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Attenti ai buoni di Mario Giordano

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Editore: Mondadori
Pagine: 212
Prezzo: 16.80 Euro

 

Finalmente, in mezzo a tanti libri che seguono la corrente, un libro che denuncia tutto il marcio che è nascosto dietro la solidarietà . E' curioso che sul retro del libro sia scritto: ":un libro che vi farà divertire e insieme scandalizzare.". Divertire? A me è venuta l'ulcera. Un rodimento di fegato nello scoprire che parecchi soldi dati in beneficenza (dallo zingaro nella metro ai cassonetti della Caritas) vadano ad arricchire altre persone, e che i bisognosi, quelli veri, magari son ancora là che aspettano. Un libro-verità , che ci illumina su dove finiscono i soldi destinati alla povera e sciagurata gente. I soldi stanziati per i terremotati? Arrivano iper-ridotti dopo 5 anni. Gli alluvionati in Bangladesh? Mai visto una lira. E allora, la domanda nasce spontanea: dove accipicchiolina finiscono 'sti soldi? Fatevi un giretto alla Fao: stanze e stanzette con opere colossali. Le organizzazioni che fanno? Si spacciano come infinitamente buone, ma il loro unico scopo è aiutare se stesse. Cene sontuose, convegni con cartelle scopiazzate, missioni impossibili costate miliardi (di lire, of course) per risolversi con un buco nell'acqua (magari era anche un'opera per combattere la sete). Ai poveri destinatari non arriva niente, perché i soldi spariscono in bilanci supergonfiati e in voci degli straordinari da brivido: "Mi scusi, ma in questo bilancio ci sono 5 miliardi che non tornano: Mah, saranno le spese varie." Già , le spese varie negli atelier. E ancora, avanti con le opere di spreco: si vuol costruire un ospedale in Ruanda? Ecco i soldi. Ma, una volta terminato, ci si accorge che quei poveracci non possono utilizzare le attrezzature troppo complicate, e che non sono in grado di aggiustarle: Tutti soldi sprecati. E il Giordano ne ha per tutti: non si salva nessuno! Pavarotti&Friends, Missione Arcobaleno, la Fao, la Croce Rossa, le Ong e le imprese no profit. Organizzazioni che aiutano esclusivamente loro stesse, pagando profumatamente i loro impiegati, che vivono nel lusso più sfarzoso. Il convegno per la fame nel mondo? E' seguito da una mega abbuffata con prelibatezze che manco io ho sentito mai nominare. Certo, l'alibi è sempre e solo uno: lo facciamo a fin di bene.

Un bel libro, vero, scritto con maestria e ricco di 'casi clinici' (con tanto di bibliografia). Dove l'intento di Giordano è gettar luce su queste organizzazioni e sugli eventi che raccolgono fondi, che in realtà non sono per niente controllati. Ma Giordano invita anche a non fare di tutta un'erba un fascio: qualcuno che si salva pur ci sarà . Ma, mi dispiace deluderlo; io, che di natura non sono buono, e che non ho mai fatto beneficenza, grazie a questo libro sarò ancora più contento di non farla. E sarà quella la mia buona azione quotidiana.

 

Thanks To: Costanza, Ufficio Stampa Mondadori

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 20 Aprile 2010 13:54 )  

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