Home Live Report The Who live @ Arena di Verona - 11/06/2007

The Who live @ Arena di Verona - 11/06/2007

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Thownshend e Daltrey sono consapevoli di essere delle icone immortali del rock, nonostante abbiano cantato “spero di morire prima di diventare vecchio”...

Il dover scrive un articolo sugli The Who è, per il sottoscritto, un po’ come chiedere a un bimbo di terza elementare di fare un temino sulla propria mamma! Peccherò sicuramente di mancanza di obiettività, comunque ecco ciò che è successo.
L’attesa è grande, e in questo periodo di tante reunion neppure gli Who si sono tirati indietro dal riproporsi, prima in studio con una piccola opera rock, “Wire&Glass” e con il loro ultimo album, “Endless wire”, e poi con i live. E così, con una pausa durata più di quarant’anni, ecco tornare nel nostro bel paese una tra le band più rappresentative di tutti i tempi del rock internazionale, e la location è ciò che di meglio in Italia si possa desiderare, la millenaria Arena di Verona.
L’arena va riempendosi sempre più, fino ad arrivare alla sua completa capienza e alle ore 21:20 l’evento ha inizio. Un fragoroso applauso accoglie gli arzilli Townshend, Daltrey e soci. Si parte con “I can’t explain”, quale migliore inizio, e si prosegue con “The seeker”, “Sobstitute” e “Fragments” (brano dell’ultimo disco).
C’è giusto il tempo per cantare scimmiescamente tutti assieme la mitica “Who are you” che la leggera pioggerella iniziata precedentemente si trasforma in un autentico nubifragio, che costringe la band ad interrompere l’esibizione e, a chi poteva, di ripararsi sotto le millenarie mura. Come ovvio si pensa al peggio, all’annullamento; tristezza, rammarico e le imprecazioni dirette al tempo durano poco più di un’ora quando, spinti probabilmente a forza dal “signor milanoconcerti”, già in tachicardia al solo pensiero di dover rimborsare i circa tredicimila biglietti venduti, che gli Who tornano imperterriti sul palco, agevolati anche da un tempo più clemente.
Ma quando si dice che la sfortuna non viaggia mai da sola, ecco che, alla ripresa del live, avvenuta con “Behind blue eyes”, la voce di Roger lo abbandona, costringendolo ad interrompere la canzone e l’esibizione con sommo sbigottimento sia di un instancabile Townshen che del pubblico presente. Non so cosa sia successo in camerino, se sia tornato alla carica “Mr Milanoconcerti” o se il buon Pete sia riuscito a convincere Roger a riprendere, fatto sta che dopo venti minuti si torna sul palco con Townshend che si mette pure alla voce, mulinando sulla chitarra come suo solito e dimenandosi come ai vecchi tempi, eccezionale. Roger piano piano ritenta a cantare e la voce a tratti sembra ricomparire, pur non essendo delle migliori, ma l’impegno c’è e si vede.
La pioggia non accenna a smettere ma un Arena in estasi sembra incurante di ciò che scende dal cielo. Si arriva così verso la fase conclusiva del live, con un inanellarsi di canzoni da brividi: “Baba O’Riley”, “Pinball wizard”, “The real me”, “The kids are alright”, aggiungere parole e commenti a brani come questi sarebbe superfluo. E infine la conclusione “My generation” e “Won’t get fooled again” cantate a squarcia gola dal pubblico e dall’afono Roger Daltrey coadiuvato da un instancabile e onnipresente Townshend, accompagnati da musicisti di tutto rispetto anche se il sospetto di nepotismo è forte esempio: Zak Starkey alla batteria (figlio di un certo Ringo Star) e alla seconda chitarra Simon Townshend (fratello di Pete).
Live finito, Thownshend e Daltrey si abbracciano felici, e probabilmente consapevoli di essere delle icone immortali del rock, nonostante cantassero “spero di morire prima di diventare vecchio”(My generation), ringraziano di cuore i presenti rimasti sotto le intemperie, Roger, scusandosi con il pubblico per la voce saluta con una promessa: “Tornerò, e la prossima volta sarà con tutta la mia voce”.
L’evento è terminato, e tra i volti provati dal mal tempo, si percepisce comunque una serenità e felicità difficilmente ritrovabili altrove in simili condizioni. Diverse generazioni erano presenti, da chi ebbe la fortuna di vederli in gioventù, a chi, come il sottoscritto, per ragioni anagrafiche li vede per la prima volta in questa occasione. Non c’è che dire il tempo passa, e si vede sulla pelle, ma il rock’n’roll, quello vero non muore mai.
Onorato di aver assistito ad un evento che va al di la del semplice concerto rock.
Sul palco:
Roger Daltrey: voce
Pete Townshend: chitarra e voce
Simon Townshend: chitarra
Pino Palladino: basso
Zak Starkey: batteria
John Bundrick: tastiere
SCALETTA
I Can’t Explain
The Seeker
Sobstitute
Fragments
Who Are You
Behind Blue Eyes
Let’s See Action
Eminence Front
Realy
Magic Bus
Baba O’riley
The Real Me
Pinball Wizard
The Kids Are Alright
My Generation
Won’t Get Fooled Again
Del: 17/06/2007
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