di qualche anno fa “Get The Party Started”, per l’occasione mixato con il celeberrimo brano degli Eurythmics “Sweet Dreams”. Sicuramente quindi un concerto memorabile, reso ancora più speciale dalla straordinaria interazione tra Pink e il suo pubblico: mai visto il solitamente compassato pubblico dell’Auditorium così incontenibile, gioioso e scatenato precipitarsi sotto il palco a cantare e ballare.
E di certo Pink non si è risparmiata nel concedersi al suo pubblico: numerosissime volte si è gettata tra di loro stringendo mani, abbracciando i suoi fans e ricevendo da loro innumerevoli regali (primi fra tutti decine di verdissimi ranocchi di peluche, che lei colleziona da anni). Uno spettacolo che rimarrà nel cuore di noi tutti quindi; se volete averne un piccolo assaggio, godetevi i filmati della tappa di Liverpool dell’ “I’m Not Dead Tour” che vi proponiamo in calce all’articolo.
Scaletta:
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‘Cuz I Can
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Trouble
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Just Like A Pill
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Stupid Girls
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Who Knew
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I’m Not Dead
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Family Portrait
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My Vietnam
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Janis Joplin medley: Summertime, Me And Bobby McGee, Piece Of My Heart
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Try Too Hard
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Don’t Let Me Get Me
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Lonely Girl
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What’s Up
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Dear Mr President
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Leave Me Alone (I’m Lonely)
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U+Ur Hand
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Get The Party Started/Sweet Dreams
Estratti Live tratti dal concerto di Liverpool del 16/07/2007:
























