Seconda parte del "Joy Tour 2007": secondo atto della tournee del compositore Giovanni Allevi, che prima di partire alla volta di Shangai si è esibito nel capoluogo campano.
Napoli,18 giugno 2007, Real Teatro San Carlo:
questa sera di scena su questo storico palco, la musica dei "grandi" che tanto piace anche ai "giovani".
E' la seconda parte del "Joy Tour 2007", secondo atto della tournee del compositore Giovanni Allevi, che prima di partire alla volta di Shangai si esibisce nel capoluogo campano.
Arrivo poco prima delle 20.30 e mi precipito in sala pensando che sia tardi, ma la platea e la galleria sono ancora vuoti. Solo tre signori seduti in quarta fila, nei posti che poi scoprirò
essere adiacenti al mio. Non passano cinque minuti, e come per magia il teatro si riempie.
Come se tutti fossero arrivati contemporaneamente, come se nascosti, aspettassero il momento giusto per fare il loro trionfale ingresso in sala.
Aria di serata importante, un po' per i canoni dettati dal luogo, un po' per la fascia di pubblico al quale si rivolge Allevi.
Tra la bella e la buona Napoli, fa il suo ingresso, con appena 15 minuti di ritardo dall'orario di tabellone, l'acclamatissimo "pianista filosofo" trentottenne, coperto da una t-shirt nera su jeans blu scuro e converse azzurre ai piedi.
Arriva, s'inchina, afferra il "gelato" e ci dice che suonerà il suo ultimo disco, “Joy”, l'album che ha ottenuto il disco d'oro vendendo finora oltre 70.000 copie.
Ne approfitta quindi per raccontare ancora una volta di com'è nata questa sua ultima opera,
della sua "clinica esperienza" dovuta ad un improvviso attacco di panico e della musica del disco che fulmineamente gli è apparsa nella mente, proprio mentre entrava in ambulanza.
“...Panic” dice, e si siede.
Un delirante silenzio avvolge il San Carlo, ed un pubblico attentissimo si abbandona alle note del compositore marchigiano. Il suo primo inchino è per Allevi più emozionante dell'ingresso sul palco, ma nonostante l'evidente timidezza, affronta anche questo momento e ricomincia a narrare: “Io chiedo sempre alla musica di portarmi in un posto, un luogo dove possa essere finalmente me stesso, di portarmi via”.
Ed è "Portami via", la seconda esecuzione di questo concerto.
Suona in maniera impeccabile ed il pubblico, tutto, fonde le proprie emozioni con quelle
che il pianista ripropone con il suo amato strumento. Poggiando con delicatezza la mano sul bordo del piano, Giovanni si solleva rivolgendosi di nuovo al pubblico.
Vorrebbe introdurre "Downtown", ma dal fondo della platea un urlo chiede ad Allevi di alzare la voce, e pacatamente egli spiega di avere mal di gola. Introduce il brano e ricomincia a suonare.
Mi volto e ammiro occhi chiusi e sorrisi spontanei ed osservo ventagli non sventolati tra le mani delle signore che fanno attenzione per non disturbare quelle note. E' un'atmosfera incantevole che avvolge il San Carlo.
Ogni brano è un aneddoto, ogni canzone ha il suo percorso che è stato segnato all'inizio da un evento particolare. Come quando parla del concerto di New York (evento importantissimo per la sua carriera) e racconta di un pilota presente in sala, che entusiasta di Giovanni, lo obbliga (quasi) ad andare sul suo aereo per farglielo "guidare".
A questo punto Giovanni si sbilancia persino in una battuta, facendo notare che l'aereo aveva i doppi comandi, ed il pubblico, che ormai gli è devoto, si concede anche ad una rumorosa risata.
Ha descritto con la musica i movimenti del biposto nell'aria e ci fa ascoltare un'accurata riproduzione - in musica - del "volare". Al termine di questa canzone guarda tra la folla ed esclama nel modo più spontaneo: “Che belli”, e l'applauso che si era appena placato, riprende più forte e più lungo del precedente.
Attraverso il suo rapporto con la musica e il pianoforte Allevi ha capito che ogni individuo è unico e irripetibile, ragion per cui le sue idee non vanno criticate, ed esplicando questo concetto, ci introduce "Follow You", che al suo termine raccoglie un applauso che non permette nemmeno di far sentire i numerosi grazie detti dall'artista. "Vento d'Europa" è la magnifica successiva esecuzione.
Allevi dice che "a questo punto" è opportuno parlare di filosofia, del passaggio tra eternità e realtà che avviene col primo battito cardiaco. "Orologio degli Dei" è un capolavoro, l'applauso non termina e i suoi “vi bacio tutti” servono solo a fomentare il delirio.
"Back To Life", la suona e alla fine carezza i tasti del piano, e li carezza come si fa con la propria amata dopo avervi vissuto l'amore. E' un momento importante del concerto, poiché Allevi si appresta a proporci due canzoni per lui molto importanti: "Jazzmatic" e “Il bacio" dove invita tutti a baciarsi: alle coppiette di stringersi e ai single di guardarsi intorno.
Allevi è giunto al termine e teneramente introduce l'ultimo brano. Ringrazia chi ha reso possibile la realizzazione dell'evento e ringrazia Napoli, Toto', Peppino, la musica (che com'egli sottolinea è nata a Napoli), la "pizza co la pummarola 'ncoppa" e "sasicce e friarielli".
L'applauso è assordante e quando si placa, proprio dalla balconata arriva un affettuoso urlo alla napoletana: “GRAZIE A TE!”
Allevi è emozionatamente soddisfatto.
Si siede ed esegue il brano che dice sia il più difficile da suonare, in quanto è una sorta di shake tra il "rock progressive" e la "musica rinascimentale", ma prevedibilmente anche questa esecuzione è impeccabile. Saluta con la mano e va via saltellando.
Ma il bis è d'obbligo, e dunque rientra e dopo aver riafferrato il microfono dice:
"Come sei veramente": l'ho scritta pensando all'amore, ed ora quando la suono, mi passa davanti una macchina (si riferisce alla pubblicità n.d.r.)
Le luci in sala si accendono e vedendo il pubblico tutto in piedi, Allevi porta le mani al petto, indica il pianoforte per dedicargli l'applauso, e poiché le richieste di bis continuano, concede un'ulteriore esecuzione dall'album "No concept".
Solo a questo punto scopro che alla mia destra, quei tre signori troppo emozionati seduti accanto a me, sono i familiari di Allevi. Ora capisco anche perché al secondo bis hanno esclamato: “Che strano! Non lo fa mai”. E mi fido.
Napoli ha accolto Allevi con grande affetto e con una grande classe che lo hanno colpito al cuore. Allevi è stato divino e ha vissuto con la sua sensibilità ogni attimo di questo concerto.
Magari nel suo prossimo disco ci sarà una canzone "Napoli", e quando la presenterà, racconterà l'aneddoto relativo all'emozione di questa bellissima serata.
Scaletta
- Panic
- Portami via
- Downtown
- Water dance
- Viaggio in Aereo
- Follwo You
- Vento D'Europa
- L'Orologio degli Dei
- Back to Life
- Jazzmatic
- Il bacio
- New Renaissance
- Come sei veramente
Grazie a: Elena Tosi, Uff. Stampa Parole & Dintorni
Sul web: www.giovanniallevi.it
























