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La ragazza del ritratto di Paul Torday

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Non c’è modo di scrollarsi di dosso Paul Torday. Inutile provare a districarsi dalla sua fitta rete narrativa. Dopo L’Irresistibile eredità di Wilberforce, torna in Italia (sempre grazie alla raffinata Elliot Edizioni), con La ragazza del ritratto, un libro che ha tutte le carte  per superare il suo predecessore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ragazza del ritratto

 

Autore: Paul Torday

Elliot Edizioni- pp.gg 275- euro 17.50- 2010

 

 

Una moderna ghost story mescolata ad un intricato thriller dove il sovrannaturale e la psiche umana danzano fino allo sfinimento. Un libro che richiama alla mente Peter Straub, alcune atmosfere di Robert Bloch, insomma un vero e proprio gioiello che si immerge nel genere trascendendolo.

Tutto comincia in Irlanda, con un vecchio dipinto che “strega” Michael, un uomo qualunque, di mezza età con un matrimonio felicemente normale e una vita che si divide tra Londra, il suo club maschile (il Grouchers) e la sua tenuta scozzese impigliata nel ricordo della morte dei genitori e della sua vita da quel momento. Un dipinto che il giorno dopo svanisce, o meglio, si rivela per quello che è: un’informe ammasso di colore. Eppure la sera prima c’era una ragazza nel ritratto … Da quel momento qualcosa cambia nel suo animo, nella sua visione di insieme, si insinua lentamente tra le pieghe del cervello un’ombra che riesce a scuotere anche sua moglie Elizabeth che vede nel marito una luce nuova che le fa dire tra sé  “Pensi di conoscerli davvero e invece no”, e così la vicenda diventa un’altalena spinta dalle due voci narranti, dai due punti di vista che si rincorrono e si confrontano.

Michael cerca di tornare alla sua vita ma qualcosa lo perseguita, qualcosa che diventa qualcuno forse, un nome, un sorriso incontrato per strada, una ragazza che cambia aspetto ma sembra essere sempre la stessa. Elizabeth non sa cosa fare, suo marito è cangiante, mostra aspetti di sé che lei non sapeva nemmeno che esistessero, continua a pronunciare un nome che non ricorda di aver detto e quando lo fa la guarda assente e la voce è nella sua assenza di tono inquietantemente minatoria.

In questo crescendo vorticoso l’animo umano viene tirato su e giù dal gorgo di emozioni, dubbi, soliloqui della vicenda che sembra avere tinte sempre più fosche.

La ragazza del ritratto è un superbo romanzo, ed è meglio evitare definizioni di genere che potrebbero ridurre la sua valenza letteraria.

Paul Torday prende per i capelli il lettore e lo butta a capofitto tra le sue pagine rendendo così giustizia ad un aggettivo fin troppo abusato “bello”.

Questo romanzo è davvero “bello!”.

 

Voto 8

 

In tre righe? Là dove si celano gli uomini.

 

Parole di Alex Pietrogiacomi

 

 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 03 Aprile 2010 12:03 )  

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