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Meganoidi live @ Inverart 2006

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Inverart 2006 ti colpisce per il senso di libertà e indipendenza che inebria ogni cosa. Appena entrati nel padiglione preposto alla manifestazione, il colpo d’occhio è notevole: una distesa di tavolate e panche stile Oktober Fest; un caleidoscopio di colori che emana dai vari stand in cui i giovani artisti espongono le loro opere, e lì in fondo il palco, con la sua scenografia minimalista, che ben si adatta ad ospitare il nuovo volto dei suoi protagonisti della serata: i Meganoidi.

Un filo conduttore comune sembra legare il gruppo genovese all’atmosfera di libertà della manifestazione, soprattutto dopo il rifiuto di Davide & Co di farsi produrre dalle major ma di affidarsi alla Green Frog (tra l’altro di loro creazione!).

 

Il concerto, in verità , inizia un poò in sordina: si fa fatica ad abituarsi alla nuova evoluzione del gruppo. Non trovano spazio infatti negli attuali live canzoni di Into the darkness, into the moda che li hanno resi noti al grande pubblico come Supereroi o King of ska.

 

Ma ben presto, complice la presenza scenica di Davide, frontman del gruppo, il pubblico inizia a farsi coinvolgere ed apprezzare i grandi passi avanti fatti dal gruppo dal pop-rock di Outside the loop stupendo sensation fino all’ultimo album Granvanoeli. Mi sono piaciute molto canzoni come Dai pozzi, che sembra introdurti in un’atmosfera cupa quasi ipnotica, oppure "Nine time out of ten" in cui si evidenzia la bravura strumentale dei fiati, costante del gruppo fin dagli esordi.

 

Ci si rende conto che il cambiamento di direzione ha prodotto degli effetti niente male! Non la solita svolta punk-rock come ci si aspetta da un gruppo ska, ma delle sonorità post- rock, oscure, rif di chitarre violenti, ma anche gran cura nei testi scritti in italiano ma anche in inglese. Non c’è tempo per rimpiangere il passato, è solo arrivato il momento di apprezzare pienamente il nuovo stile rock indie impegnato!

 

Si arriva così in un crescendo di coinvolgimento al gran finale che spetta alla bellissima e ben conosciuta Zeta Reticoli.

 

E tra un pezzo e l’altro, Davide dialoga con il pubblico, trovando spazio per presentare il nuovo chitarrista e per raccontare l’insolita disavventura di Fabrizio sax & sinth che avendo dimenticato l’essenziale sax (!) ha dovuto chiederne uno in prestito ad uno dei componenti della Banda di Inveruno!

 

 

Articolo di: Carla Veccia

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