Dosi industriali di genuina energia rockettara coniugate con melodie pop divertenti ed accattivanti, ecco il segreto di Avril
Dopo qualche anno di assenza (l’ultima sua visita risaliva ormai alla primavera di tre anni fa, occasione nell’ambito della quale aveva presentato in uno showcase acustico i brani tratti dal suo secondo album di studio “Under My Skin”), ecco di ritorno nella capitale la scatenata e ribelle ragazzina cattiva del rock-pop canadese. Fresca della pubblicazione del terzo disco “The Best Damn Thing”, accolto con un successo di pubblico veramente sbalorditivo nelle più disparate nazioni dei cinque continenti, in questa caldissima estate musicale romana Avril è tornata per presentare i nuovi brani e ringraziare il pubblico italiano dell’affetto che ormai le dimostra incondizionatamente sin dai giorni del suo esordio musicale. Dosi industriali di genuina energia rockettara coniugate con melodie pop divertenti ed accattivanti, il tutto con una strizzatina d’occhio alla nuova corrente rock-punk tanto di moda nelle classifiche nordamericane degli ultimi mesi (i riferimenti che tornano immediatamente alla memoria sono Linkin Park, Blink 182 e naturalmente i Sum 41, band il cui frontman non a caso è proprio Deryck Whibley, da un annetto marito della nostra sbarazzina interprete canadese): questi gli ingredienti della miscela vincente che da anni regala ad Avril un successo dopo l’altro e l’affetto incondizionato di milioni di ammiratori in tutto il mondo. Affetto che i fan italiani non hanno certamente mancato di far sentire massicciamente in questa tappa del tour europeo di Avril; è sempre emozionante vedere una folla giovane, vivace e numerosissima come quella che affollava lo storico ippodromo romano cantare all’unisono, ballare e divertirsi e questa è esattamente l’aria che si è respirata per questo evento dell’estate musicale romana. Accompagnata da una band di strumentisti di tutto rispetto e da quattro ballerine sensuali e scatenate, Avril ha allietato il suo pubblico cantando dal vivo i brani del disco di recente pubblicazione intervallati da alcuni dei suoi più conosciuti successi. Ci sarebbe effettivamente da discutere sull’organizzazione della scaletta: sarà pur vero che la strada musicale intrapresa di recente sembra privilegiare la spensieratezza, tematiche giovanilistico-adolescenziali e l’energia rock contagiosa e fresca ma lasciare da parte pezzi di indiscutibile valore del suo repertorio passato (tra cui primi fra tutti “Don’t Tell Me” e la splendida “Nobody’s Home”, scritta dall’ex chitarrista degli Evanescence Ben Moody) ed alcune intense ballate custodite nell’ultimo lavoro discografico (la toccante “Innocence” e la corale ed evocativa “Keep Holding On”, colonna sonora del film fantasy cavalleresco Eragon) non sembra una scelta particolarmente azzeccata. Un concerto quindi molto divertente in grado di offrire la possibilità di cantare a squarciagola e ballare spensieratamente, ma costellato purtroppo da pochi momenti contraddistinti da una maggiore profondità. In un tripudio di gonnellini scozzesi fucsia e nero, irriverenti stendardi sventolanti con immagini di teschi, coreografie che ricordano quelle delle ragazze pon-pon dei college americani, Avril con voce sicura, intonata e precisa ha contagiato tutto il pubblico con la sua energia, spontaneità e freschezza. I pezzi che convincono maggiormente sono la trascinante e serratamente ritmata “Runaway”, le allegre e spensierate “Girlfriend” e “He Wasn’t” e le romantiche ballate “I’m With You” e “My Happy Ending”. Particolarmente simpatica e stravagante anche una delle esibizioni finali in cui l’interprete canadese ha proposto la cover di “All The Small Things”, successo di qualche anno fa dei Blink 182, vestita di una tutina aderente nera e indossando cornetti rossi da diavoletta e una sorta di bacchetta magica. Piuttosto deludente invece il finale con un saluto freddo e sbrigativo e senza nemmeno offrire al pubblico qualche altro pezzo per il congedo conclusivo; una scelta che ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca tutto il pubblico. Speriamo quindi di rivedere al più presto nella nostra penisola Avril, magari con uno show meno roboante e colorato e che invece lasci più spazio a momenti intensi, intimi e profondi così da comunicarci, come più volte in passato ha dato ampiamente prova di saper fare, sensazioni e brividi da ricordare a lungo.
Scaletta del concerto:
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Girlfriend
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I Can Do Better
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Sk8er Boy
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My Happy Ending
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Runaway
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When You’re Gone
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One Of Those Girls
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Losing Grip
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Hot
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I’m With You
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Everything Back But You
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The Best Damn Thing
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I Don’t Have To Try
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He Wasn’t
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All The Small Things (cover dei Blink 182)
Complicated
























