Partono dal secondo dopoguerra per arrivare fino ai giorni nostri le storie presentate nel volume Racconti della distanza, edito in questi giorni dall'editore milanese Lampi di stampa e scritto da un esordiente viareggino Paolo Rossi.
Un autore che parla di una città ben nota a chi ha vissuto in quel periodo ma che è evocata sola dalla memoria e dalle voci che parlano. Memoria che ogni tanto torna a farsi viva sollecitata da un profumo o da una situazione. Quasi una scusa o un alibi per riportare in vita le cose.
Il volume è articolato in sei racconti e un capitolo zero che dà il senso alle storie che seguono.
Le voci parallele mettono in relazione diversi punti di vista imponendo una distanza/vicinanza da quelle vicende. àˆ questo l'elemento caratteristico dello stile narrativo di questo autore. Alle voci dei due protagonisti del primo racconto ne seguono altre in una successione che, seppure diversa per i temi trattati, è sempre orientata al recupero di significati e desideri che sembrano essersi sciolti nel nulla. E Viareggio è sempre sullo sfondo: con le sue strade, con le sue piazze, con i magazzini e i negozi che oggi sono scomparsi, con le persone che ormai sono solo un ricordo rimasto in qualche cassetto della memoria.
Com'è che siamo diventati ciò che siamo; si chiude cosà il capitolo zero che serve a dare l'intonazione generale alla narrazione.
Sei racconti leggeri e amari, quindi, per riflettere sui cambiamenti che ci hanno accompagnato in questi ultimi quaranta anni.
Paolo Rossi, Racconti della distanza, Milano, Lampi di stampa, 2004 (? 14,00)
























