E' stato presentato oggi il nuovo cd di Andra Sisti, "Dietro le quinte", uscito da pochi giorni per l'etichetta Aliante Dischi e distribuito da Delta Dischi.
Andrea Sisti nasce dietro le quinte di un teatro, il "Teatro Stabile del Giallo" di Roma fondato dal padre Giancarlo, noto attore di cinema e, soprattutto, teatro. La sua infanzia ed adolescenza si svolge interamente nel ristorante che porta il nome del nonno materno, "Otello alla Concordia", dove Andrea fin dalla più giovane età respira la medesima aria delle più alte figure del cinema, della cultura, dell'arte, italiani del dopoguerra come Mario Monicelli, Piero De Bernardi, Pierpaolo Pasolini, Alberto Moravia, Federico Fellini, Salvatore Quasimodo per citarne alcuni, amici fraterni del nonno Otello. Così, in quella grande famiglia che è "Otello" e giocando, appunto, dietro le quinte delle opere messe in scena dal padre, Andrea coltiva la sua propensione verso la musica.
Nella serata della presentazione (il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza per la costruzione di scuole nel Sud-Est Asiatico devastato dallo tsunami), si sono alternati sul palco i personaggi che insieme ad Andrea hanno dato vita a questo bellissimo ed intenso cd.
Primo fra tutti il mitico Donovan, il folk man scozzese amico fraterno di Sisti. Bellissimi i duetti "Boy for every girl" e la quasi 80's "The language of love". Inoltre Donovan ha presentato due brani tratti dal suo nuovo cd "Beat Cafè" (Applesead/I.R.D.), più due classici come Mellow Yellow e Jennifer Juniper. L'overture del concerto è affidata al singolo "Il miglior nemico mio", e in un susseguirsi di emozioni si è passati dall'arrembante "Stella" all'intensa "Italiani d'America" (scritta per Sisti da Marco Conidi), che vede la partecipazione del tenore Francesco Giannelli: un'ode alla generazione italiana cresciuta in America, ai ricordi, alle nostalgie dei tanti immigrati italiani. Un brano da brivido, che se fosse stato presentato a Sanremo avrebbe raggiunto posizioni molto molto alte: "E la lingua non la so parlare se non fosse per mia madre/ Certe volte lì in cucina lei si mette a canticchiare/ Vecchie melodie italiane di quel festival dei fiori/ Non capisco le parole non capisco i suoi suoni".
Ancora tanti ospiti sul palco ad accompagnare Sisti, come l'attore Remo Girone che ha interpretato "Fotogramma" scritta da Furio Scarpelli (noto sceneggiatore cinematografico), e Giorgio Arlorio, che ha duettato con Sisti nell'intensa "Un paese vuol dire non esser soli", scritta da Mario Pogliotti e ispirata al romanzo "La luna e i falò" di Cesare Pavese.
Bellissima l'interpretazione di "Maledetto", caratterizzata da un buon refrain quasi radiofonico, e "Non ricordo più del mare", per non dimenticare la tragedia del G8 di Genova, per non dimenti...Carlo.
Ha chiuso la serata la title-track "Dietro le quinte", scritta da Andrea in ricordo del padre, e finita di comporre poche ore prima della sua morte. "Dietro le quinte" per porre l'accento sul lavoro che viene fatto dietro le quinte di uno spettacolo.
Tra i vip presenti in sala, riconoscibili Achille Occhetto e Bungaro.
Una performance inconfondibile, senza bis o fronzoli concessi, dove Sisti ha diviso il palco con grossi artisti musicali e non, come a sancire l'unione di più discipline artistiche che confluiscono nella musica, in emozioni forti e nella voglia di vivere.
























