Domenica 26 Novembre si è tenuto, presso il magnifico teatro Masini di Faenza, l'evento conclusivo del MEI 2006, meeting giunto alla sua decima edizione
Partecipavano una lista interminabile di artisti, tanto che più di due brani a testa non eseguiranno. Fra i tanti possiamo citare la buona performance di Marco Fabi, con chitarra acustica e pianoforte, un giovane che farà tanta strada nel cantautorato italiano; i Tetes de Bois con i loro testi sempre vicini al sociale, immancabile la loro "Avanti pop" e, in ordine di apparizione, i sempre più apprezzati Virginiana Miller che presentano "Per la libertà " e "Dopo la festa" dal loro ultimo lavoro Fuochi fatui d'artificio. Sono bastati due brani per far capire a tutti la loro eccezionale bravura, se nel disco hanno sonorità riconducibili ai Baustelle, tutt'altro avviene dal vivo, molto più simili ai live di De Gregori, ottimi davvero.
A seguire Riccardo Senigallia che prima dell'esibizione ha effettuato un ampio discorso, raccogliendo copiosi applausi, sui concorsi come il MEI, il premio Tenco e il premio Piero Ciampi, mettendo in evidenza quanto spesso i vincitori di tali manifestazioni, sono sì degli ottimi musicisti, ma spesso nella premiazione si fa più caso a chi è alle loro spalle (case discografiche o di promozione), che a volte influenzano, e non poco, l'assegnazione di targhe importanti come quelle citate. Cose che tutti sanno ma nessuno dice, bravo Riccardo!
E' arrivato poi il momento di Bugo, presentatosi assieme a Violante Placido. Non smentendo la sua pazzoide stranezza, è salito sul palco e mentre un discutibile presentatore faceva una serie di banali domande a Violante, disinteressato non diceva una parola. Hanno iniziato a cantare "Amore mio infinito", chitarra classica al collo e voce, Viola finito la canzone se n'è andata e Bugo sempre senza favellare ha eseguito un'improbabile versione di "Millennia", entrambi brani tatti dal suo ultimo disco Sguardo Contemporaneo, utilizzando solo il sintetizzatore. Così com'è arrivato, in silenzio, se n'è andato e come lui un buon 70 % del pubblico presente, ragion per cui gente come: i Folk Orselli, Gegè Telesforo (direttamente da radio Capital), gli interessantissimi Martinika Bison e per ultimi e chiaramente scocciati da ciò gli ottimi Cappello a cilindro, non hanno ricevuto l'attenzione che meritavano.
Si potrebbe disquisire sull'organizzazione del concerto, ma meglio di così non poteva essere, rispecchia pienamente ciò che è stato il MEI 2006, un calderone di eventi, live, presentazioni, discussioni, premiazioni che non hanno fatto altro che portare più confusione dove già ve n'era tanta.
Ogni anno l'evento sembra peggiorare, a partire dal costo del biglietto: sette euro nell'edizione 2005, tredici euro in quella di quest'anno!! Il gran caos all'interno non ha aiutato a migliorare la situazione, diverse etichette scontente dal meeting, assenze di rilievo, una su tutte "L'Aiuola dischi" che ha fatto dell'indipendenza sempre il suo cavallo di battaglia (forse è proprio per questo che non si è presentata), dovuta anche dai costi onerosi degli stand.
Il MEI offre, si l'opportunità ai gruppi emergenti senza contratto di presentarsi alle varie case discografiche, ma dà anche la sensazione di aver lasciato un granello di sabbia su chilometri di spiaggia, difficilmente ritrovabile. Non tutto però è da buttare, se è arrivato al decimo anno sicuramente del positivo c'è: serve per far parlare sempre di più del sottobosco musicale italiano sempre in crescita, quindi ben vengano eventi come questi, magari più volte l'anno in modo così da evitare l'agglomerarsi di argomenti, eventi e discussioni.
Cosa salvo del Mei 2006? Personalmente tre cose: il mini live dei Numero 6, eccezionali in soli 30 minuti, nonostante le incomprensioni con il fonico, lo splendido teatro Masini, che ha ospitato l'evento finale e, prima fra tutti, la bellissima ed emozionante galleria dei disegni originali eseguiti da Ivan Graziani... Che mi hanno lasciato senza parole.
Articolo del: 29/11/06
























