Sbarca al Teatro Italia di Roma il live acustico di Cristina Donà . Un live intitolato Il suono della luce, perchè sul palco sono due gli indiscussi protagonisti: Cristina e le luci.
Cristina Donà , che insieme a Carmen Consoli e Lara Martelli è una delle realtà femminili della scena musicale italiana, festeggia con questo minitour i 10 anni della pubblicazione del suo primo cd œTregua.
E per festeggiare degnamente la Donà si esibisce proprio come agli esordi: lei, da sola, sul palco.
A far da contorno, una scenografia che fa della luce il punto di forza. Grazie al light designer Mamo Pozzoli, il palco pulsa di fasci di luce, animando con colori emozionanti le 4 strutture che scendono dal soffitto: due coni e due sfere, che giocano con raggi e riverberi.
Due ore intense di un live da brivido, dove la Donà ci ripropone in versione acustica i brani dei suoi 4 album: Tregua (97), Nido (99), Dove sei tu (2003) e la versione inglese di quest’ultimo, pubblicata per il mercato europeo.
Un intro palpitante, per poi dar vita a brani come In fondo al mare, L’ultima giornata di sole, Rosso e chiome bionde.
La Donà , che si rivela polistrumentista nata (passando dalla chitarra al pianoforte), strega il pubblico con la sua particolarissima voce: ora scherzando, ora spiegando i brani, ora mettendosi completamente a nudo: spogliando anche i suoi brani, che risplendono racchiusi in una meravigliosa membrana acustica.
Emozionanti sono le interpretazioni di Invisibile (di ben 7 minuti), delle magiche Nel mio giardino e Salti nell’aria. Attraverso un Volo in deltaplano la Donà mette i brividi con Goccia e con Stelle buone (richiesta a gran voce dal pubblico).
I graffi invece arrivano dalla ben più tosta Triathlon, mentre sgorga ironia a fiotti Volevo essere altrove.
Una manciata di secondi di pausa e la Donà ò ancora sul palco, per concedere un bis di più di mezz’ora. E’ Nido il cantico che sconvolge l’anima, prima di concludere con una pugno di cover, tra le quali spiccano la classica Moon River e Knock on Wood di Amii Stewart.
Sensibile, ironica ed estremamente vera, Cristina Donà ha dimostrato una volta di più la sua attitudine al palco, la sua estrema schiettezza e l’intensità che riesce a comunicare nella dimensione live.
Un live da brivido. Un live intimo. Tra suoni e luci. Tra stupore e candore. Tra la vita e le parole. Tra il cuore e la musica.
Se la luce avesse un suono, sarebbe proprio come l’ha cantato la Donà .
Resto tra gli alberi/ verso l’interno/ lontana dagli altri/ con una rosa al polso/ ci sono luoghi muti, luoghi fermi/ dove annusi lo spazio eterno/ Io sono un nido sui rami d’inverno.
Articolo del: 10/04/2006
Grazie a: Saverio Gatto (Mescal)
























